{"id":219620,"date":"2024-01-05T09:30:01","date_gmt":"2024-01-05T08:30:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=219620"},"modified":"2024-01-05T09:23:56","modified_gmt":"2024-01-05T08:23:56","slug":"tumori-in-crescita-ma-la-calabria-non-garantisce-lo-screening-oltre-la-meta-dei-decessi-nel-cosentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/tumori-in-crescita-ma-la-calabria-non-garantisce-lo-screening-oltre-la-meta-dei-decessi-nel-cosentino\/","title":{"rendered":"Tumori in crescita, ma la Calabria non garantisce lo screening. Oltre la met\u00e0 dei decessi nel Cosentino"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Malattie oncologiche in crescita sul territorio calabrese. La provincia pi\u00f9 colpita per mortalit\u00e0 \u00e8 quella di Cosenza: 885 decessi nel 2021 su un totale regionale di 1.648, il 53%. Oltre <strong>la met\u00e0 delle persone che non sopravvivono al cancro in Calabria risiede nel Cosentino.<\/strong> Preoccupano i numeri delle patologie neoplastiche nella Sibaritide dove nell\u2019arco di pochi anni sono aumentate del 30%. A fronte di ci\u00f2 le performance sulle diagnosi precoci, delle quali si occupa l\u2019Unit\u00e0 Screening Oncologici e Registro Tumori dell\u2019Asp di Cosenza diretta da Anna Giorno, sono sconcertanti.<\/p>\n<h4><strong>La Calabria non \u00e8 in grado di garantire lo screening<\/strong><\/h4>\n<p>I tumori pi\u00f9 frequenti in Italia sono quelli della mammella e del colon-retto. L\u2019Unione Europea impone di assicurare l\u2019offerta di screening per entrambi, oltre al cancro della cervice uterina, ad <strong>almeno il 90% degli aventi diritto in tutti i Paesi membri entro il 2025.<\/strong> La Calabria per\u00f2 non \u00e8 in grado di garantire quanto dovuto in nessuno dei 3 programmi di monitoraggio e prevenzione. Anzi. Presenta dati talmente bassi da risultare allarmanti. \u00c8 quanto emerge dal <a href=\"https:\/\/www.aiom.it\/i-numeri-del-cancro-in-italia\/\" rel=\"noopener\">report <em>I numeri del cancro in Italia 2023<\/em><\/a> redatto da AIRTUM (Associazione italiana registri tumori) in collaborazione con AIOM (Associazione italiana di oncologia medica), Fondazione AIOM e PASSI (Progressi nelle aziende sanitarie per la salute in Italia).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-219621 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/grafico-01.jpg\" alt=\"\" width=\"769\" height=\"415\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/grafico-01.jpg 769w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/grafico-01-300x162.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/grafico-01-150x81.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/grafico-01-696x376.jpg 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 769px) 100vw, 769px\" \/><\/p>\n<h4><strong>I dati dello screening in Calabria<\/strong><\/h4>\n<p>Lo scarto tra le adesioni allo screening in Calabria e quelle del resto delle regioni del Sud Italia \u00e8 enorme. Se per le mammografie la Sicilia raggiunge l\u2019obiettivo UE del 90%, la vicina Basilicata arriva al 69% e la popolosa Campania al 53%, la Calabria \u00e8 ferma al 4,8%. Si tratta della regione che per l\u2019AIRTUM si trova nella <strong>\u00absituazione pi\u00f9 critica perch\u00e9 di fatto non riesce a garantire il programma se non in maniera del tutto residuale\u00bb.<\/strong> Maglia nera anche per quanto riguarda la prevenzione dei tumori del collo dell\u2019utero dove viene coperto solo il 15,9% delle donne aventi diritto. Il peggiore risultato per\u00f2 si ha sul fronte dello screening colorettale: viene monitorato solo il 3,7% del target. L\u2019impatto sulla salute della popolazione e sulla mortalit\u00e0 per i tre tipi di patologie oncologiche, con un servizio del genere, \u00e8 di fatto marginale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-219622 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/grafico-02.jpg\" alt=\"\" width=\"716\" height=\"441\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/grafico-02.jpg 716w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/grafico-02-300x185.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/grafico-02-150x92.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/grafico-02-696x429.