{"id":216358,"date":"2023-11-19T08:00:15","date_gmt":"2023-11-19T07:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=216358"},"modified":"2023-11-17T20:16:09","modified_gmt":"2023-11-17T19:16:09","slug":"sanita-infermieri-e-ostetriche-sempre-piu-avanti-con-leta-il-56-ha-piu-di-55-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/sanita-infermieri-e-ostetriche-sempre-piu-avanti-con-leta-il-56-ha-piu-di-55-anni\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0: infermieri e ostetriche sempre pi\u00f9 avanti con l\u2019et\u00e0, il 56% ha pi\u00f9 di 55 anni"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; \u00abQuali rischi reali corre la gi\u00e0 precaria stabilit\u00e0 del nostro sistema sanitario e la qualit\u00e0 della salute collettiva , rispetto al graduale e inesorabile invecchiamento della \u201cpopolazione infermieristica&#8221;?\u00bb.\u00a0Il viaggio nei delicati anfratti fin troppo nascosti della nostra realt\u00e0 professionale riguarda infatti l\u2019et\u00e0 media dei professionisti. Siamo di fronte ad un dato incontrovertibile da cui partiamo: <strong>il 56% del personale dell\u2019assistenza ha oggi pi\u00f9 di 55 anni.<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 il momento di riflessioni doverose (e di azioni concrete), pi\u00f9 che mai indispensabili per denunciare ancora una volta agli occhi della collettivit\u00e0 quanto accade in questo delicato momento storico, dove i nostri professionisti, da Nord a Sud, all\u2019acme dei disagi e del malcontento, sono pronti a mobilitare legittime manifestazioni di protesta.<\/p>\n<p>Il sindacato Nursing Up scende in campo per smuovere le coscienze della politica e promuovere, nel contempo, concreti cambiamenti nel modus operandi di aziende sanitarie che non tengono in alcun modo in considerazione le legittime istanze di chi, ogni giorno, naviga nelle acque agitate di disorganizzazione, turni massacranti e carenza di personale, che pesano sempre di pi\u00f9 sulle spalle di chi \u201cresta in prima linea\u201d a combattere\u00bb.\u00a0Cos\u00ec Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up.<\/p>\n<h5><strong>Infermieri avanti con l&#8217;et\u00e0 e sempre pi\u00f9 stanchi e malati. Corsie ospedaliere vuote<\/strong><\/h5>\n<p>\u00abSe \u00e8 vero, e ribadirlo non \u00e8 affatto retorica, che non pu\u00f2 esistere futuro degno di tal nome senza l\u2019auspicata valorizzazione dei professionisti dell\u2019area non medica, siamo davanti a un quadro a tinte fosche, che emerge pi\u00f9 che mai quando, in report come quello che vi presentiamo, andiamo a \u201cscavare\u201d nelle reali condizioni che infermieri e ostetriche vivono ogni giorno.<\/p>\n<p>L\u2019inesorabile invecchiamento della \u201c<strong>popolazione dei pazienti<\/strong>\u201d, il cui fabbisogno di cure aumenta e aumenter\u00e0 in modo esponenziale, significa, infatti, anche, nel contempo, invecchiamento dei professionisti della salute, in primis gli infermieri. In fondo si tratta sempre di uomini e donne. E allora siamo di fronte ad una vera e propria piaga, sulla quale ci sentiamo doverosamente di offrire i contenuti e i numeri attraverso questa nostra nuova indagine.<\/p>\n<p>Il sunto dei nostri report \u00e8 agghiacciante; <strong>infermieri sempre pi\u00f9 anziani<\/strong> e spesso costretti a rimanere a casa, con corsie di conseguenza sempre pi\u00f9 vuote (tra fughe all\u2019estero, dimissioni, pensionamenti e carenza di personale sempre pi\u00f9 grave) per una professione che sembra non avere pi\u00f9 linfa vitale a cui attingere per ripartire. La sanit\u00e0 italiana \u201cperde i pezzi\u201dgiorno dopo giorno, e i vuoti continuano a non essere colmati.<\/p>\n<h5><strong>Chi rimpiazza i pensionamenti?