{"id":219172,"date":"2023-12-19T06:45:09","date_gmt":"2023-12-19T05:45:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=219172"},"modified":"2023-12-19T07:35:43","modified_gmt":"2023-12-19T06:35:43","slug":"azienda-ospedaliera-di-cosenza-condannata-batterio-killer-isolato-35-volte-in-un-anno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/azienda-ospedaliera-di-cosenza-condannata-batterio-killer-isolato-35-volte-in-un-anno\/","title":{"rendered":"Azienda ospedaliera di Cosenza condannata, batterio &#8216;killer&#8217; isolato 35 volte in un anno"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il Tribunale di Cosenza ha condannato con sentenza del 18 dicembre 2023 l\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza per <strong>contagio fatale<\/strong> dal batterio di <strong>Serratia Marcescens<\/strong>, anche dopo il decesso del <strong>sig. Cesare Ruffolo<\/strong> avvenuto per una super infezione dello stesso batterio contenuta in <strong>una sacca di sangue infetta<\/strong> per la somministrazione, della quale la Suprema Corte di Cassazione ha condannato in data il 22 novembre 2022 in via definitiva l\u2019ex primario di Immunoematologia dell\u2019Ospedale dell\u2019Annunziata di Cosenza, dott. Marcello Bossio per la morte di Ruffolo.<\/p>\n<p>Il Tribunale bruzio ha accertato la responsabilit\u00e0 e <strong>condannato ancora l\u2019Ospedale di Cosenza<\/strong> &#8211; a qualche anno di distanza del decesso del paziente Ruffolo (2013) \u2013 a causa di una infezione da Serratia Marcescens <strong>contratta da una paziente di 70 anni<\/strong> la quale &#8211; nell\u2019anno <strong>2016<\/strong> &#8211; per un semplice intervento di <strong>cataratta<\/strong> ha letteralmente perso la vista da un occhio a causa dell\u2019infezione da Serratia Marcescens contratta sicuramente all\u2019Ospedale di Cosenza, con conseguenze gravissime di eviscerazione oculare e condizione di cecita\u0300 totale monoculare.<\/p>\n<p>La stessa si era rivolta all\u2019Avv. Massimiliano Coppa, esperto in colpa medica (che ha anche assistito la famiglia Ruffolo nella lunga battaglia giudiziaria che ancora non ha trovato una conclusione risarcitoria ma solo giudiziaria dopo circa dieci anni di processo e cinque gradi di giudizio finito con la conferma delle responsabilit\u00e0 civili e penali) il quale ha formalizzato espressa <strong>istanza pretensiva<\/strong> mediante richiesta di <strong>risarcimento dei danni<\/strong> a carico dell\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza a seguito della quale il <strong>Tribunale di Cosenza ha disposto una perizia per poter evidenziare eventuali responsabilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sulla scorta delle indagini esperite dagli ausiliari del Tribunale di Cosenza<\/strong> \u00e8 emerso che la <strong>condotta dei sanitari della strruttura ospedaliera bruzia<\/strong> alla quale la paziente si era affidata fornirono<em> \u201c..carenti informazioni alla dimissione circa i comportamenti da tenere per una corretta gestione della ferita chirurgica&#8230;\u201d,<\/em> n\u00e9 \u2013 tantomeno &#8211; la struttura forn\u00ec nel processo \u201c<em>una valida prova documentale di avere idoneamente adottato tutte le cautele prescritte dalle vigenti normative e dalle leges artis finalizzate ad evitare l\u2019insorgenza di patologie infettive batteriche\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il legale della paziente ha poi spiegato \u2013 ed i periti hanno confermato la circostanza \u2013 che il fatto stesso che i <strong>controlli ambientali non siano stati documentati<\/strong> proprio nel periodo in cui e\u0300 stata <strong>ricoverata la paziente<\/strong>, rappresenta un\u2019evidente criticita\u0300 nella dimostrazione di aver adottato tutti i provvedimenti imposti a termine di norma. In semplici parole <strong>l\u2019infezione ospedaliera contratta dalla paziente sul sito chirurgico all\u2019interno dell\u2019Ospedale di Cosenza poteva essere evitata<\/strong> con tutte le conseguenze ad essa connesse, essendo emerso nel corso del giudizio \u2013 dalla stessa documentazione prodotta dall\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza \u2013 che il batterio di Serratiua Marcescens \u00e8 <strong>stato isolato solo nell\u2019anno 2016 ben 35 volte all\u2019interno dei locali dell\u2019ospedale<\/strong> e, nonostante quanto accertato, ancora oggi dopo sette anni dal fatto l\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza non ha inteso risarcire i danni alla paziente.<\/p>\n<p>Tali elementi hanno condotto il Tribunale di Cosenza a <strong>condannare l\u2019Azienda Ospedaliera dell\u2019Annunziata ad un risarcimento di svariate centinaia di migliaia di euro<\/strong> condannando pure l\u2019ospedale al pagamento delle spese legali ritenendo l\u2019istanza di risarcimento pienamente accoglibile a carico dell\u2019Ospedale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il Tribunale di Cosenza ha condannato con sentenza del 18 dicembre 2023 l\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza per contagio fatale dal batterio di Serratia Marcescens, anche dopo il decesso del sig. 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