{"id":219253,"date":"2023-12-23T19:00:40","date_gmt":"2023-12-23T18:00:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=219253"},"modified":"2023-12-20T09:18:18","modified_gmt":"2023-12-20T08:18:18","slug":"cosenza-celebrazioni-natalizie-solenni-in-cattedrale-il-messaggio-del-vescovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cosenza-celebrazioni-natalizie-solenni-in-cattedrale-il-messaggio-del-vescovo\/","title":{"rendered":"Cosenza: celebrazioni natalizie solenni in Cattedrale, il messaggio del vescovo"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Le celebrazioni natalizie solenni presiedute dall\u2019Arcivescovo saranno domani, <strong>24<\/strong> dicembre alle ore <strong>23.30<\/strong> in cattedrale per la Veglia della notte di Natale. Alle<strong> 11.00 del 25 dicembre<\/strong> in occasione del Santo Natale, sempre nella Cattedrale e il <strong>6 gennaio<\/strong> 2024 alle <strong>11.00<\/strong> nella Concattedrale di Bisignano. Il vescovo, mons. Giovanni Checchinato ha poi rivolto ai fedeli dell&#8217;arcidiocesi di Cosenza-Bisignano un messaggio per il Natale.<\/p>\n<p><strong>Messaggio per il Santo Natale 2023 dell\u2019Arcivescovo di Cosenza-Bisignano<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cQuindici giorni prima di Natale, Francesco chiam\u00f2 un uomo del posto, di nome Giovanni, e lo preg\u00f2 di aiutarlo nell\u2019attuare un desiderio: \u00abVorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si \u00e8 trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l\u2019asinello\u00bb. Appena l\u2019ebbe ascoltato, il fedele amico and\u00f2 subito ad approntare sul luogo designato tutto il necessario, secondo il desiderio del Santo. Il 25 dicembre giunsero a Greccio molti frati da varie parti e arrivarono anche uomini e donne dai casolari della zona, portando fiori e fiaccole per illuminare quella santa notte. Arrivato Francesco, trov\u00f2 la greppia con il fieno, il bue e l\u2019asinello. La gente accorsa manifest\u00f2 una gioia indicibile, mai assaporata prima, davanti alla scena del Natale. Poi il sacerdote, sulla mangiatoia, celebr\u00f2 solennemente l\u2019Eucaristia, mostrando il legame tra l\u2019Incarnazione del Figlio di Dio e l\u2019Eucaristia. In quella circostanza, a Greccio, non c\u2019erano statuine: il presepe fu realizzato e vissuto da quanti erano presenti.\u201d<\/em> (Tommaso da Celano, Vita Prima, 85: Fonti francescane (FF), n. 469<\/p>\n<p>Celebriamo quest\u2019anno l\u2019ottavo centenario della prima rappresentazione della nascita di Ges\u00f9 suscitata dal desiderio di Francesco d\u2019Assisi di <em>\u201cvedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si \u00e8 trovato\u201d<\/em> il Figlio di Dio nella sua nascita. <em>\u201cVedere con gli occhi del corpo\u201d<\/em> \u00e8 una indicazione molto importante per la nostra esperienza di fede e per la nostra preghiera ed \u00e8 una disposizione che talora dimentichiamo, pensando che il nostro rapporto con il Signore si giochi tutto, o quasi esclusivamente, nella nostra testa, coi nostri pensieri e le nostre deduzioni razionali; la scelta del poverello di Assisi ci aiuta a entrare nel mistero della fede con la totalit\u00e0 di noi stessi, a fare contatto con la storia di Ges\u00f9 attraverso i nostri sensi, dato che la festa del Natale\u00a0 vuole annunciarci proprio la grande verit\u00e0 della Incarnazione del Verbo di Dio.<\/p>\n<p><em>\u201cVedere con gli occhi del corpo\u201d<\/em> significa certamente attivare il senso della vista, ma significa anche connettere ad esso il nostro pensiero, il nostro cuore. Davanti ai nostri occhi passano tante cose, tante persone, tante situazioni vitali, ma non le vediamo tutte. Qualche volta i nostri occhi guardano, ma non vedono. O vedono, ma colgono solo la dimensione pi\u00f9 esterna di ci\u00f2 che i sensi sanno percepire. E certamente Francesco voleva vedere per poter gustare interiormente il grande insegnamento che il Verbo Incarnato offriva a lui e offre a noi nel mistero del Natale. Per poter compiere questa operazione abbiamo bisogno di concentrarci sull\u2019oggetto del nostro guardare, perch\u00e9 \u00e8 impossibile vedere pi\u00f9 cose contemporaneamente. E voler vedere con gli occhi del corpo significa scegliere cosa vogliamo vedere, fissare il nostro sguardo per raccogliere elementi appariscenti ed elementi di sfondo, tonalit\u00e0 date dal colore e dalla posizione rispetto alla luce, gustando ogni singolo elemento di quanto stiamo guardando.<\/p>\n<p>Ci possiamo chiedere se e quante volte facciamo questa operazione con le immagini della nostra fede, quanto tempo dedichiamo a contemplare il bambino nel presepio, ad esempio, a gustare la sua tenerezza, la sua umanit\u00e0, la sua piccolezza. Non cresciamo nella fede solo imparando qualche elemento nuovo del catechismo, ma anche accogliendo la bellezza che traspare dalle pagine dei Vangeli che ci raccontano Ges\u00f9.