{"id":216227,"date":"2023-11-11T11:53:18","date_gmt":"2023-11-11T10:53:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=216227"},"modified":"2023-11-11T11:54:50","modified_gmt":"2023-11-11T10:54:50","slug":"cgil-e-uil-proclamano-lo-sciopero-dei-servizi-pubblici-in-calabria-il-17-novembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cgil-e-uil-proclamano-lo-sciopero-dei-servizi-pubblici-in-calabria-il-17-novembre\/","title":{"rendered":"Cgil e Uil proclamano lo sciopero dei servizi pubblici in Calabria il 17 novembre"},"content":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211;<strong> Le manifestazioni si terranno dalle ore 10.00 di venerd\u00ec prossimo davanti le Prefetture di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria<\/strong>. A darne notizia le Segretarie generali di <strong>FP CGIL Calabria, Uil FPL Calabria e UilPa Calabria<\/strong>. In una lunga nota le sigle sindacali spiegano le motivazioni che porteranno alla mobilitazione.<\/p>\n<p>&#8220;Nel percorso di mobilitazione e scioperi proclamati da CGIL e UIL lo scorso 27 ottobre per cambiare la <strong>proposta di Legge di Bilancio<\/strong> e le <strong>politiche economiche e sociali<\/strong> messe in campo dal Governo, a sostegno delle piattaforme sindacali, la prima data che vedr\u00e0 le lavoratrici e i lavoratori astenersi dal lavoro e <strong>manifestare \u00e8 quella di venerd\u00ec 17 novembre per 8 ore, o intero turno di lavoro su tutto il territorio nazionale<\/strong>. Insieme ad altre categorie, trasporti, scuola, poste, tutti i lavoratori che svolgono attivit\u00e0 di pubblica utilit\u00e0, non compresi nelle categorie menzionate, ma soggetti alle limitazioni della legge 146, si asterranno dal lavoro anche i dipendenti che erogano servizi pubblici direttamente o indirettamente&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Infatti, \u00e8 facile rilevare che quanto previsto dal Governo, non solo non stanzia risorse<br \/>\nsufficienti per i rinnovi dei contratti dei dipendenti pubblici delle Funzioni Centrali,<br \/>\nFunzioni locali, Sanit\u00e0, ma addirittura definanzia i fondi necessari alle autonomie locali<br \/>\nper sostenere i servizi sociali, i servizi in appalto o in convenzione (Igiene ambientale,<br \/>\nSanit\u00e0 privata, Terzo settore), che erogano <strong>prestazioni ormai fondamentali per i<\/strong><br \/>\n<strong>cittadini, con un taglio di 600 milioni di euro che riguarder\u00e0 Regioni, Province, Citt\u00e0 <\/strong><strong>Metropolitane e Comuni.<\/strong> In merito ai rinnovi dei contratti, le cifre previste sono totalmente insufficienti al recupero del potere d\u2019acquisto dei salari eroso dall\u2019inflazione a doppia cifra di questi anni; non solo, non bastano a rifinanziare le risorse necessarie al completamento della riforma dell\u2019ordinamento professionale per portare a regime il sistema di classificazione, n<strong>on bastano a rifinanziare i fondi per la contrattazione decentrata,<\/strong><br \/>\n<strong>lasciando inalterato il tetto di spesa che blocca gli incrementi di salario accessorio<\/strong> ed<br \/>\ninoltre il Governo prevede un anticipo nel 2023 solo per i lavoratori a tempo<br \/>\nindeterminato e solo per il personale dipendente dalle amministrazioni centrali e per<br \/>\ni lavoratori della sanit\u00e0 con risorse vincolate del FSN, escludendo, quindi, i dipendenti<br \/>\ndelle Funzioni locali che dovrebbero sperare nella salute finanziaria dei bilanci dei<br \/>\npropri enti di appartenenza per poter godere del famoso anticipo&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Un anticipo comunque irrisorio (IVC rivalutata del 6,7%), che creer\u00e0 un effetto<\/strong><br \/>\n<strong>paradossale<\/strong>, in primis far\u00e0 aumentare la tassazione e, poi, chi percepir\u00e0 gli anticipi<br \/>\ncontrattuali in una unica soluzione a dicembre, a gennaio non vedr\u00e0 effetti sulla busta<br \/>\npaga in positivo ma anzi un segno meno perdendo l\u2019emolumento