{"id":216907,"date":"2023-11-17T14:47:40","date_gmt":"2023-11-17T13:47:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=216907"},"modified":"2023-11-17T14:47:40","modified_gmt":"2023-11-17T13:47:40","slug":"piantedosi-in-calabria-per-costruire-la-legalita-la-mafia-e-come-il-nazifascismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/piantedosi-in-calabria-per-costruire-la-legalita-la-mafia-e-come-il-nazifascismo\/","title":{"rendered":"Piantedosi in Calabria per costruire la legalit\u00e0: \u00abla mafia \u00e8 come il nazifascismo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>CROTONE &#8211; Il ministro dell&#8217;Interno <strong>Matteo Piantedosi<\/strong> ha partecipato stamattina a Crotone alla manifestazione nazionale di chiusura del <strong>Pon Legalit\u00e0<\/strong> sul tema &#8220;<strong>Costruiamo legalit\u00e0<\/strong>. <strong>Risultati, sfide e contributi per il futuro<\/strong>&#8220;, ospitata nell&#8217;auditorium dell&#8217;istituto &#8216;Pertini-Santoni&#8217; della citt\u00e0 di Pitagora. Il ministro, che non ha inteso rilasciare dichiarazioni, nel pomeriggio presenzier\u00e0 nella Prefettura di Crotone, ad una riunione del Comitato provinciale per l&#8217;ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto Franca Ferraro.<\/p>\n<p>&#8220;Sono particolarmente affezionato a questo Pon legalit\u00e0 perch\u00e9 ebbi modo di gestirlo in una precedente esperienza ministeriale &#8211; ha dichiarato nel suo intervento il ministro. &#8211; Qui oggi si chiude il ciclo del Pon legalit\u00e0, ed<strong> \u00e8 stato molto importante farlo a Crotone.<\/strong> \u00c8 stata una esperienza molto importante che ha visto in Calabria e anche a Crotone alcune realizzazioni importanti, alcune ancora non terminate, ma nella logica di fare interventi che inducano al recupero sia culturale che di legalit\u00e0 e sicurezza, partendo dalla societ\u00e0 civile e quindi dalla capacit\u00e0 della pubblica amministrazione di lavorare meglio&#8221;.<\/p>\n<h3><strong>Voce: \u00abil diritto alla speranza\u00bb<\/strong><\/h3>\n<p>&#8220;Tra i diritti, forse quello pi\u00f9 importante e che sicuramente pu\u00f2 essere uno dei fondamenti per costruire una <strong>societ\u00e0 basata sulla legalit\u00e0<\/strong> \u00e8 il <strong>diritto alla speranza&#8221;<\/strong>. Cos\u00ec il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, nel suo discorso di benvenuto al ministro dell&#8217;Interno. Voce, partendo dalle parole di Paolo Borsellino &#8211; &#8220;la gente fa il tifo per noi&#8221; &#8211; pronunciate all&#8217;indomani della strage di Capaci si \u00e8 chiesto: &#8220;la gente fa ancora il tifo per noi?&#8221;. &#8220;E se cos\u00ec non \u00e8 &#8211; ha aggiunto &#8211; cosa dobbiamo fare affinch\u00e9 la gente faccia il tifo per noi, cio\u00e8 creda nello Stato, nelle sue istituzioni? Ci sono le leggi, \u00e8 vero. Ma le leggi richiedono un rapporto fiduciario che deve stabilirsi tra chi le promulga, chi le fa applicare e chi le rispetta. Le leggi stabiliscono diritti e doveri. Le leggi debbono assicurare speranza alle persone&#8221;. Il primo cittadino di Crotone ha poi lanciato l&#8217;allarme sul progetto di autonomia differenziata del governo che rischia di creare disparit\u00e0 tra regioni.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>La speranza<\/strong> &#8211; ha detto &#8211; <strong>deve tramutarsi in certezza<\/strong>: la certezza di poter avere una adeguata istruzione, di ricevere una adeguata assistenza sanitaria e sociale, di di ricevere accoglienza, di avere un futuro. <strong>Bambini, donne, giovani, anziani<\/strong> che vivono o accedono nel nostro paese debbono guardare alla legge come qualcosa che \u00e8 pensata e fatta per loro. La legge \u00e8 uguale perch\u00e9 non crea disparit\u00e0, non crea divisioni. Il sud paga un ritardo atavico che l&#8217;autonomia differenziata non aiuta certo a colmare. Ed \u00e8 in questa disparit\u00e0 che la criminalit\u00e0 estende i suoi tentacoli&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Questa \u00e8 una terra difficile &#8211; ha detto ancora il sindaco di Crotone &#8211; ma che \u00e8 fortemente motivata, attraverso la sua gente, a scrollarsi di dosso l&#8217;etichetta di ultima della classe. La ndrangheta esiste ma \u00e8 fortemente presente anche lo Stato. Attraverso le sue derivazioni ma anche attraverso la scuola e, naturalmente, i cittadini. Le tante persone perbene che vivono su questo territorio. E sono la maggioranza&#8221;.<\/p>\n<h4><strong>Occhiuto: \u00abLo Stato deve recuperare interesse in questa parte di Italia\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>&#8220;Lo Stato deve fare il suo dovere attraverso sue articolazioni per costruire opportunit\u00e0 che sono il presupposto della legalit\u00e0&#8221;. