{"id":21392,"date":"2013-04-24T06:21:23","date_gmt":"2013-04-24T04:21:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=21392"},"modified":"2023-01-17T13:19:07","modified_gmt":"2023-01-17T12:19:07","slug":"8251-muccino-boccia-il-dissenso-della-mussolini-si-vergogni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8251-muccino-boccia-il-dissenso-della-mussolini-si-vergogni\/","title":{"rendered":"Muccino boccia il dissenso della Mussolini: si vergogni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">ROMA &#8211; L&#8217;indignazione di un italiano. <strong>Postata su Facebook. L&#8217;intensa maratona elettorale per l&#8217;elezione del Capo dello Stato, andata avanti tra bluff, candidati bruciati, scissioni interne, partiti in macerie, tradimenti eccellenti e inciuci trasversali, che ha spazientito la societ\u00e0 civile e allargato il divario tra le gente comune e la casta, \u00e8 stata anche caratterizzata dall&#8217;esibizione dell&#8217;onorevole Alessandra Mussolini che, scegliendo la via delle magliette, ha testimoniato il suo dissenso. Un dissenso che, ovviamente, ha sollevato polemiche, ma ha fatto anche boom sulla rete. Oggi, l&#8217;attore e regista Gabriele Muccino, dalla Grande Mela, racconta come ha vissuto il dissenso della Mussolini.<\/strong> Lo fa, postando il suo pensiero, sul pi\u00f9 popolare e diffuso social network al mondo, un pensiero che, da qualche ora sta collezionando un&#8217;infinit\u00e0 di mi piace e un&#8217;altrettanta voluminosa quantit\u00e0 di condivisioni. Il pensiero, \u00e8 stato ripreso anche da molti quotidiani nazionali ed internazionali, nonch\u00e8 da altrettanti siti, portali e blog. Ecco il testo, di come lo definisce lo stesso Muccino, dell&#8217;incazzatissimo post <strong>&#8220;Sar\u00e0 perch\u00e9 mi trovo a Los Angeles e l\u2019Italia appare diversa, forse pi\u00f9 a fuoco, quando \u00e8 osservata da lontano, ma il giorno in cui in parlamento \u00e8 stata affondata la candidatura di Prodi alla presidenza della Repubblica ho notato come uno stridio assordante la maglietta che l\u2019onorevole Alessandra Mussolini indossava con gusto da strapaese, con sopra la scritta a pennarello \u201cIl diavolo veste Prodi\u201d. Quella maglietta mi \u00e8 suonata cos\u00ec stonata sul corpo di chi non ha mai, in circa vent\u2019anni di politica, preso la pur minima distanza dalla storia del fascismo che ho sentito l\u2019urgenza di scrivere qualcosa. Il limite di sopportazione di ci\u00f2 che viene detto e fatto in Parlamento da chi rappresenta lo Stato e gli italiani sta visibilmente per scoppiare e travolgere l\u2019intero paese. Gli italiani sono i pi\u00f9 bravi al mondo ad assolversi dalle proprie colpe e a guardare dall\u2019altra parte pretendendo che il passato si dilegui. Purtroppo il passato non va via. Anzi, ce lo portiamo dietro come un bagaglio, un karma invisibile che determina come la storia ben insegna, specialmente se ignorato, la ripetizione degli stessi errori ed orrori all\u2019infinito. C\u2019\u00e8 chi dice, in quest\u2019Italia diseducata, che Mussolini abbia fatto anche cose buone e poi, s\u00ec certo, anche tanti \u201cerrori\u201d. Ma quali sono questi errori? Chiamiamoli col vero nome: sono crimini di guerra. Il mondo intero vede Mussolini alla stregua di qualunque altro dittatore che ha compiuto genocidi sulla propria gente e su altri popoli imbarcandosi in una guerra mondiale al fianco di HiItler. Assolversi dalla Storia \u00e8 la scorciatoia pi\u00f9 disonesta per alleggerirci delle nostre responsabilit\u00e0 e vergogne. Come fa Alessandra Mussolini a difendere il nonno, usando la parola \u201corgoglio\u201d come ha fatto spessissimo in questi anni in questo nostro smemorato paese, e contemporaneamente giurare sulla bandiera italiana, sulla Costituzione e sulla Repubblica?<\/strong> Se io fossi in lei, mi vergognerei per il peso infinito delle migliaia di vittime fucilate, deportate, torturate a cui ancora oggi non ha chiesto perdono. <strong>La storia non pu\u00f2 essere cambiata n\u00e9 tantomeno corretta a nostro piacimento. Se si rappresenta lo Stato bisogna almeno chiedere, come diretto erede politico di quella Storia, perdono ai familiari di tutte le vittime del fascismo, ovvero perdono agli italiani. Come cittadino italiano sono stato offeso insieme ad altri milioni di cittadini troppe volte da parlamentari che insultano la nostra bandiera al nord, minacciano secessioni oppure inneggiano ancora a Mussolini&#8221;. Ora si attendono le reazioni che, sicuramente, saranno &#8220;incazzatissime&#8221;. Anche loro<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; L&#8217;indignazione di un italiano. Postata su Facebook. 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