{"id":21406,"date":"2013-04-24T09:19:56","date_gmt":"2013-04-24T07:19:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=21406"},"modified":"2023-01-17T13:19:07","modified_gmt":"2023-01-17T12:19:07","slug":"8258-resistenza-cosentina-inaugura-lauditorium-popolare-zulu-taglia-il-nastro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8258-resistenza-cosentina-inaugura-lauditorium-popolare-zulu-taglia-il-nastro\/","title":{"rendered":"Resistenza cosentina: inaugura l\u2019Auditorium Popolare. Zul\u00f9 taglia il nastro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">COSENZA \u2013 Uno spazio sociale per tutti. Precari, migranti, bambini e studenti.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con una giornata di pubblico confronto e festa popolare, oggi, mercoled\u00ec 24 aprile inaugura l\u2019Auditorium Popolare. U<strong>n luogo di resistenza alla speculazione edilizia nell\u2019area delle ex officine ferroviarie, tra viale Mancini e via Popilia, restituito alla citt\u00e0 ai suoi abitanti.<\/strong> \u201cL\u2019area dei capannoni, negli ultimi sette anni, \u00e8 divenuta luogo di riappropriazione e&nbsp; sperimentazione di una socialit\u00e0 genuina, dell\u2019incontro tra le culture e della partecipazione dal basso. Ed \u00e8 proprio seguendo questi principi \u2013 si legge nel documento di presentazione dell\u2019auditorium &#8211; che molti collettivi, soggetti, associazioni, liberi uomini e libere donne dell\u2019area urbana cosentina, da qualche mese, hanno deciso di mettersi in gioco nel tentativo di creare <strong>uno spazio dove produrre e riprodurre musica, cultura, arte, politica e socialit\u00e0, dove poter esprimere liberamente la&nbsp; partecipazione attiva alla vita cittadina, fuori dalla retorica e dall\u2019economia dei grandi eventi<\/strong>\u201d. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa scelta di costruirlo \u2013 spiega il manifesto &#8211; \u00e8 nata dalla critica al degrado culturale che sta vivendo Cosenza negli ultimi anni. Un degrado preoccupante, che ci riporta indietro nel tempo,&nbsp; a quando la citt\u00e0 era dominata da oblio ed alienazione.&nbsp; L\u2019eclissi di un festival come quello di Invasioni e la possibile chiusura del teatro dell\u2019Acquario, sono i segnali pi\u00f9 evidenti ed allarmanti di una decadenza forse pi\u00f9 profonda e complessa di quanto possa apparire. Intanto nelle stanze delle istituzioni si cerca di occultare questo vuoto, organizzando rassegne pseudo-culturali che hanno l\u2019unico scopo di soddisfare gli appetiti di affaristi e manager. Ma per fortuna, in questa citt\u00e0, continuano a fiorire iniziative spontanee che, spesso, ottengono risultati sociali, morali e divulgativi infinitamente superiori alle rassegne ed agli eventi finanziati dall\u2019alto. <strong>Gli spazi abbandonati o svenduti dalle amministrazioni locali, sono luoghi pubblici, dove si gioca il futuro delle nostre citt\u00e0, dove si intrecciano le vite, le memorie individuali e collettive. Non possono essere monopolio delle istituzioni.<\/strong> Riteniamo quindi che gli spazi comuni, per loro natura, offrano a tutti la possibilit\u00e0 di sperimentare, in totale autonomia, relazioni umane importantissime per chi coltivi ancora il sogno di costruire un mondo diverso\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019operazione auditorium ci permette di restituire all\u2019uso cittadino un altro spazio dismesso e dimenticato, altrimenti destinato al degrado o alla speculazione. <strong>Non dimentichiamo infatti, che la giunta Perugini avrebbe spartito ben 16 milioni di euro ai palazzinari di questa citt\u00e0 per radere al suolo i capannoni esistenti e realizzare ex novo un\u2019opera simile.<\/strong> Vogliamo lavorare affinch\u00e9 per la comunit\u00e0 diventi, col tempo, un\u2019occasione, al di l\u00e0 del mercato, per praticare momenti di solidariet\u00e0, felicit\u00e0 collettiva, rispetto della dignit\u00e0. Le politiche alienanti delle ultime amministrazioni ci consegnano una fotografia deprimente della citt\u00e0. Il problema allora \u00e8 proprio partire da questa situazione per ribaltarla. Ci\u00f2 sar\u00e0 possibile solo se si afferma, con forza, il fatto che la conoscenza, sia nelle arti pratiche che nei beni immateriali, non \u00e8 in vendita. E che quindi la cultura ha un valore condiviso. \u00c8 di tutti e tutte. Solo attraverso quest\u2019idea della cultura si potranno riaffermare nuove condizioni di vivibilit\u00e0 e di condivisione nell\u2019area urbana, riattivando le differenti sensibilit\u00e0, le risorse inedite e le qualit\u00e0 gi\u00e0 esistenti. L\u2019auditorium popolare \u2013 conclude &#8211; sar\u00e0 uno spazio aperto alla citt\u00e0 e non solo. Chiediamo il contributo umano, materiale, intellettivo, di quanti condividono il nostro comune sentire\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La giornata si aprir\u00e0 alle 17.30 con lo spettacolo teatrale per bambini e adulti \u201cIl maiale e l\u2019aiuto chef. Esperimenti surreali di cucina catastrofica\u201d per poi continuare a<strong>lle 18 con l\u2019inaugurazione dell\u2019Auditorium battezzata da un dibattito pubblico su come potranno essere utilizzati al meglio gli spazi del nuovo centro di aggregazione sociale. All\u2019incontro \u201cUn Auditorium Popolare a Cosenza, proposte e prospettive\u201d saranno presenti Luca Ardenti ideatore del festival Invasioni, Luca Persico , meglio noto come O\u2018 Zul\u00f9 dei 99 Posse e la Banda Bassotti. Durante il dibattito si snoderanno le performance teatrali di Emilio Nigro e Ernesto Orrico. Infine alle 22 l\u2019Auditorium Popolare festeggier\u00e0 la sua nascita con la prima \u2018Notte Partigiana\u2019 cosentina con il live della Banda Bassotti e di O\u2019 Zul\u00f9 seguita dalla selezione musicale dei dj Chosen Few.<\/strong> Benvenuto Auditorium. Buon 25 Aprile Cosenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Uno spazio sociale per tutti. 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