{"id":21442,"date":"2013-04-24T19:23:51","date_gmt":"2013-04-24T17:23:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=21442"},"modified":"2023-01-17T13:19:10","modified_gmt":"2023-01-17T12:19:10","slug":"8278-nunzio-e-mo-ti-cuntu-le-cinque-giornate-di-portachiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8278-nunzio-e-mo-ti-cuntu-le-cinque-giornate-di-portachiana\/","title":{"rendered":"Nunzio: e mo ti cuntu le cinque giornate di Portachiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Il trionfo dell&#8217;ironia. Cusintina. <strong>E&#8217; quella che, con le sue invenzioni letterarie, degne di grandi palcoscenici, crea ed esalta, <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>il mitico Nunzio Scalercio, uno dei grandi menestrelli della simpatia &#8220;ara cusintina&#8221;. L&#8217;ultima, in ordine di tempo, \u00e8 &#8220;Le 5 giornate di Portachiana&#8221;. Il racconto, scritto in italiano con puntate in dialetto, ha, come da copione, ricevuto una sfilza di like e avuto numerose condivisioni. Come cosentino e come amico di Nunzio Scalercio sono soddisfatto del suo successo.<\/strong>&nbsp;Leggere gli &#8220;stati&#8221; di genialit\u00e0 di Nunzio \u00e8 davvero un piacere. Il suo modo di raccontare, fotografare la realt\u00e0, quella che si consuma in riva al Crati, non \u00e8 mai banale. E&#8217; un costante invito alla riflessione, \u00e8 un invito anche a &#8220;riappropriarci&#8221; del nostro orgoglio di cosentinit\u00e0, spesso, troppo spesso, dimenticato da chi ci governa. penso, mi domando e vi domando: e se un giorno Nunzio, Canaletta, Totonno Chiappetta o altri testimonial dell&#8217;ironia tipicamente cosentina, entrassero in politica? Beh, almeno io ne sono sicuro. Mi riappassionerei alla politica. Comunque, bando alle divagazioni, riporto il suo scritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Buona lettura e buon divertimento.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando l&#8217;ultimo baluardo croll\u00f2, i cittadini di Cosenza dovettero ritirarsi nella parte vecchia, la pi\u00f9 arroccata, quella dalla quale secoli fa pass\u00f2 Federico II lasciandoci in eredit\u00e0 un castello e, soprattutto, na fera. Il ponte di Mancini si schiant\u00f2 dopo essere stato colpito dalle bombe reggine. Scopelliti entr\u00f2 in una citt\u00e0 grigia, senza vita. Giusto qualche cane latrava triste, quasi come se avesse percezione di quello che stava accadendo. Il 2015 fu l&#8217;annus horribilis di Cosenza. Qualcuno aveva fatto per l&#8217;ennesima volta quella domanda: \u00e8 possibile avere i nomi?. Voleva solo sapere chi fossero i protagonisti i consiglieri calabresidei rimborsi folli e, soprattutto, se qualcuno aveva, almeno, vinto al Gratta e Vinci. La reiterata sete di verit\u00e0, produsse la collera sproporzionata del governatore dalla testa grossa (testa che non si abbinava al resto del corpo, producendo l&#8217;effetto Frankstein).<\/strong> Nel giro di pochi giri di fax e circolari, dichiar\u00f2 guerra a Cosenza e part\u00ec alla volta della citt\u00e0 di Telesio armato di tutto punto. Colta alla sprovvista, la citt\u00e0 (che stava preparando una fiera della scritta aerea) accus\u00f2 il colpo e stava quasi capitolando quando qualcuno (non appartente all&#8217;amministrazione comunale) si prodig\u00f2 per organizzare un minimo di Resistenza. <strong>I pi\u00f9 idealisti, gente che sapeva citarti le formazioni del Cosenza mentre lanciava una granata (&#8220;Ecco l\u00e0 il cecchino!&#8221;, &#8220;Lanciagli una granata!