{"id":219664,"date":"2023-12-28T12:32:17","date_gmt":"2023-12-28T11:32:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=219664"},"modified":"2023-12-28T12:32:17","modified_gmt":"2023-12-28T11:32:17","slug":"cosenza-tributo-a-vittorio-magnelli-il-campione-cosentino-di-tennis-negli-anni-70","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cosenza-tributo-a-vittorio-magnelli-il-campione-cosentino-di-tennis-negli-anni-70\/","title":{"rendered":"Cosenza, tributo a Vittorio Magnelli: il campione cosentino di tennis negli anni &#8217;70"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Si apre sulle note jazzate di &#8220;El portava i scarp del tennis&#8221; di Enzo Jannacci, il bellissimo documentario &#8220;Te lo ricordi Vittorio?&#8221;, autore il raffinato videomaker cosentino Gianluca Bozzo. Il docufilm racconta la storia di <strong>Vittorio Magnelli, tennista cosentino, in auge negli anni settanta<\/strong> e che,<strong> partito dal quartiere dello Spirito Santo,<\/strong> nel centro storico, dove tirava i primi colpi di racchetta al circolo del tennis della Villa vecchia, \u00e8 arrivato ad essere oggi, dopo un glorioso passato di giocatore, a stretto contatto con i grandi del tennis italiano, da Adriano Panatta a Corrado Barazzutti, responsabile del settore tecnico femminile della Federazione Italiana Tennis.<\/p>\n<p>Il documentario di Gianluca Bozzo \u00e8 solo il punto di partenza del tributo che il Comune di Cosenza, auspici il Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca e il Presidente della commissione consiliare sport e cultura, presieduta da Mimmo Frammartino, ha voluto organizzare per consegnare a Vittorio Magnelli un riconoscimento per la sua carriera sportiva. Nella <strong>motivazione del riconoscimento<\/strong> Magnelli viene definito &#8220;orgoglio cosentino di ieri e di oggi. Prima, <strong>il pi\u00f9 forte tennista calabrese di sempre, poi, straordinario direttore tecnico nazionale del settore femminile<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Alla cerimonia non ha potuto prendere parte, a causa di un altro impegno istituzionale, il Sindaco Franz Caruso che ha, per\u00f2, incontrato Vittorio Magnelli a margine del tributo che gli \u00e8 stato organizzato nella sala consiliare di Palazzo dei Bruzi. Quel ragazzo del &#8217;57 di strada ne ha fatta. Si provi a chiedere alla terra rossa se ne ha fatta. Eppure al tennis non ci pensava, rapito com&#8217;era dal calcio. Poi, dai dodici anni in avanti, cominci\u00f2 a seguire insieme i due sport finch\u00e9 non cominci\u00f2 ad affacciarsi dietro la rete di protezione di quel campo da tennis all&#8217;interno della Villa vecchia, ai bordi del quale erano soliti assieparsi molti dei ragazzi che abitavano nel quartiere Spirito Santo, a pochi metri da quel rettangolo rosso.<\/p>\n<p>E mentre scorrono sugli schermi del salone consiliare di Palazzo dei Bruzi le immagini del documentario di Gianluca Bozzo,<strong> a raccontare Vittorio Magnelli sono i suoi amici di sempre,<\/strong> quelli con i quali giocava da ragazzo proprio al circolo del tennis della Villa Vecchia di cui era Presidente il prof.Cesare Quintieri: Pino Abate, Francesco Kostner e tanti altri. Quel circolo era frequentatissimo dai figli del prof.Quintieri, dal compianto Maurizio e da Beniamino Quintieri, attualmente Presidente del Credito Sportivo e che \u00e8 venuto appositamente da Roma per non far mancare la sua presenza al tributo promosso a Palazzo dei Bruzi in onore di Vittorio Magnelli.