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, <strong>Roberto Occhiuto<\/strong>, intervenendo, a Crotone, alla manifestazione conclusiva del Pon legalit\u00e0. Il governatore ha espresso &#8220;la <strong>riconoscenza della Regione al ministro<\/strong> per l&#8217;attenzione ai problemi della Calabria. Io <strong>governo una regione complicata<\/strong>. Ogni giorno combattiamo contro stereotipi costruiti dalla &#8216;ndrangheta. <strong>La &#8216;ndrangheta fa schifo<\/strong>, ma non deve diventare alibi per gli incapaci e a chi dice che la Calabria non si pu\u00f2 governare. Questa parte della Calabria ha bisogno di pi\u00f9 opportunit\u00e0 e paga il prezzo dell&#8217;isolamento purtroppo consolidato. Affermare la presenza dello Stato significa affermare la forza contro criminalit\u00e0, ma anche nella infrastrutturazione&#8221;.<\/p>\n<p>Riguardo al <strong>programma per la legalit\u00e0<\/strong>, Occhiuto ha sostenuto che &#8220;per la Calabria testimonia l&#8217;impegno congiunto da parte dello Stato, dell&#8217;Agenzia per i beni confiscati alla mafia e del Ministero dell&#8217;Interno e anche della societ\u00e0 calabrese. Sono la dimostrazione che lo Stato \u00e8 presente, prende immobili costruiti dalle cosche e li utilizza per fini sociali. Quando sono abusivi li demolisce come avverr\u00e0 da qui a qualche settimana a Torre Melissa. Questo significa che lo Stato c&#8217;\u00e8. Il governo nazionale e lo Stato devono dimostrare la loro presenza non soltanto nell&#8217;attivit\u00e0 di repressione, che pure \u00e8 necessaria, ma con la presenza nelle attivit\u00e0 per esempio di infrastrutturazione affinch\u00e9 il degrado, la povert\u00e0, la marginalit\u00e0 non costituiscono ostacoli di sviluppo&#8221;.<\/p>\n<p>Al ministro \u00e8 stata posta poi una domanda sulla possibilit\u00e0 che uno dei Centri permanenza per i rimpatri (Cpr) abbia sede a Crotone: &#8220;Abbiamo un piano che mira a realizzare almeno un Cpr in ogni regione. Stiamo verificando tutte le ipotesi che abbiamo censito di luoghi possibili, poi tireremo le somme quanto prima&#8221;.<\/p>\n<h4><strong>Piantedosi:\u00abevento a Crotone per risposta data a tragedia Cutro\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>&#8220;La sicurezza \u00e8 diritto di libert\u00e0 e la intendiamo come prerogativa di forze ordine ed istituzioni che agiscono quando si rompono i meccanismi legali. Legalit\u00e0 \u00e8 qualcosa di diverso e quando abbiamo pensato di cambiare il Pon sicurezza a legalit\u00e0 abbiamo pensato ad una affermazione di libert\u00e0 che partisse dal basso&#8221;. Lo ha detto il ministro dell&#8217;Interno Matteo Piantedosi intervenendo a Crotone alla manifestazione conclusiva del Pon 2014-2021 svoltasi nell&#8217;auditorium dell&#8217; Istituto Pertini -Santoni. <strong>&#8220;Abbiamo voluto farla a Crotone &#8211; ha aggiunto il ministro &#8211; per il valore simbolico della risposta di questa popolazione alla tragedia Cutro<\/strong>. Questo \u00e8 un luogo dove colgo la tolleranza che \u00e8 approccio umano che riguarda consapevolezza del problema fondato su millenni di cultura del rispetto degli uomini senza approcci ideologici. Potrei parlare cos\u00ec di tutta la Calabria&#8221;.<\/p>\n<p>Il ministro dell&#8217; interno nel complimentarsi con gli studenti crotonesi: &#8220;nessuna societ\u00e0 nasce incline a respingere i temi della legalit\u00e0, ma ogni societ\u00e0 deve essere aiutata a fare emergere i valori della legalit\u00e0 attraverso, come \u00e8 scritto nei cartelli che sono stati preparati, il rispetto del patrimonio delle persone e delle leggi&#8221;.<\/p>\n<p>Piantedosi, che ha evidenziato l&#8217;importanza di aver svolto la manifestazione in una scuola, &#8220;primo baluardo di legalit\u00e0&#8221;, ha paragonato la mafia al nazifascismo che &#8220;hanno in comune di vivere il rapporto tra persone non sul rispetto ma sulla violenza e prevaricazione&#8221;. Agli studenti, che lo hanno avuto come ospite in una trasmissione della web radio della scuola Radioattiva.it, il ministro dell&#8217; interno ha detto: &#8220;io sono stato coinvolto nel passaggio da Pon sicurezza a Pon legalit\u00e0. Abbiamo voluto sottolineare le esigenze di sollecitare societ\u00e0 ad affrontare problemi da basso. Chiudere qui in una scuola non \u00e8 fine a se stesso perch\u00e9 <strong>dobbiamo valorizzare la cultura legalit\u00e0 nelle scuole<\/strong>. La societ\u00e0 fuori di qui, cari ragazzi siete anche voi per ci\u00f2 tutto quello che vivete qui dovete proiettarlo fuori&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CROTONE &#8211; Il ministro dell&#8217;Interno Matteo Piantedosi ha partecipato stamattina a Crotone alla manifestazione nazionale di chiusura del Pon Legalit\u00e0 sul tema &#8220;Costruiamo legalit\u00e0. Risultati, sfide e contributi per il futuro&#8220;, ospitata nell&#8217;auditorium dell&#8217;istituto &#8216;Pertini-Santoni&#8217; della citt\u00e0 di Pitagora. 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