{"id":214962,"date":"2023-10-29T08:00:04","date_gmt":"2023-10-29T07:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=214962"},"modified":"2023-10-28T18:14:00","modified_gmt":"2023-10-28T16:14:00","slug":"cosenza-e-la-citta-italiana-con-gli-stipendi-piu-bassi-secondo-i-dati-inps","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cosenza-e-la-citta-italiana-con-gli-stipendi-piu-bassi-secondo-i-dati-inps\/","title":{"rendered":"Cosenza \u00e8 la citt\u00e0 italiana con gli stipendi pi\u00f9 bassi secondo i dati Inps"},"content":{"rendered":"<p>VENEZIA &#8211; Nel 2021 la retribuzione media lorda annua dei dipendenti nel privato <strong>a Milano era di 31.202 euro<\/strong>, a Palermo di 16.349 euro: una differenza del 90%. Se il confronto \u00e8 fatto con <strong>Vibo Valentia (11.823 euro)<\/strong>, il divario era addirittura superiore del 164%. La retribuzione media italiana, invece, ammontava a 21.868 euro. <strong>Lo rileva la Cgia su dati Inps<\/strong> dove emergono gli squilibri tra Nord e Sud, ma anche tra le aree urbane e quelle rurali. Questione che le parti sociali hanno tentato di risolvere, dopo l&#8217;abolizione delle cosiddette gabbie salariali dei primi anni &#8217;70, attraverso l&#8217;impiego del contratto collettivo nazionale del lavoro. L&#8217; applicazione, per\u00f2, ha prodotto solo in parte gli effetti sperati.<\/p>\n<h3><strong>Le citt\u00e0 con gli stipendi pi\u00f9 bassi<\/strong><\/h3>\n<p>Nel 2021, \u00e8 Milano con gli stipendi pi\u00f9 alti: 31.202 euro. Seguono Parma (25.912 euro), Bologna (25.797), Modena (25.722) e Reggio Emilia (25.566). <strong>I lavoratori dipendenti pi\u00f9 &#8220;poveri&#8221;,<\/strong> invece, <strong>si trovavano a Nuoro con 13.338 euro, a Cosenza (13.141) e a Trapani (13.137), ultima Vibo Valentia con 11.823 euro<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>Cnel: &#8220;contrastare l&#8217;abuso di contratti a tempo ridotto&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p>Come ha segnalato anche il Cnel, il problema dei lavoratori poveri non parrebbe riconducibile ai minimi tabellari troppo bassi, ma al fatto che durante l&#8217;anno queste persone lavorano un numero di giornate molto contenuto. Pertanto, pi\u00f9 che a istituire un minimo salariale per legge andrebbe contrastato l&#8217;abuso di alcuni contratti a tempo ridotto.<\/p>\n<p>Entro il 15 giugno scorso al Ministero del Lavoro erano presenti 10.568 contratti attivi di secondo livello, di cui 9.532 di natura aziendale e 1.036 territoriali. Il 43 % era stato sottoscritto in strutture con meno di 50 addetti, il 41% in quelle con pi\u00f9 di 100 e il 16% in quelle tra 50 e 99 lavoratori. Dei 10.568 contratti attivi, il 72% \u00e8 stato fatto al Nord, il 18% al Centro e il 10% al Sud. Lombardia (3.218), Emilia R. (1.362) e Veneto (1.081) le regioni che hanno il numero pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>In Italia sono coinvolti 3,3 milioni di dipendenti (20% circa del totale nazionale), di cui 2,1 da contratti aziendali e 1,1 da contratti territoriali. La Cgia ritiene che per appesantire le buste paga, tra l&#8217;altro, sarebbe necessario<strong> rispettare le scadenze entro le quali rinnovare i contratti di lavoro<\/strong>. Al netto del settore dell&#8217;agricoltura, del lavoro domestico e di alcune questioni di natura tecnica, all&#8217;1 settembre scorso il 54% dei dipendenti del privato aveva il Ccnl scaduto. Sono quasi 7,5 milioni su un totale di circa 14 milioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VENEZIA &#8211; Nel 2021 la retribuzione media lorda annua dei dipendenti nel privato a Milano era di 31.202 euro, a Palermo di 16.349 euro: una differenza del 90%. Se il confronto \u00e8 fatto con Vibo Valentia (11.823 euro), il divario era addirittura superiore del 164%. La retribuzione media italiana, invece, ammontava a 21.868 euro. 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