<\/strong><\/h5>\n<p><strong>Criticit\u00e0 numero 1<\/strong>. Si parte dalla pericolosa lacuna del mancato ricambio generazionale: entro il 2024, ben <strong>14mila infermieri raggiungeranno i requisiti per andare in pensione<\/strong>: ma dove sono gli indispensabili e tanto attesi ricambi che dovrebbero gioca forza fare il paio con un piano concreto di valorizzazione economico-contrattuale per arginare l\u2019emorragia di personale? Si pensi che ogni anno <strong>si laureano tra 10mila e 11mila infermieri,<\/strong> tolti quelli che scappano subito all\u2019estero, quelli che si impiegano nel privato e quelli che scelgono la libera professione, ne restano circa 7 mila che, solo potenzialmente, potrebbero mettersi a disposizione del SSN. Ci si ritrova, quindi, con<strong> ben 7mila infermieri in meno<\/strong> rispetto a coloro che lasciano il servizio. Ovviamente questi numeri si sommano alle svariate decine di migliaia di infermieri persi per strada negli anni precedenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-65376 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/reparto-ostetricia.jpg\" alt=\"\" width=\"430\" height=\"234\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/reparto-ostetricia.jpg 735w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/reparto-ostetricia-300x163.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 430px) 100vw, 430px\" \/><\/p>\n<h5><strong>La sanit\u00e0 italiana perde i pezzi\u00a0<\/strong><\/h5>\n<p><strong>Criticit\u00e0 numero 2<\/strong>. Sono <strong>7mila gli infermieri fuggiti all\u2019estero nell\u2019ultimo triennio<\/strong>, lo dicono le agenzie specializzate. A questi si collega, ahim\u00e8, quel 10,5% di iscrizioni in meno ai test di infermieristica, e il triste dato che racconta che per la prima volta dal 2011, il numero di tale tipologia di laureati \u00e8 sceso sotto 10mila. Nel dettaglio, i <strong>laureati<\/strong> sono <strong>11.436 sui 15.464 posti messi a bando<\/strong>, pari al 74%. Valore questo che \u00e8 sceso dall\u201981% del 2013 al 69% del 2020 e al 67% del 2021. Tra le principali ragioni la difficolt\u00e0, nell\u2019ultimo biennio, di assicurare il tirocinio per gli studenti e terminare cos\u00ec in tempo il percorso formativo.\u00a0Infine, <strong>problema che non \u00e8 meno grave<\/strong>, ecco un buon <strong>44%<\/strong> di <strong>dimissioni volontarie dal SSN<\/strong> (numeri aggiornati al 2021) di professionisti sanitari, dei quali la maggior parte sono infermieri.<\/p>\n<h5><strong>Voragine senza fine<\/strong><\/h5>\n<p>Cosa significa tutto ci\u00f2, a fronte di una realt\u00e0 di un sistema sanitario sui cui grava gi\u00e0 il peso delle carenze sopra citate, pericolosamente mai sanate, che anno per anno ha raggiunto la triste cifra di un totale di 175mila infermieri mancanti all\u2019appello (nostri dati aggiornati al 2022)? <strong>Significa vivere in una sanit\u00e0 sempre pi\u00f9 claudicante<\/strong>, con professionisti dell\u2019assistenza avanti con l\u2019et\u00e0 e quindi loro malgrado a mezzo servizio: sono, come si \u00e8 detto, prima di tutto donne e uomini, questo significa che gli \u201cacciacchi\u201d , che di fatto sono un ulteriore gap da colmare, per Governo e Regioni devono diventare una responsabilit\u00e0 da non ignorare. La <strong>politica<\/strong> non solo non crea le condizioni per ridonare appeal alla professione infermieristica, cos\u00ec fomentando le fughe e le dimissioni, nonch\u00e9 il calo di laureati, ma cosa pi\u00f9 grave, paradossalmente, \u201c<strong>abbandona a se stessi<\/strong>\u201d quelli che restano sul campo, ai quali viene data la responsabilit\u00e0 di reggere tutto il fardello sulle proprie spalle.