{"id":21737,"date":"2013-05-03T10:49:20","date_gmt":"2013-05-03T08:49:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=21737"},"modified":"2023-01-17T13:19:26","modified_gmt":"2023-01-17T12:19:26","slug":"8434-mostra-di-pino-chimenti-al-maca-di-acri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8434-mostra-di-pino-chimenti-al-maca-di-acri\/","title":{"rendered":"Mostra di Pino Chimenti al MACA di Acri"},"content":{"rendered":"<p>Tra le mostre che il Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali mette in evidenza (<a href=\"http:\/\/www.beniculturali.it\" rel=\"noopener\">www.beniculturali.it<\/a>), si segnala la mostra personale del pittore <strong>Pino Chimenti<\/strong> (Spezzano Albanese, 1952), <strong>che rientra nell\u2019ambito del progetto Bancartis, promosso da BCC Mediocrati<\/strong>,<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>attraverso cui, annualmente, l\u2019istituzione bancaria e il museo alle porte della Sila collaborano per promuovere la cultura e l\u2019arte sul territorio, presentando alla Calabria i grandi artisti che in essa hanno trovato le origini.<\/p>\n<p>Pino Chimenti \u00e8 reduce dalla partecipazione al Padiglione Italiano della Biennale di Venezia del 2011, segnalato al curatore Vittorio Sgarbi dal noto critico d\u2019arte Gillo Dorfles, che, nel 1985, lo aveva gi\u00e0 selezionato per apparire tra gli artisti scelti dalla critica nel prestigioso Catalogo dell\u2019Arte Italiana edito da Mondadori. Dopo aver frequentato l\u2019Accademia di Belle Arti di Urbino, sotto la guida del pittore Concetto Pozzati, Chimenti partecipa a numerose mostre personali e collettive in Italia e all\u2019estero. A partire dalla seconda met\u00e0 degli anni \u201970, dopo un breve periodo di ricerca concettuale, la sua pittura acquista maggiore libert\u00e0 compositiva, avvicinandosi alla personalissima figurazione astratto-fantastica che contraddistingue ancora oggi il suo lavoro, mai incline a seguire mode e correnti e caratterizzato da un\u2019inconfondibile atmosfera fiabesca pervasa da una sottile ironia. \u00abOrmai da diversi anni \u2013 ha scritto Dorfles dell\u2019artista \u2013 prosegue nell&#8217;invenzione costante di piccoli miti personali, di strane leggende, nelle quali dei personaggi \u2013 tra il surreale e il ludico, tra il grottesco e l&#8217;affabile \u2013 si trastullano in mezzo a ghirlande di forme variopinte, di marezzature cromatiche, di sottili estroflessioni magnetiche, sempre sostenute da un minuzioso grafismo\u00bb. Proprio quei miti personali e quei personaggi ludici e surreali sono i protagonisti della mostra del MACA, che li declina attraverso una collezione di circa 50 opere pittoriche, in cui il curatore Boris Brollo intravede un\u2019affinit\u00e0 di spirito che lega l\u2019artista calabrese a Picasso. \u00abNon \u00e8 una questione di forma o di segno, ma di concetto. Egli traduce l\u2019opposizione di Picasso al regime franchista in una opposizione tout court \u2013 scrive Brollo \u2013. Egli \u00e8 un moderno maestro del racconto di questa terra calabra appartenuta a una grande storia e le cui radici trasudano ancora di questo passato glorioso. Pure qui egli sviluppa un senso del fantasticare che, bench\u00e9 affondi le radici nel passato, guarda al futuro. Futuro in cui il concetto dell\u2019eterna lotta umana, oggi rimandata al virtuale, al computer e alle bombe intelligenti, segna un punto ancora umano alla lotta a corpo a corpo\u00bb.<\/p>\n<p>Fino al 16 giugno sar\u00e0 possibile visitare la mostra gratuitamente. Gli orari: da marted\u00ec a domenica, dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00.<\/p>\n<p>Per informazioni: <a href=\"http:\/\/www.museomaca.it\" rel=\"noopener\">www.museomaca.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le mostre che il Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali mette in evidenza (www.beniculturali.it), si segnala la mostra personale del pittore Pino Chimenti (Spezzano Albanese, 1952), che rientra nell\u2019ambito del progetto Bancartis, promosso da BCC Mediocrati,<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":21738,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,40,34],"tags":[],"class_list":["post-21737","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-cultura-spettacolo","category-magazine"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21737","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21737"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21737\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21738"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21737"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21737"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21737"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}