<\/p>\n<p>Tra il racconto del docufilm e le testimonianze in presenza, il ritratto che vien fuori di Vittorio Magnelli \u00e8 quello non solo di un grande tennista, il pi\u00f9 forte espresso dalla Calabria, ma anche di un <strong>ottimo allenatore<\/strong>. I successi della nazionale italiana femminile portano, infatti, anche la sua firma. Da non dimenticare che Magnelli ha seguito sia Roberta Vinci che Flavia Pennetta e per un anno anche Francesca Schiavone. Chi sfoglia al rallentatore l&#8217;album dei ricordi non pu\u00f2 fare a meno di richiamare alla memoria il suo passato di tennista di prima categoria ai tempi di Panatta, Barazzutti e Bertolucci, quando l&#8217;Italia vinse la Coppa Davis in Cile, era il &#8217;76. Partecip\u00f2 anche ad un&#8217;edizione degli internazionali di Francia al Roland Garros e quando cominci\u00f2 ad allenare tir\u00f2 su i talenti di Vincenzo Santopadre (oggi allenatore di Matteo Berrettini) e Stefano Pescosolido.<\/p>\n<p>Poi ci fu<strong> la chiamata di Adriano Panatta,<\/strong> coach della prima squadra italiana di tennis, che lo reclut\u00f2 per fargli seguire i ragazzi e tra questi venne fuori Andrea Gaudenzi. Se non avesse avuto la testa sulle spalle e se non fosse rimasto quello di sempre, Vittorio Magnelli avrebbe sub\u00ecto il fascino dei suoi successi e degli ambienti del tennis che conta. E invece, eccolo ancora nella sua Cosenza a godersi il bagno di folla che gli hanno riservato i suoi amici, nessuno dei quali intende sottrarsi alla foto ricordo. Lo rispettano e lo idolatrano come una volta, anche se la sua chioma bianca rivela lo scorrere del tempo. Di acqua ne \u00e8 passata sotto i ponti, ma Vittorio ha \u2013 come non ha mancato di dire Mimmo Frammartino &#8211; sempre l&#8217;umilt\u00e0 dalla sua parte che \u00e8 poi anche la chiave del suo successo. Una persona modesta, autentica e perbene, che ha dedicato una vita al tennis- aggiunge Joe Lappano, Consigliere federale e Presidente del Comitato regionale della FIT.<\/p>\n<p>Gli aneddoti, alcuni dei quali inediti, li sciorinano<strong> Pino Abate,<\/strong> componente della commissione alta formazione della Federazione Italiana Tennis, e il giornalista Francesco Kostner che con Vittorio Magnelli hanno condiviso la passione per il tennis ma anche una lunghissima e sincera amicizia. Abate racconta di quando Vittorio accettava di giocare con i ragazzi tennisticamente meno dotati che frequentavano il circolo della Villa Vecchia, a patto di dar loro un vantaggio di qualche gioco, facendoli, insomma, partire da pi\u00f9 30. Per Francesco Kostner quella odierna &#8220;\u00e8 una giornata memorabile per la citt\u00e0 e per il tennis. La nostra generazione ha goduto di un grande privilegio perch\u00e9 si \u00e8 abbeverata ad una grande fonte, una scuola di vita, oltre che di sport&#8221;. Il riferimento \u00e8 al circolo del tennis fondato dal Prof.Cesare Quintieri&#8221;.<\/p>\n<p>Kostner, insieme a Mimmo Frammartino e al Presidente del Credito Sportivo, Beniamino Quintieri, nutre il serio proposito \u2013 e nel corso della cerimonia il discorso \u00e8 caduto pi\u00f9 volte sull&#8217;argomento &#8211; di <strong>veder rinascere il circolo e il suo campo da tennis alla Villa vecchia<\/strong>, &#8220;un pezzo fondamentale della nostra citt\u00e0&#8221;. Dopo gli aneddoti raccontati anche da Beniamino Quintieri per ricordare le doti eccezionali del giocatore Vittorio Magnelli, il tennista cosentino si dice orgoglioso e felice di ricevere dalla sua citt\u00e0 questo meritato riconoscimento alla carriera rispondendo presente all&#8217;appello lanciato per far rinascere il circolo dove tir\u00f2 i primi colpi di racchetta. Una Maxima in legno che aveva ricevuto in regalo dal prof.Cesare Quintieri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Si apre sulle note jazzate di &#8220;El portava i scarp del tennis&#8221; di Enzo Jannacci, il bellissimo documentario &#8220;Te lo ricordi Vittorio?&#8221;, autore il raffinato videomaker cosentino Gianluca Bozzo. 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