{"id":21525,"date":"2013-04-28T15:40:51","date_gmt":"2013-04-28T13:40:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=21525"},"modified":"2023-01-17T13:19:14","modified_gmt":"2023-01-17T12:19:14","slug":"8323-il-pistolero-volevo-suicidarmi-ma-ho-finito-i-colpi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8323-il-pistolero-volevo-suicidarmi-ma-ho-finito-i-colpi\/","title":{"rendered":"Il pistolero: volevo suicidarmi, ma ho finito i colpi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Mano armata dalla disperazione. <strong>E&#8217; questo il movente alla base del gesto di Luigi Preiti, il 46enne che stamattina ha fatto per <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>sette volte fuoco in piazza Colonna, ferendo due carabinieri e colpendo una donna, in stato interessante di striscio. Il &#8220;pistolero&#8221;, subito individuato, placcato, fermato e disarmato, dopo l&#8217;arresto \u00e8 stato portato in caserma per essere interrogato. Lui, viso tirato, occhi lucidi, sguardo perso, non ha cercato alibi o giustificazioni. Ha spiegato che volevo sparare contro i politici, ritenendoli responsabili delle sue disgrazie. &#8220;Sono un uomo disperato. Volevo colpire loro, i politici, ma so che non ce l&#8217;avrei mai fatta&#8221;.<\/strong> Impossibilitato a colpire i suoi reali obiettivi, Preite avrebbe cos\u00ec deciso di puntare la pistola contro i carabinieri Giuseppe Giangrandi e Francesco Negri. Il gesto <strong>&#8220;di un uomo che non ha pi\u00f9 nulla da perdere&#8221; e che davanti ai pm ha dato segni di pentimento: &#8220;Non volevo che finisse cos\u00ec&#8221;. Poi ha spiegato che voleva farla finita: &#8220;Volevo uccidermi, suicidarmi, ma avevo sparato tutti i colpi contro i carabinieri e per me non ne erano rimasti pi\u00f9&#8221;. La sparatoria \u00e8 avvenuta mentre al Quirinale stava prestando giuramento il nuovo governo. Rispondendo alle domande degli inquirenti e dei magistrati Pierfilippo Laviani e Antonella Nespola, ha ammesso che &#8220;Ho pianificato ogni cosa venti giorni fa, ho studiato tutto a tavolino. Volevo fare un gesto eclatante in un giorno importante. La pistola l&#8217;avevo gi\u00e0 comprata quattro anni fa al mercato nero ad Alessandria. Tutto era previsto, tutto. Non ce l&#8217;ho con nessuno \u2013 ha ripetuto ai pm \u2013 io non odio nessuno. Ho solo la disperazione di un lavoro perso, la separazione, essere a carico dei propri genitori a questa et\u00e0&#8221;.<\/strong> La disperazione di non potere provvedere &#8220;a mia figlia&#8221;. L&#8217;interrogatorio precede quello di garanzia che si svolger\u00e0 marted\u00ec. Secondo quanto emerso nel corso dell&#8217;atto istruttorio, il gesto dunque non ha matrice politica n\u00e9 terroristica ma sarebbe maturato dalla situazione personale dell&#8217;uomo, separato e disoccupato. L&#8217;attentatore avrebbe fatto tutto da solo e non ci sarebbero complici. Davanti ai pm non avrebbe dato segni di squilibrio mentale. La Procura per ora \u00e8 intenzionata a non chiedere una consulenza psichiatrica.<strong> &#8220;\u00c8 un uomo disperato&#8221;, sottolineano i magistrati. &#8220;Sono partito sabato sera da Rosarno in treno \u2013 ha raccontato Preiti durante l&#8217;interrogatorio, durato circa un&#8217;ora e mezzo \u2013, non lo sapeva nessuno\u00bb. L&#8217;attentatore \u00e8 andato a dormire in un albergo in centro e domenica mattina verso le 11.30, indossate giacca e cravatta, ha raggiunto Palazzo Chigi per compiere quello che ha definito \u00abun gesto eclatante. Io volevo colpire i politici, ma sapevo che non avrei mai e poi mai potuto raggiungerli. Allora ho pensato al palazzo, a chi ci sta davanti&#8221;. Quando l&#8217;interrogatorio \u00e8 finito, Preiti ha chiesto ai pm se avrebbe dovuto avvisare la famiglia. Ma ha cambiato idea quasi subito: &#8220;Ma no, tanto non importa a nessuno di me&#8221;. <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Mano armata dalla disperazione. 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