{"id":21504,"date":"2013-04-26T15:12:30","date_gmt":"2013-04-26T13:12:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=21504"},"modified":"2023-01-17T13:19:13","modified_gmt":"2023-01-17T12:19:13","slug":"8310-la-fine-del-giorno-di-pierluigi-battista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8310-la-fine-del-giorno-di-pierluigi-battista\/","title":{"rendered":"La fine del giorno di Pierluigi Battista"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il sesso e la malattia, il desiderio, quello di continuare a vivere, non solo pi\u00f9 a lungo, ma pi\u00f9 intensamente, che accomuna colui <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>al quale \u00e8 stata diagnosticata una malattia terminale e l\u2019uomo che si trova improvvisamente a non riconoscere pi\u00f9 il riflesso di se stesso, venato dall\u2019ombra della vecchiaia. E l\u2019impotenza, che porta a tratti alla disperazione, altre volte all\u2019atarassia, in un\u2019altalena di lotta e resa, di senso e vuoto logico. L\u2019impotenza di chi si trova corpo a corpo con un virus invincibile, &#8220;inoperabile&#8221; e quella, effettiva, anche qui medica, di chi non pu\u00f2 pi\u00f9 disporre della propria sessualit\u00e0. La Fine del Giorno di Pierluigi Battista non \u00e8 la descrizione del cancro, del tumore e delle sue piaghe fisiche e mentali. Non \u00e8 il diario giorno per giorno degli effetti e i decorsi della malattia \u201cimmortale\u201d come la definisce l\u2019autore. O almeno, non innanzitutto, non solo.<\/strong> E\u2019 innanzitutto una riflessione, come potrebbe essere fatta in un lungo pomeriggio, di fronte ad un amico, come suggerisce la copertina spoglia, contemplativa. Una riflessione su due poli apparentemente opposti ma legati dalla stessa \u2018ossessione\u2019, la fine della vita. Uno scherzo beffardo, un &#8220;caso&#8221; \u2013 un caso? Forse no, perch\u00e9 alla fine di questo monologo ci si pu\u00f2 riscoprire meno inclini a cercare spiegazioni razionali e illuminate e ad abbracciare un modo di pensare pi\u00f9 &#8220;orientale&#8221;, come scrive Battista. Il caso fa s\u00ec che P., il protagonista, si ritrovi scaraventato da un giorno all\u2019altro in un mondo di medicine, flaconi, testi oncologici e cedimento del corpo, tramite la diagnosi di tumore della moglie, Silvia, proprio quando lui \u00e8 prossimo ad iniziare uno studio sulla vecchiaia e la libido.<strong> La vecchiaia che, a un tratto, percepisce seguirlo come un\u2019ombra e quella negata alla compagna. Solo adesso, giunto oltre la soglia dei 50 anni, P. riesce a rileggere in una luce diversa i suoi autori preferiti: Coetzee, Amis, Mann, Svevo, ma soprattutto Philip Roth, di cui La Fine del Giorno \u00e8 costellato come da grandi statue di saggi, lungo un viale di cemento. I vecchi, una volta perversi, che attentavano mentalmente e carnalmente alle giovani protagoniste dei romanzi, alle volte accondiscendenti e perfino manipolatrici, cambiano luce per rivelarsi a P., non senza dubbi e sensi di colpa, degli uomini impauriti ma anche coraggiosi perch\u00e9 decisi a non arrendersi alla mollezza delle membra, il retrocedere della chioma e, pi\u00f9 di tutto, l\u2019addio al piacere del letto. Il tutto per merito di una magica pillolina blu, che ha risolto il dilemma di generazioni ritrovatesi con quasi met\u00e0 della vita davanti, ma senza la possibilit\u00e0 di attingere alla linfa vitale, ci\u00f2 che ha reso gli anni passati \u201cpieni\u201d e non solo lunghi. Il Viagra, la miracolosa cura, che spinge questi uomini dalla ritrovata libido ad affannarsi per preparare il fisico, con creme e bisturi, ad altri anni di &#8220;vera vita&#8221;, quella che \u201cnon c\u2019\u00e8 domani\u201d perch\u00e9 il tempo non esiste. La sola vera eternit\u00e0 possibile, quella della giovinezza, ignara della sua stessa fine. P., che ha una passione per la storia, ci conduce in lunghe digressioni, quasi fossero flussi di coscienza, sui pregressi di questo fenomeno, nel cinema, nella letteratura e in vite passate. Ma \u00e8 oggi