{"id":21549,"date":"2013-04-29T13:17:24","date_gmt":"2013-04-29T11:17:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=21549"},"modified":"2023-01-17T13:19:16","modified_gmt":"2023-01-17T12:19:16","slug":"8336-la-sanita-calabrese-un-affare-tra-amici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8336-la-sanita-calabrese-un-affare-tra-amici\/","title":{"rendered":"La sanit\u00e0 calabrese: un affare tra &#8230; amici"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">COSENZA &#8211; <strong>Quando la Sanit\u00e0 \u00e8 una questione di scelte. Di convenzienza. La Calabria finisce in prima. <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In tv, sui giornali, sui netwoork e sui social. Che vergogna. Prima il &#8220;pistolero&#8221; di Rosarno, etichettato come &#8216;ndranghetista, solo per la sua provenienza calabrese, poi Report, che punta l&#8217;indice sulle tante, troppe ed allegre questioni sulla sanit\u00e0. le telecamere della trasmiossione d&#8217;inchiesta di Milena Gabanelli, si aprono sul volto di Luigi Fedele, assessore regionale del Pdl che precisa: \u00abSono cose che vanno all&#8217;interno del processo a cui io non devo rispondere\u00bb. Continuano con l&#8217;immagine di Domenico Tallini, che in giunta ha la delega al Personale, sempre Pdl: \u00abEhm, forse avremmo dovuto rifettere meglio\u00bb. E infine si spostano sul governatore Giuseppe Scopelliti: \u00abDopo qualche mese le ho chiesto se lei non ritenesse opportuno mettersi da parte. E mi \u00e8 stato risposto che lei continuava a essere un dirigente della Regione perch\u00e9 non \u00e8 venuta meno alle sue funzioni\u00bb.<\/strong> Sono le tre risposte raccolte dall&#8217;inviato di Report, Antonino Monteleone, sulla nomina di Alessandra Sarlo, voluta alla Regione dal centrodestra per guidare il dipartimento Controlli. Una scelta imbarazzante per via di ci\u00f2 che nasconde: le richieste da parte del marito della manager, Vincenzo Giglio, di trovare un posto per la consorte alla Regione in cambio delle informazioni riservate passate al consigliere regionale Franco Morelli. Entrambi sono stati condannati (Giglio a 4 anni e 6 mesi, Morelli a 8 anni e 4 mesi) in primo grado. Il magistrato infedele chiedeva (e ottenne) una nomina all&#8217;Asp di Vibo, poi commissariata per mafia. Poi arriv\u00f2 il secondo incarico, votato dall&#8217;esecutivo regionale e pure quello oggetto di un&#8217;inchiesta da parte della Procura di Catanzaro per via del metodo seguito. Oggi, quella nomina sembra non imbarazzare nessuno. E pure tutte le altre arrivate dopo il \u00abcambiamo tutto\u00bb pronunciato dal governatore all&#8217;indomani della vittoria alle elezioni regionali. Un manifesto d&#8217;intenti che, in sanit\u00e0, si \u00e8 trasformato in uno stuolo di nomine e inaugurazioni elettorali che ricorda molto la Prima Repubblica. I colleghi di Corriere della Calabria, hanno fatto un report. Eccolo. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE NOMINE &#8211; Il viaggio inizia con Carmelo Bellinvia. Candidato alle provinciali reggine con il centrodestra nel 2006: niente di fatto. Passano quattro anni, il centrodestra si prende la Regione e lui dirige l&#8217;Azienda ospedaliera di Reggio Calabria. \u00c8 anche titolare di un centro radiologico privato. Le quote di quella societ\u00e0 sono passate ai figli e lui ci tiene a spiegare che \u00abnon c&#8217;\u00e8 nessuna incompatibilit\u00e0\u00bb. Seconda tappa: l&#8217;Asp di Reggio Calabria, guidata da Rosanna Squillacioti. Il direttore del distretto sanitario di Reggio 1 \u00e8 Enzo Malara. Non \u00e8 uno specialista, \u00e8 l&#8217;odontoiatra del governatore. E perch\u00e9 Scopelliti lo ha messo l\u00ec? \u00abNon perch\u00e9 sono odontoiatra. Perch\u00e9 siamo amici\u00bb. Sempre a Reggio, il direttore sanitario \u00e8 Francesco Sarica, gi\u00e0 assessore ai Lavori pubblici di Scopelliti ai tempi del \u201cmodello Reggio\u201d.