{"id":219254,"date":"2023-12-26T10:30:19","date_gmt":"2023-12-26T09:30:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=219254"},"modified":"2023-12-26T11:47:48","modified_gmt":"2023-12-26T10:47:48","slug":"cassazione-la-convivenza-conta-per-lassegno-di-divorzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cassazione-la-convivenza-conta-per-lassegno-di-divorzio\/","title":{"rendered":"Cassazione, la convivenza conta per l&#8217;assegno di divorzio"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Il periodo di convivenza prematrimoniale <strong>avr\u00e0 un peso nell&#8217;assegno di divorzio<\/strong>. Decisione storica della Corte di Cassazione che per la prima volta stabilisce che nel conteggio del mantenimento debba rientrare anche la vita assieme prima delle nozze.<strong> Con la sentenza 35385 depositata ieri, le Sezioni Unite si sono pronunciate stabilendo che per la quantificazione dell&#8217;assegno<\/strong> si deve tener conto anche della convivenza quando ha<strong> &#8220;i connotati di stabilit\u00e0 e continuit\u00e0, in ragione di un progetto di vita comune&#8221;.<\/strong> Soprattutto si devono considerare sacrifici e rinunce lavorative o professionali compiute nel periodo precedente al matrimonio dal coniuge economicamente pi\u00f9 debole.<\/p>\n<p>In particolare, i giudici si sono pronunciati sul ricorso di una donna che lamentava il mancato conteggio di sette anni di convivenza prematrimoniale, dal 1996 al 2003, durante il quale era nato anche il figlio della coppia. <strong>Secondo la Corte d&#8217;appello di Bologna, che ha ridotto l&#8217;assegno stabilito in primo grado, la donna aveva lasciato il lavoro gi\u00e0 tempo prima delle nozze e aveva rinunciato a lavorare &#8220;per l&#8217;agiatezza che proveniva dalla sua famiglia<\/strong> d&#8217;origine, non per essersi dedicata interamente alla cura del marito e del figlio&#8221;. Quindi quella scelta non poteva essere presa in considerazione perch\u00e9 &#8220;gli obblighi nascono dal matrimonio&#8221;.<\/p>\n<p>La Corte ha preso, dunque, in considerazione il periodo di durata legale del matrimonio, dal novembre 2003 al 2010 e non i sette anni precedenti durante i quali la coppia aveva vissuto insieme ed era nato anche il loro figlio.<strong> Di diverso avviso la Cassazione secondo cui &#8220;la convivenza prematrimoniale e\u0300 un fenomeno di costume che e\u0300 sempre pi\u00f9 radicato nei comportamenti della nostra societ\u00e0<\/strong> cui si affianca un accresciuto riconoscimento &#8211; nei dati statistici e nella percezione delle persone &#8211; dei legami di fatto intesi come formazioni familiari e sociali di tendenziale pari dignit\u00e0 rispetto a quelle matrimoniali&#8221;. Perci\u00f2 questo periodo non pu\u00f2 essere escluso quando si protrae nel tempo e abbia &#8220;consolidato&#8221; una divisione dei ruoli domestici.<\/p>\n<p>Soddisfatto il presidente dell&#8217;Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani (Ami), Gian Ettore Gassani che parla di &#8220;una rivoluzione nel diritto di famiglia&#8221;. &#8220;<strong>La convivenza fa parte di un percorso della vita di coppia che non pu\u00f2 essere cancellato<\/strong> &#8211; aggiunge -. Molte coppie convivono per tanti anni prima di sposarsi. Spesso le scelte pi\u00f9 importanti vengono condivise durante questa fase prematrimoniale&#8221;. Per Gassani, &#8220;d&#8217;ora in poi cambiano completamente i parametri. \u00c8 una grande rivoluzione di giustizia che, ovviamente, non riguarder\u00e0 tutte le convivenze ma bisogner\u00e0 analizzare caso per caso&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Il periodo di convivenza prematrimoniale avr\u00e0 un peso nell&#8217;assegno di divorzio. Decisione storica della Corte di Cassazione che per la prima volta stabilisce che nel conteggio del mantenimento debba rientrare anche la vita assieme prima delle nozze. 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