accessorio una<br \/>\ntantum erogato fino al 2023 che sar\u00e0 assorbito. Inoltre, non vi \u00e8 alcun finanziamento per un piano straordinario di assunzioni al fine di sviluppare, innovare e rendere efficienti i servizi pubblici, ma vi \u00e8 di pi\u00f9, n<strong>on ci sono risposte per la stabilizzazione dei precari storici nel settore pubblico e neanche quellidel PNRR e dei PON<\/strong> che sono una risorsa importante ormai formata per modernizzare la P.A. e, ancora, non si danno risposte ai tanti idonei delle graduatorie che sin da subito potrebbero ridare fiato ai nostri Enti. L\u2019attacco ai pubblici continua, non dando attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il <strong>differimento del TFR\/TFS dei lavoratori pubblici dai 5 ai 7 anni<\/strong> e non estendendo i benefici fiscali per la contrattazione di secondo livello come avviene per i dipendenti privati&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Sulla Sanit\u00e0, il finanziamento del FSN \u00e8 totalmente insufficiente a salvaguardare il SSN<\/strong>, non solo, le risorse stanziate sono sul capitolo contratti e prestazioni\/orario<br \/>\naggiuntive, ovvero, invece di assumere per far funzionare i servizi e smaltire le liste<br \/>\nd\u2019attesa, si fa lavorare di pi\u00f9 chi \u00e8 gi\u00e0 in servizio, certo pagandolo di pi\u00f9, ci<br \/>\nmancherebbe! Ma i lavoratori della sanit\u00e0 scappano dal SSN non solo perch\u00e9 mal<br \/>\nretribuiti, ma molto di pi\u00f9 perch\u00e9 stanchi e in una condizione di lavoro insostenibile.<br \/>\nInoltre, l<strong>e risorse stanziate per il FSN non coprono le maggiori spese dei servizi sanitari <\/strong><strong>regionali, n\u00e9 finanziano a regime la riforma della sanit\u00e0 territoriale<\/strong> che ha pure subito un taglio consistente dei fondi del PNRR. Ancora, dal punto di vista previdenziale, i 9 mesi aggiuntivi a quota 103 per i lavoratori pubblici che vogliono andare in pensione suonano come una beffa ed \u00e8 una vergogna il ricalcolo contributivo di tutti i versamenti che taglia l\u2019assegno pensionistico fino al 20%. Perch\u00e9 la pensione di chi se l\u2019\u00e8 guadagnata non pu\u00f2 superare quattro volte il minimo? Si colpiscono ancora una volta le donne con l\u2019aumento a 61 anni per accedere a &#8216;opzione donna&#8217;.<\/p>\n<p>&#8220;Ma la cosa pi\u00f9 vergognosa in tema di previdenza, \u00e8 l<strong>a revisione delle aliquote del<\/strong><br \/>\n<strong>calcolo delle pensioni liquidate a partire dal 1\u00b0 gennaio 2024 che penalizza per cifre <\/strong><strong>significative i lavoratori degli enti locali, gli insegnanti di scuola comunale e parificate, <\/strong><strong>degli ufficiali, aiutanti e coadiutori giudiziari e della sanit\u00e0<\/strong>, intervenendo ai limiti della costituzionalit\u00e0 su diritti acquisiti, quindi innescando una fuga senza precedenti dal servizio pubblico gi\u00e0 in sofferenza, per evitare le pesanti penalizzazioni, di personale essenziale ancor di pi\u00f9 a fronte di nessuna prospettiva assunzionale, la tempesta<br \/>\nperfetta!<strong> Giorno 17, inoltre, anche i lavoratori privati che si occupano di servizi alle persone si asterranno dal lavoro <\/strong>perch\u00e9 rivendichiamo anche per loro la tutela di un salario dignitoso, finanziamenti adeguati per tutti i servizi tali da evitare il dumping<br \/>\ncontrattuale e garantire la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, maggiori fondi per la<br \/>\ndisabilit\u00e0 in luogo del taglio di 350 milioni di euro, risorse per l\u2019internalizzazione dei<br \/>\nservizi di inclusione scolastica, infine, non ci sono risorse per i contratti collettivi del<br \/>\nterzo settore ormai scaduti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; Le manifestazioni si terranno dalle ore 10.00 di venerd\u00ec prossimo davanti le Prefetture di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria. 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