che la smania di giovinezza \u00e8 tale da far perdere la testa, contemporaneamente, a tanti personaggi pubblici &#8211; DSK, Petraeus, Berlusconi, per nominare i pi\u00f9 noti &#8211; e dunque da imporre , si giustifica P. , uno studio sulla faccenda. Il sesso che pu\u00f2 l\u00ec dove la medicina non riesce, la passione che riesuma, riaccende fino a incatenare la ragione al volere della giovent\u00f9, ambita ed amata, e a ribaltare i ruoli. E quasi ci si \u00e8 scordati del dramma che continua in sordina ma \u00e8 per poco, perch\u00e9 i due temi sono indissolubilmente intrecciati in questo paradosso, per tutto il libro.<\/strong> La malattia viene osservata attraverso il suo riflesso negli occhi di P., senza che assuma mai tinte troppo intime o sconvolgenti per il lettore, ma come in un sogno, un incubo ovattato, quello in cui si viene gettati come per effetto di un\u2019anestesia totale, quando ci viene annunciato qualcosa di pi\u00f9 grande di noi. L\u2019autore ci descrive senza cercare la nostra compassione, il girotondo di emozioni che si innescano, senza linearit\u00e0: la rabbia contro i medici, le teorie complottistiche su una presunta cura contro il cancro, conosciuta da tempo ma tenuta sigillata in qualche scantinato, per proteggere case e casse farmaceutiche. La smania della conoscenza di tutto ci\u00f2 che riguarda il cancro, per sentirsi pi\u00f9 padroni, meno impotenti. La ricerca della normalit\u00e0, nelle &#8220;piccole cose&#8221;, e allo stesso tempo il disgusto per i luoghi comuni dispensati da amici e conoscenti. <strong>Si finisce di ascoltare l\u2019ultima parola e se ne rimane a lungo storditi dall\u2019eco. Un libro che ne nasconde al suo interno tanti altri, quello vagheggiato sulla vecchiaia e il desiderio, quello della malattia vera e propria, quello del passato di una famiglia di cui si tinteggiano solo degli angolini e quello della vita di un uomo che va avanti, nonostante tutto. La Fine del giorno ci fa riflettere senza rendercene conto su alcuni dei quesiti pi\u00f9 viscerali che affannano l\u2019essere umano da quando ha cominciato a riflettere sulla propria esistenza. Sul rapporto, complementare ma al contempo irrimediabilmente antagonista, fra mente e corpo. Sulla vita e la passione, che si direbbe coincidere per definizione con l\u2019istante, ma sempre pi\u00f9 possiamo stimolare a comando. E su cosa vuol dire questo per le categorie stesse di giovinezza e vecchiaia. Sul desiderio dell\u2019uomo di domare la natura, di domare il caso, senza per\u00f2 esserci mai davvero riuscito. Alla fine s\u00ec, nelle ultime pagine, ci vengono esposti i sentimenti nudi, il dolore in tutta la sua incommensurabilit\u00e0 e incontenibilit\u00e0, senza rimedio, senza spiegazione. Si pu\u00f2 solo assorbire, come un colpo che ci assale nel dormiveglia. Solo allora l\u2019autore ci permette, di partecipare della sua sofferenza, come in un abbraccio, di iscriverla in una condizione universale e allo stesso tempo di immedesimarci in quella particolare storia, fatta soprattutto di un grande amore, e di una vita che silenziosa scivola via per lasciare il posto ad una sedia vuota, come l\u2019Adirondack rossa.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sesso e la malattia, il desiderio, quello di continuare a vivere, non solo pi\u00f9 a lungo, ma pi\u00f9 intensamente, che accomuna colui<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":21505,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,25],"tags":[],"class_list":["post-21504","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-libri"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21504","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21504"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21504\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21505"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21504"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21504"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21504"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}