<\/p>\n<h5><strong>Tanti infermieri malati restano a casa<\/strong><\/h5>\n<p>Eccola allora la percentuale che deve ulteriormente rappresentare un sonoro campanello di allarme: circa <strong>33mila infermieri, rispetto ai quasi 280mila attivi nel nostro SSN, presentano patologie fisiche e psichiche che minano la loro continuit\u00e0 lavorativa. <\/strong>Da una parte il problema \u00e8 legato all\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0, dall\u2019altro, come detto, la responsabilit\u00e0 \u00e8 da attribuire alle aziende sanitarie, che lasciando i professionisti alla merc\u00e9 dei disagi, favoriscono patologie sia fisiche legate ai turni massacranti e ai troppo spesso mancati riposi, sia sindromi stress correlate , come quella di bournout. Un professionista su due nel nostro paese ne soffre, ben 125.500 infermieri ne sono affetti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-193455 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Infermiere-1.jpg\" alt=\"\" width=\"457\" height=\"283\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Infermiere-1.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Infermiere-1-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Infermiere-1-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Infermiere-1-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Infermiere-1-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Infermiere-1-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Infermiere-1-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 457px) 100vw, 457px\" \/><\/p>\n<h5><strong>La coperta \u00e8 troppo corta<\/strong><\/h5>\n<p>La coperta \u00e8 pericolosamente corta: l\u2019et\u00e0 che avanza, con gli orari e i ritmi di lavoro che diventano ingestibili per un sistema che fa acqua da tutte le parti, acuisce i malesseri. Risultato? Aumentano le assenze per malattia, ecco ci\u00f2 che accade nelle realt\u00e0 quotidiana dei nostri ospedali. Siamo di fronte ad assenze legate a patologie fisiche, momentanee o addirittura croniche, a cui si aggiungono malesseri psichici di non poco conto.<\/p>\n<h5><strong>Chi difender\u00e0 la salute dei malati?<\/strong><\/h5>\n<p>E allora chi resta davvero \u201cin trincea\u201d a difendere i malati? Pochi, troppo pochi rispetto al crescente fabbisogno della popolazione, sono quelli che lavorano nelle corsie. E tutto questo a discapito della qualit\u00e0 delle prestazioni sanitarie. Ma vi \u00e8 di pi\u00f9, perch\u00e8 entro tre anni, questo vuole la prassi ormai consolidata, perderemo un ulteriore 30% di infermieri, perch\u00e9 ci sar\u00e0 un buon 30% di studenti che si perderanno prima di giungere alla laurea, e perch\u00e8 ci sono sempre pi\u00f9 giovani che fuggono all\u2019estero.<\/p>\n<h5><strong>Quali soluzioni per evitare il tracollo?<\/strong><\/h5>\n<p>Di fronte a quale drammatica evidenza dobbiamo arrenderci? Ovvero corriamo il rischio che la professione infermieristica italiana subisca il destino di un tracollo lento e implacabile, con i nostri professionisti dell\u2019assistenza rimpiazzati da personale straniero, con discutibili competenze e capacit\u00e0 comunicative, oppure peggio ancora da figure surrogate, adattate in fretta e furia per tappare i buchi. E\u2019 davvero questo quello che ci attende, ci\u00f2 che attende noi e le nostre famiglie, da potenziali malati quali tutti siamo destinati a essere, prima o poi, nel nostro percorso di vita? Non possiamo davvero permetterlo\u00bb, chiosa De Palma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; \u00abQuali rischi reali corre la gi\u00e0 precaria stabilit\u00e0 del nostro sistema sanitario e la qualit\u00e0 della salute collettiva , rispetto al graduale e inesorabile invecchiamento della \u201cpopolazione infermieristica&#8221;?\u00bb.\u00a0Il viaggio nei delicati anfratti fin troppo nascosti della nostra realt\u00e0 professionale riguarda infatti l\u2019et\u00e0 media dei professionisti. 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