<\/p>\n<p><em>\u201cVedere con gli occhi del corpo\u201d<\/em> pu\u00f2 ancora significare regalarsi del tempo per rientrare in se stessi e chiedersi cosa pu\u00f2 significare per me quel segno di debolezza e di fragilit\u00e0 che \u00e8 la dimensione dentro alla quale si \u00e8 nascosto Dio stesso. Il nostro tempo, molto pi\u00f9 veloce del passato, anche recente, ci mette in una condizione di tale velocit\u00e0 che \u00e8 oggettivamente difficile guardare con accuratezza e vedere bene. I social media ci hanno abituato a messaggi rapidissimi, a concentrare tutto in una manciata di secondi, a gustare fugacemente una immagine. Eppure ognuno di noi sa cosa significa poter abbracciare la persona amata dopo una giornata di lavoro, o dopo un tempo prolungato di assenza. Certamente nessuno di noi si concentra per compiere quell\u2019abbraccio in pochi secondi, ma vorrebbe prolungare &#8211; magari per sempre &#8211; la gioia di quell\u2019incontro. E per poterlo compiere c\u2019\u00e8 bisogno di tempo, un tempo lento, non veloce, di intimit\u00e0 reale, non di pubblicit\u00e0, di silenzio non di chiasso. Vedere con gli occhi del corpo significa allora anche vedere con gli occhi del cuore e regalarsi e regalare tempo alla persona amata e a se stessi: contemplare il presepio ci permette di entrare in relazione con il Signore in maniera profonda, \u201ccuore a cuore\u201d per accoglierlo ed ascoltarlo nella piccolezza e fragilit\u00e0 con cui si manifesta a noi. Scriveva D. Bonhoeffer: <em>\u201cDio si fa bambino non per trastullarsi, per giocare, ma per rivelarci che il trono di Dio nel mondo non \u00e8 nei troni umani, ma negli abissi e nelle profondit\u00e0 umane, nella mangiatoia. Attorno al suo trono non ha voluto i grandi della terra, ma personaggi oscuri e sconosciuti che non si stancano di guardare questo miracolo e vogliono vivere completamente della misericordia di Dio. La mangiatoia e la croce sono le due realt\u00e0 che determinano il destino dell\u2019umanit\u00e0. Dinanzi ad esse il coraggio dei grandi di questo mondo si dissolve, e al suo posto subentra la paura. In verit\u00e0 nessun violento osa avvicinarsi alla mangiatoia, e neppure il re Erode l\u2019ha fatto. Appunto perch\u00e9 qui vacillano i troni, cadono i violenti, precipitano i superbi, perch\u00e9 Dio \u00e8 con gli ultimi.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Il testo francescano ci ricorda che sulla mangiatoia il sacerdote celebr\u00f2 l\u2019Eucaristia, per mostrare il legame profondo fra Incarnazione ed Eucaristia. In effetti anche nell\u2019Eucaristia il Signore si rende presente attraverso i segni sacramentali del pane e del vino, due piccole realt\u00e0 che diventano mezzo attraverso cui, Colui che \u00e8 grande per essenza, si fa presente attraverso ci\u00f2 che \u00e8 piccolo. <em>\u201cNon coerceri a maximo, contineri tamen a minimo, divinum est\u201d<\/em> <em>(Non esser costretto da ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 grande, e tuttavia essere contenuto in ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 piccolo, questo \u00e8 divino); <\/em>Papa Francesco lo interpreta cos\u00ec: <em>\u201cci\u00f2 che \u00e8 divino \u00e8 l\u2019avere ideali che non sono limitati neppure da ci\u00f2 che vi \u00e8 di pi\u00f9 grande, ma ideali che siano allo stesso tempo contenuti e vissuti nelle cose pi\u00f9 piccole della vita\u201d.<\/em> Tuttavia il significato di una celebrazione eucaristica compiuta sulla mangiatoia del presepio pu\u00f2 avere un ulteriore significato legato alle parole della istituzione della Eucaristia stessa, quando Ges\u00f9 chiede ai suoi discepoli: <em>\u201cFate questo in memoria di me\u201d<\/em>. Se il Signore del cielo e della terra ha scelto di farsi uomo fra gli uomini, se Colui che nessuno pu\u00f2 contenere si \u00e8 fatto pane e vino, anche noi siamo chiamati a diventare &#8211; come Lui &#8211; piccoli e ad amare ci\u00f2 che \u00e8 piccolo ed ultimo, segno della sua presenza nella nostra storia. \u00c8 proprio Ges\u00f9 che lo dir\u00e0 ai suoi discepoli, rivelando il contenuto di una sua preghiera rivolta al Padre: <em>\u201cTi rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perch\u00e9 hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. S\u00ec, o Padre, perch\u00e9 cos\u00ec hai deciso nella tua benevolenza\u201d.<\/em> (Lc 10,21) Non posso non andare col pensiero a coloro che sono piccoli e ultimi perch\u00e9 non possono gustare appieno della vita, delle risorse della terra, del bene prezioso della pace, perch\u00e9 giudicati dal nostro perbenismo e dalle nostre logiche inumane, perch\u00e9 non corrispondenti alle nostre attese e pretese. E cos\u00ec il presepio, cos\u00ec affollato di persone che venivano considerate \u201csgradite\u201d dalla cultura del tempo, diventa l\u2019icona del nostro tempo e ci mette davanti l\u2019invito a cercare il Signore proprio l\u00ec dove la nostra chiusura mentale non lo andrebbe a cercare.<\/p>\n<p>Desidero augurare a tutti voi un sereno e festoso Natale, fatto di sguardi buoni, di tempo da gustare e da regalare, fatto di contemplazione e di silenzio, di sobriet\u00e0 e semplicit\u00e0, proprio come il presepio di Francesco di Assisi ci insegna.<\/p>\n<p>Buon Natale a tutte e a tutti!<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Giovanni Checchinato <\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Le celebrazioni natalizie solenni presiedute dall\u2019Arcivescovo saranno domani, 24 dicembre alle ore 23.30 in cattedrale per la Veglia della notte di Natale. 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