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/grafico-02-682x420.jpg 682w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/grafico-02-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 716px) 100vw, 716px\" \/><\/p>\n<h4><strong>Fondi stanziati<\/strong><\/h4>\n<p>Il Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria a settembre per gli screening del cancro della cervice, della mammella e del colon-retto ha liquidato alle Asp oltre 3 milioni di euro. Di questi solo 552mila sono stati assegnati Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, verosimilmente perch\u00e9 questa prima tranche di finanziamenti serve soprattutto a potenziare la disponibilit\u00e0 di macchinari che in parte sono gi\u00e0 presenti sul territorio, mentre risultano essere carenti nelle altre Asp. <strong>Circa il 35% degli esami fino al 31 dicembre \u00e8 stato effettuato dai privati,<\/strong> come previsto dal commissario per il piano di rientro dal debito sanitario Roberto Occhiuto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-219623 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/grafico-03.jpg\" alt=\"\" width=\"637\" height=\"279\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/grafico-03.jpg 637w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/grafico-03-300x131.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/grafico-03-150x66.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 637px) 100vw, 637px\" \/><\/p>\n<h4><strong>Asp di Cosenza e screening oncologici<\/strong><\/h4>\n<p>Come funzionano gli screening? I cittadini vengono invitati, tramite una lettera recapitata all\u2019indirizzo di residenza, a contattare gli uffici dell\u2019Asp per prenotare la prestazione gratuita. Un passaggio molto delicato dove i cosentini che dovrebbero accedere al servizio sembrerebbe scompaiano nell\u2019ultimo passaggio: il recarsi in ambulatorio per la mammografia, il Pap-test, l\u2019HPV test, la consegna delle feci per la ricerca del sangue occulto o la rettosigmoidoscopia. Sulla met\u00e0 della popolazione degli aventi diritto, l\u2019Unit\u00e0 Screening Oncologici e Registro Tumori dell\u2019Asp ha invitato, con tale procedimento, il 41% degli aventi diritto a eseguire gli esami diagnostici. La risposta per\u00f2, tranne sul fronte delle mammografie, \u00e8 inferiore rispetto ai gi\u00e0 pessimi risultati regionali. La percentuale di adesioni \u00e8 <strong>al 16% per lo screening alla mammella, il 4% per quello del collo dell\u2019utero e il 2% per il colon-retto<\/strong>.<\/p>\n<h4><strong>Perch\u00e9 i cosentini non aderiscono allo screening oncologico?<\/strong><\/h4>\n<p>Post Covid le adesioni agli screening sono crollate in tutta Italia. Le ripercussioni della pandemia in Calabria, che gi\u00e0 si trovava in una situazione deficitaria, sono pi\u00f9 evidenti. Non \u00e8 chiaro il motivo per il quale i <strong>residenti della provincia di Cosenza rifiutino di sottoporsi a esami diagnostici gratuiti e programmati con ampio anticipo<\/strong>. Un fenomeno, ad oggi, inspiegabile. Sull\u2019effettivo recapito degli inviti ai singoli cittadini non \u00e8 dato sapere. Di certo l\u2019alto numero di residenti, che supera le 700mila unit\u00e0, non aiuta a monitorare facilmente il territorio. La diffusa diffidenza nei confronti delle strutture sanitarie cosentine, cos\u00ec come gli strascichi del Covid con il relativo timore di potenziali contagi, potrebbero incidere sulle scarse adesioni. Si tratta di un\u2019ipotesi che lega il fallimento degli screening a fattori culturali, alla tendenza a non rendere prioritaria la prevenzione, nonostante sia noto come diagnosi precoci aumentino la speranza di vita. La colpa per\u00f2 non \u00e8 detto che sia attribuibile agli stessi pazienti. Dove si inceppa l\u2019ingranaggio non \u00e8 noto. Cosa non funzioni resta, per ora, un mistero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Malattie oncologiche in crescita sul territorio calabrese. La provincia pi\u00f9 colpita per mortalit\u00e0 \u00e8 quella di Cosenza: 885 decessi nel 2021 su un totale regionale di 1.648, il 53%. Oltre la met\u00e0 delle persone che non sopravvivono al cancro in Calabria risiede nel Cosentino. 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