<\/strong> Che ne pensa Scopelliti? \u00abNon \u00e8 un delitto, non \u00e8 un reato; \u00e8 soltanto una scelta che pu\u00f2 essere discutibile, che lei pu\u00f2 mettere in discussione, ma che per me non ha alcun effetto. Se \u00e8 stata fatta \u00e8 sicuramente una scelta opportuna\u00bb. <strong>Risposta alla Boskov (\u00abRigore \u00e8 quando arbitro fischia\u00bb), ma il presidente della giunta regionale va oltre e si autocita. Gli era gi\u00e0 capitato una volta di rispondere cos\u00ec. A quei tempi, \u201cPresa diretta\u201d gli chiese perch\u00e9 avesse scelto un ex cestista amico suo nello staff che doveva lavorare per risolvere il problema dell&#8217;acqua salata a Reggio Calabria. Le due risposte sono sovrapponibili: \u00abPreferisco decisamente avere gente con un percorso politico vicino al mio, anche identico al mio. Preferisco avere gente che so che \u00e8 di specchiata moralit\u00e0, che forse pu\u00f2 anche non essere di una grande competenza, ma che comunque pu\u00f2 crescere con me\u00bb.<\/strong> La galleria continua con il dottore Bruno Porcino (la Squillacioti spieg che \u00absi \u00e8 dimesso\u00bb), zio dell&#8217;assessore regionale (e adesso senatore), Antonio Caridi. Poi c&#8217;\u00e8 Francesco Cananzi, gi\u00e0 consigliere provinciale di An e del Pdl. E poi c&#8217;\u00e8 Teresa Leone, cognata di Cananzi. E Vincenzo Mollica, medico ospedaliero radiologo dell&#8217;Asp, vicesindaco di Siderno in quota Pdl, prima che il consiglio comunale fosse sciolto per mafia. Continuiamo con Natale D&#8217;Agostino, marito della dottoressa Antonella Freno, che era nel listino di Storace alla Regione Lazio ed \u00e8 stata un assessore della giunta Scopelliti a Reggio. \u00abTutti curiosamente del Pdl\u00bb, dice Monteleone. \u00abHanno lavorato nell&#8217;interesse dell&#8217;azienda, \u00e8 una scelta di meritocrazia\u00bb, risponde la Squillacioti. La stessa manager che ha violato il blocco delle assunzioni ed \u00e8 stata salvata da Scopelliti: \u00abS\u00ec, la salvo perch\u00e9 credo in quello che stanno facendo\u00bb. Nonostante il fatto che sia in pensione dal primo ottobre 2012. Il governatore ha le idee chiarissime: \u00abProbabilmente \u00e8 andata in pensione, ma ha rinunciato a tutte quelle condizioni favorevoli che venivano messe in campo proprio per agevolare evidentemente la fuoriuscita. Per\u00f2 \u00e8 un aspetto che si sta chiarendo, che si \u00e8 gi\u00e0 chiarito. Non conosco adesso i termini, so soltanto che in atto non ci sono le condizioni per, diciamo cos\u00ec, avviare una procedura di natura diversa\u00bb. Alzi la mano chi ha capito qualcosa. Si capisce benissimo, invece, la condizione di Vincenzo Scali, che \u00abpercepisce lo stipendio di 134 mila euro come direttore amministrativo, pi\u00f9 4818 euro al mese d\u2019indennit\u00e0 per causa di servizio e infine 17 mila euro come consulente per il dipartimento trasporti della Regione Calabria, dove lavora solo 48 giorni l\u2019anno\u00bb. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL PROTOCOLLO CON IL BAMBIN GES\u00d9 &#8211;<\/strong> Da Reggio a Catanzaro, le telecamere di Report raccontano l&#8217;accordo tra la Regione e l&#8217;ospedale del Bambin Ges\u00f9. Un patto che durer\u00e0 tre anni e coster\u00e0 alle casse della Regione almeno 6 milioni di euro. E prevede che gli specialisti del centro d\u2019eccellenza della Capitale svolgano visite e piccoli interventi in Calabria.<strong> Il fatto \u00e8 che, stando ai primi risultati, l&#8217;obiettivo di ridurre l&#8217;emigrazione sanitaria \u00e8 ben lontano dall&#8217;essere raggiunto: molti casi vengono seguiti a Roma. Il protocollo, per di pi\u00f9, conteneva errori banali, nonostante il dg del Pugliese-Ciaccio, Elga Rizzo, avesse delegato un esperto dell&#8217;azienda per seguirne gli aspetti burocratici. Chi era? Vittorio Prejan\u00f2, il suo compagno convivente, \u00abma era precedentemente gi\u00e0 direttore amministrativo\u00bb. Un quadretto edificante. Che, per Scopelliti ha una spiegazione semplice: \u00abConosciamo la cattiveria di una parte dei giornalisti\u00bb. Un classico, se le cose non vanno bene \u00e8 tutta colpa dei giornalisti.&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Quando la Sanit\u00e0 \u00e8 una questione di scelte. Di convenzienza. La Calabria finisce in prima.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":21550,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42],"tags":[],"class_list":["post-21549","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21549","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21549"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21549\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}