{"id":214724,"date":"2023-11-01T17:00:17","date_gmt":"2023-11-01T16:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=214724"},"modified":"2023-10-26T10:34:01","modified_gmt":"2023-10-26T08:34:01","slug":"il-castello-di-carlo-v-passa-alla-direzione-musei-della-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/il-castello-di-carlo-v-passa-alla-direzione-musei-della-calabria\/","title":{"rendered":"Il Castello di Carlo V passa alla Direzione Musei della Calabria"},"content":{"rendered":"<p>CROTONE &#8211; Il Ministero della Cultura ha comunicato nei giorni scorsi che le competenze sul Castello di Carlo V a Crotone sono state trasferite dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Catanzaro e Crotone alla Direzione regionale Musei Calabria. Il <strong>passaggio<\/strong>, avvenuto con decreto congiunto del Direttore generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio, Luigi La Rocca, e del Direttore generale Musei, Massimo Osanna, sentito il Capo di Gabinetto del Ministro, Francesco Gilioli, <strong>diventer\u00e0 effettivo entro la fine del mese di novembre<\/strong> ed \u00e8 stato preparato da un intenso lavoro di collaborazione tra la Soprintendenza, diretta dall\u2019architetto Stefania Argenti, e la Direzione regionale Musei, retta ad interim dal dottor Filippo Demma. L\u2019operazione ha coinvolto anche gli uffici del Segretariato Regionale MiC per la Calabria e avviene in un momento nel quale si concludono i lavori di bonifica del sito e si rende quindi necessario operare nell\u2019ottica di una riapertura al pubblico.<\/p>\n<p>Il trasferimento di competenze avviene in previsione dell\u2019adozione di un prossimo decreto ministeriale di aggiornamento del provvedimento di riorganizzazione e funzionamento dei musei statali, con il quale il Castello verr\u00e0 definitivamente assegnato a un nuovo istituto dotato di autonomia speciale che riunir\u00e0 sotto un\u2019unica direzione<strong> i Parchi archeologici ed i Musei di Crotone e Sibari.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il nuovo istituto curer\u00e0 il restauro e la riapertura al pubblico del Castello,<\/strong> chiuso al pubblico dal <strong>2018<\/strong> a causa della presenza di <strong>fosforiti<\/strong>, che potr\u00e0 finalmente essere integrato in una pluralit\u00e0 di percorsi di visita, con lo scopo di mettere a sistema lo straordinario patrimonio storico, archeologico e monumentale della citt\u00e0 di Crotone, proseguendo la politica di collaborazione con il Comune gi\u00e0 perseguita in questi anni dalla Direzione regionale Musei Calabria e dalla Soprintendenza ABAP.\u00a0<strong>Attualmente, la parte visitabile viene aperta al pubblico per 15 ore settimanali<\/strong> in totale, a cura del Comune di Crotone, grazie a pregressi accordi con la Soprintendenza.<\/p>\n<h3>Cenni storici<\/h3>\n<p>Il Castello di Crotone, a pianta quadrata, consiste in una imponente fortezza che risale probabilmente gi\u00e0 al IX secolo d.C., ma menzionato per la prima volta in un atto del 1192. Ma fu sotto l\u2019impero di Carlo V che la citt\u00e0, definitivamente acquisita al Demanio Regio, vide il castello ristrutturato nelle forme attuali per iniziativa del vicer\u00e9 don Pedro da Toledo che fece scavare un ampio fossato che ne separasse la mole dalle mura della citt\u00e0 e provvide ad inglobare due delle torri pi\u00f9 antiche nei torrioni cilindrici che oggi spiccano sul fronte occidentale.<\/p>\n<p>Con il mutare degli equilibri strategici mediterranei, nel corso del XIX secolo il Castello perdette la sua importanza strategico-militare e venne parzialmente smantellato, anche a seguito dei danni subiti per il terremoto del 1832. Posizionato nella zona sud-est dell\u2019attuale centro storico, il Castello ha oggi un&#8217;estensione di oltre 14.000 mq e costituisce una delle pi\u00f9 grandi fortezze presenti in Italia, certamente la pi\u00f9 vasta lungo la costa jonica tra Taranto e Reggio Calabria. Perduta la sua funzione strategica, il monumento pass\u00f2 dall&#8217;Amministrazione militare al Demanio dello Stato che lo dette in concessione al Comune di Crotone. A seguito dell\u2019improvviso crollo della cortina sud, nel 1960 il Genio Civile provvide alla sua ricostruzione e nel 1986 l\u2019intero castello pass\u00f2 in consegna alla Soprintendenza per i Beni Archeologici che ne utilizz\u00f2 parte dei locali per deposito materiali ed uffici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CROTONE &#8211; Il Ministero della Cultura ha comunicato nei giorni scorsi che le competenze sul Castello di Carlo V a Crotone sono state trasferite dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Catanzaro e Crotone alla Direzione regionale Musei Calabria. 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