&#8221;, &#8220;Subito! Ciaramitaro, Fucina, Longobucco, Aita, Rizzo, Silipo, Tripepi&#8230;&#8221;), scelsero il centro commerciale &#8220;I due fiumi&#8221; come roccaforte, vista la vicinanza non solo emotiva con Le Aquile di Piazza Kenedy (o, a seconda, di Baccelli). Scopelliti, per prima cosa prese il Comune (la maggioranza era sua alleata). E studi\u00f2 il da farsi con il suo luogotenente Orsomarso. &#8220;Orsm\u00e0, ci ni vu bene ara Calabria?&#8221; &#8220;Secondo te?&#8221; &#8220;E ci ni vu bene a Cosenza?&#8221; Orsomarso, guardando il fumo nero che usciva da palazzi sventrati e dalle statue cadute rispose ancora: &#8220;Secondo te?&#8221; Soddisfatto, Scopelliti convoc\u00f2 Occhiuto: &#8220;Noi siamo alleati. Ordina ai cosentini nel centro commerciale di arrendersi subito o ti taglio i cerchi come i posti letto dell&#8217;Annunziata!&#8221; Occhiuto cerc\u00f2 di mediare con i partigiani, ma ottenne un secco: &#8220;Mai! Cosenza \u00e8 libera. E libera rester\u00e0!&#8221; (seguito da spari in aria assortiti). Scopelliti non si scompose, e prese in poche ore il centro commerciale intervenendo dall&#8217;alto. Sganci\u00f2 due bombe alla Nduja dall&#8217;elisoccorso.<\/strong> Ai giovani ribelli bast\u00f2 guardarsi negli occhi per convenire che bisognava arroccarsi tutti a Cosenza Vecchia. A gruppetti da cinque, riuscirono a raggiungere la zona sotto il castello. E da l\u00ec organizzarono la riscossa. <strong>Le armate di Scopelliti cercarono in tutti i modi di espugnare Portachiana, ma il quartiere rispondeva compatto colpo su colpo. Avevano eretto delle barricate con mezzi di fortuna, grazie alla solidariet\u00e0 degli abitanti del quartiere. Ognuno port\u00f2 qualcosa: chi un materasso, chi il portone di casa, chi un armadio, chi un pezzo della statua ex Spirito Santo. Il centro di comando era stato approntato nel bar di Zolfino dove, tra un aperitivo e un altro, si studiava il da farsi, come controbattere all&#8217;offensiva del nemico. Furono 5 giornate memorabili, chiamate in seguito dagli storici &#8220;le 5 giornate di Portachiana&#8221;. Quando Scopelliti il quinto giorno mor\u00ec grazie all&#8217;intuizione di Micuzzu d&#8217;u vasciu che gli lanci\u00f2 una bomba ara sazizza e vruaccul&#8217;i rapa, l&#8217;esercito reggino di sciolse e tutti scesero nelle strade timidamente a festeggiare. Si ball\u00f2 per quaranta giorni e quaranta notti (fino a quando, in pratica, i jinocchia un si sentianu cchi\u00f9). Poi, quando scese dal cielo la colomba della pace tutti ritornarono alle proprie case, stanchi ma contenti. Dopo qualche tempo, i pi\u00f9 dimenticarono l&#8217;accaduto e in un&#8217;atmosfera di revisionismo, cominciarono a riaccendersi, in cielo, i cerchi. Tutto era ritornato alla normalit\u00e0. Dei giornali calabresi, l&#8217;unico che document\u00f2 l&#8217;accaduto fu il Corriere della Calabria.<\/strong> Gli altri, lentamente, ripresero a pubblicare i comunicati stampa del Comune. Nessuno (e nemmeno noi, a dire il vero) ricord\u00f2 i nomi degli eroi di Portachiana. <strong>Poco tempo dopo, un impiegato della tesoreria di Palazzo Campanella a Reggio Calabria, si vide recapitare una richiesta di rimborso tra cui comparivano: Due carrarmati, sei cingolati leggeri, una bomba alla Nduja, la benzina dell&#8217;elisoccorso e un gratta e vinci. &nbsp;Grazie grande Nunzio, esaltatore della cusintinit\u00e0.&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il trionfo dell&#8217;ironia. Cusintina. 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