{"id":214519,"date":"2023-10-25T10:00:53","date_gmt":"2023-10-25T08:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=214519"},"modified":"2023-10-25T12:10:10","modified_gmt":"2023-10-25T10:10:10","slug":"blitz-antimafia-contro-cosa-nostra-ndrangheta-e-camorra-11-arresti-e-153-indagati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/blitz-antimafia-contro-cosa-nostra-ndrangheta-e-camorra-11-arresti-e-153-indagati\/","title":{"rendered":"Blitz antimafia contro Cosa nostra, &#8216;ndrangheta e camorra: 11 arresti e 153 indagati"},"content":{"rendered":"<p>MILANO &#8211; I carabinieri di Milano e Varese stanno eseguendo dalle prime ore di oggi, undici ordinanze di custodia in carcere, e contestualmente il sequestro di beni per un valore complessivo di oltre <strong>225 milioni di euro. <\/strong>Notificato ancora, l&#8217;avviso di conclusione indagini nei confronti di <strong>153 indagati<\/strong>.<\/p>\n<p>Si tratta di un&#8217;inchiesta coordinata dalla Dda che riguarda un contesto criminale attivo prevalentemente in Lombardia e composto da persone legate alle organizzazioni di stampo mafioso <strong>cosa nostra, &#8216;ndrangheta e camorra<\/strong>. Sono state effettuate 60 perquisizioni con l&#8217;impiego di oltre 600 carabinieri sull&#8217;intero territorio nazionale.<\/p>\n<p>Si tratta, nella definizione degli inquirenti, del cosiddetto &#8220;<strong>sistema mafioso lombardo<\/strong>&#8221; che &#8220;gestisce <strong>risorse finanziare<\/strong>, relazionali ed operative, attraverso un vincolo stabile tra loro caratterizzato dalla gestione ed ottimizzazione dei <strong>rilevanti profitti<\/strong> derivanti da sofisticate operazioni finanziarie realizzate mettendo in comune societ\u00e0, capitali e liquidit\u00e0&#8221;<\/p>\n<h4><strong>Il Gip Perna smonta l&#8217;inchiesta &#8220;Nessun patto tra le tre mafie&#8221;<\/strong><\/h4>\n<p>Non ci sarebbe nessun &#8216;patto&#8217; tra Cosa Nostra, &#8216;ndrangheta e camorra in Lombardia, cos\u00ec come viene contestato nell&#8217;inchiesta della Dda milanese. A smontarla \u00e8 il gip di Milano Tommaso Perna che ha <strong>respinto oltre 140 richieste di arresti per altrettanti indagati<\/strong>. Il giudice, infatti, ha disposto il <strong>carcere solo per 11 persone<\/strong>, ma non per associazione mafiosa ma per altri reati. La Dda, dunque, ha deciso, comunque, di chiudere le indagini, contestando sempre &#8220;l&#8217;alleanza&#8221; tra le tre mafie e di fare ricorso al Riesame per le richieste di custodia cautelare respinte.<\/p>\n<p>Dell&#8217;alleanza tra le mafie in Lombardia aveva parlato, lo <strong>scorso agosto<\/strong>, anche il procuratore di Milano, Marcello Viola, durante un&#8217;audizione alla commissione antimafia. Recenti inchieste, aveva detto, &#8220;hanno evidenziato accordi stabili e duraturi tra &#8216;<strong>ndrangheta<\/strong>, criminalit\u00e0 <strong>siciliana<\/strong> e quella di stampo <strong>camorristico<\/strong>&#8220;, fenomeno questo &#8220;particolarmente allarmante in quanto&#8221; d\u00e0 solidit\u00e0 a &#8220;una rete trasversale&#8221; che opera soprattutto nel &#8220;settore del riciclaggio&#8221;. Dinamiche mafiose che, aveva spiegato Viola, &#8220;<strong>definiscono un network che si salda su interessi concreti<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>La nuova inchiesta verte proprio su questo presunto &#8220;patto&#8221; tra mafie, ma le accuse di associazione mafiosa sono state tutte smontate nell&#8217;ordinanza del gip Perna.<strong> La Dda milanese ora punta tutto sul Riesame<\/strong> e <strong>prover\u00e0 a portare a processo gli oltre 150 indagati<\/strong>, dopo aver chiuso le indagini con atti notificati oggi, contestualmente all&#8217;esecuzione degli 11 arresti. L&#8217;ordinanza del gip era stata depositata nelle scorse settimane e gli inquirenti, per\u00f2, hanno deciso di ricorrere prima al Riesame e di chiudere le indagini contestualmente all&#8217;esecuzione dei pochi arresti accolti dal giudice.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultima <strong>relazione semestrale la Direzione investigativa antimafia<\/strong> aveva scritto, tra l&#8217;altro, che in Lombardia i &#8220;<strong>sodalizi mafiosi sarebbero &#8216;scesi a patti&#8217;<\/strong> per assicurare alle aziende affiliate una sorta di rotazione nell&#8217;assegnazione dei contratti pubblici, pilotando le offerte da presentare e contenendo anche le offerte al ribasso degli oneri connessi&#8221;.<\/p>\n<h4><strong>Indagato ritenuto punto di raccordo con il boss Messina Denaro<\/strong><\/h4>\n<p>Tra gli oltre 150 indagati nell&#8217;inchiesta figura anche <strong>Paolo Aurelio Errante Parrino<\/strong>, che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato il &#8220;<strong>punto di raccordo<\/strong>&#8221; tra il &#8220;sistema mafioso&#8221; in Lombardia, ossia il presunto accordo tra le tre mafie, e <strong>Matteo Messina Denaro<\/strong>, morto lo scorso settembre. Parrino per gli inquirenti avrebbe trasferito al boss &#8220;comunicazioni relative ad argomenti esiziali&#8221; mentre era latitante. Lo si legge nell&#8217;ordinanza del gip di Milano Tommaso Perna che, per\u00f2, ha respinto oltre 140 richieste d&#8217;arresto, tra cui quella di Parrino.<\/p>\n<p>Parrino, secondo la Dda milanese, sarebbe il &#8220;<strong>referente<\/strong> nell&#8217;area lombarda della Provincia di Trapani, con specifico riferimento al <strong>Mandamento di Castelvetrano<\/strong>&#8220;, riconducibile &#8220;all&#8217;ex latitante Messina Denaro&#8221;, e uno dei componenti &#8220;del sistema mafioso lombardo&#8221; oltre che gi\u00e0 condannato in passato per associazione mafiosa. Sarebbe stato Parrino, secondo le indagini dei carabinieri, &#8220;il punto di riferimento del Mandamento di Castelvetrano nel Nord Italia&#8221;, mantenendo &#8220;i rapporti con i vertici di Cosa Nostra, in particolare, con Messina Denaro&#8221;, latitante &#8220;sino al 16 gennaio 2023, rappresentando il punto di raccordo tra il sistema mafioso lombardo e l&#8217;ex latitante, a lui trasferendo comunicazioni relative ad argomenti esiziali per l&#8217;associazione&#8221;. Avrebbe anche mantenuto e &#8220;<strong>curato i rapporti con la famiglia dell&#8217;ex latitante, vertice di Cosa Nostra&#8221;<\/strong>, occupandosi di &#8220;qualsiasi necessit\u00e0 del nucleo familiare da soddisfare in Nord Italia, compreso un adeguato supporto logistico in caso di bisogno&#8221;.<\/p>\n<p>Per la Dda milanese, i &#8220;<strong>vertici<\/strong>&#8221; delle <strong>tre mafie<\/strong> avrebbero operato &#8220;allo <strong>stesso livello<\/strong>&#8221; per mandare avanti il &#8220;sistema mafioso lombardo&#8221;, ossia la &#8220;<strong>confederazione<\/strong>&#8220;. Gli inquirenti, nella maxi imputazione per associazione mafiosa sull&#8217;alleanza (bocciata in toto dal gip), elencano <strong>nomi e famiglie delle tre mafie<\/strong> che avrebbero preso parte al patto: per Cosa Nostra, tra le altre, la &#8220;famiglia Fidanzati&#8221;, il &#8220;mandamento di Trapani&#8221; con &#8220;al vertice Messina Denaro&#8221;, e i Rinzivillo; per la &#8216;ndrangheta la &#8220;locale di Legnano-Lonate Pozzolo&#8221;, tra cui la &#8216;vecchia conoscenza&#8217; della &#8216;ndrangheta lombarda Vincenzo Rispoli, la cosca Iamonte e Antonio Romeo; per la camorra il gruppo &#8220;Senese&#8221;, collegato a quello di Michele Senese, con base a Roma.<\/p>\n<p>Alcuni dei <strong>summit<\/strong> si sarebbero tenuti a Dairago (Milano) negli uffici della &#8220;Servizi integrati&#8221;, una delle aziende riconducibili alle mafie. Altri a Cinisello Balsamo, nel Milanese, anche nel marzo 2021, altri ancora ad Abbiategrasso (Milano). Incontri per parlare, si legge, a volte di &#8220;stupefacenti&#8221;, a volte di &#8220;superbonus 110%&#8221;. <strong>L&#8217;alleanza<\/strong>, secondo le indagini, avrebbe avuto come &#8220;scopo&#8221; la commissione di una sfilza di &#8220;gravi&#8221; reati, tra cui anche &#8220;la scomparsa per &#8216;lupara bianca&#8217; di Gaetano Cantarella, il 3 febbraio 2020&#8221;. E poi ancora &#8220;rapine, truffe, riciclaggio, intestazioni fittizie, false fatturazioni&#8221;, cessioni di &#8220;falsi crediti d&#8217;imposta, estorsioni&#8221;, recupero crediti, traffico di droga, acquisto e detenzione di armi. E ancora la &#8220;cassa comune&#8221; per i detenuti e i contatti con la politica e i colletti bianchi. Poi le &#8220;manovre finanziarie&#8221; con &#8220;societ\u00e0 intestate a prestanome&#8221; (54 quelle elencate), alcune pure con sede a Londra e nel Delaware.<\/p>\n<p>Societ\u00e0 nelle quali, secondo le indagini, erano presenti nelle compagini i vari esponenti delle tre mafie. E societ\u00e0 con cui, poi, si sarebbero infiltrati nei settori della logistica, edile, sanitario anche per &#8220;forniture legate <strong>all&#8217;emergenza Covid<\/strong>&#8221; o per servizi di ambulanza &#8220;per trasporto dializzati&#8221;, nell&#8217;e-commerce, nella ristorazione, nel noleggio auto, nella gestione dei parcheggi aeroportuali. E ancora &#8220;importazione di gasolio&#8221; e &#8220;materiali ferrosi&#8221;. Oltre che, sempre secondo la Dda, le mani allungate sugli appalti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO &#8211; I carabinieri di Milano e Varese stanno eseguendo dalle prime ore di oggi, undici ordinanze di custodia in carcere, e contestualmente il sequestro di beni per un valore complessivo di oltre 225 milioni di euro. Notificato ancora, l&#8217;avviso di conclusione indagini nei confronti di 153 indagati. 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