{"id":219785,"date":"2023-12-30T21:00:59","date_gmt":"2023-12-30T20:00:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=219785"},"modified":"2023-12-30T15:04:18","modified_gmt":"2023-12-30T14:04:18","slug":"il-2023-e-la-strage-di-cutro-ricordi-di-studenti-sopravvissuti-per-caso-e-familiari-che-scavavano-nella-sabbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/il-2023-e-la-strage-di-cutro-ricordi-di-studenti-sopravvissuti-per-caso-e-familiari-che-scavavano-nella-sabbia\/","title":{"rendered":"Il 2023 e la strage di Cutro: ricordi di studenti sopravvissuti per caso e familiari che scavavano nella sabbia"},"content":{"rendered":"<p>CUTRO (KR) \u2013 Sopravvissuti per puro caso, non dimenticano le <strong>urla strazianti<\/strong> che rimbombavano tra le onde <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/cera-chi-gridava-chi-e-annegato-subito-i-terribili-istanti-del-naufragio-di-cutro\">la notte del 26 febbraio a Steccato di Cutro<\/a>. Tra i pochissimi superstiti del naufragio di Cutro rimasti in Calabria vi sono tre giovanissimi studenti pachistani. Vivono da marzo in provincia di Cosenza, a San Benedetto Ullano, accolti nel progetto SAI (Sistema Accoglienza Integrazione) dell\u2019associazione Don Vincenzo Matrangolo che dispone di 8 strutture sparse sul territorio, per una disponibilit\u00e0 totale di 350 posti in appartamenti autonomi.<strong> Hanno tra i 16 e i 18 anni, stanno ricominciando una nuova vita<\/strong> e vorrebbero <strong>proseguire gli studi, iscriversi all\u2019universit\u00e0<\/strong>, costruire il proprio <strong>futuro<\/strong>. Raccontano di essersi trovati dal lato dell\u2019imbarcazione pi\u00f9 vicino alla battigia nel momento in cui \u00e8 affondata. Una volta caduti in mare durante la burrasca sono riusciti a nuotare raggiungendo la riva. Quando hanno ripreso conoscenza, alle prime luci dell\u2019alba, davanti a loro c\u2019erano <strong>corpi privi di vita che galleggiavano in acqua.\u00a0<\/strong><\/p>\n<h4><strong>I giovani superstiti pakistani accolti in provincia di Cosenza<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abOra hanno completato il percorso per il riconoscimento dello status di rifugiato \u2013 spiega <strong>Giovanni Manoccio<\/strong> dell\u2019associazione <strong>San Vincenzo Matrangolo<\/strong> &#8211; e ottenuto la protezione internazionale per 5 anni. \u00c8 un gran bel risultato. Sono stati i primi tre ragazzi che sono usciti dal Cara di Crotone, sono arrivati da noi dopo meno di un mese. Uno \u00e8 minorenne, ma con lui c\u2019\u00e8 il fratello maggiore e il terzo \u00e8 un loro cugino. Hanno capito subito che si stava consumando una strage. Abbiamo lanciato l\u2019allarme appena appresa notizia del naufragio chiedendo che i superstiti venissero accolti nei progetti periferici del SAI perch\u00e9 pensare una loro convivenza con migliaia di persone nel Cara di <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/una-stele-in-memoria-delle-vittime-della-tragedia-di-steccato-di-cutro-crotone-non-dimentica\">Crotone dopo una tragedia di questo genere mi sembrava un\u2019ulteriore violenza.<\/a> Chi ha la sfortuna di finire in un CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) non riesce facilmente a risolvere il problema dei documenti\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Nessuna agevolazione sul fronte burocratico<\/strong><\/h4>\n<p>A confermare la difficolt\u00e0 nell\u2019accedere agli iter burocratici per poter ottenere i visti indispensabili per potersi spostare \u00e8 <strong>Yasmine<\/strong> <strong>Accardo<\/strong> di MeMed &#8211; Memoria Mediterranea che da anni si occupa di ricerca e identificazione delle persone disperse nel Mar Mediterraneo, fornendo supporto legale e psico-sociale ai familiari nonch\u00e9 denunciare le violenze delle politiche di frontiera. \u00abTra le vergogne della strage di Cutro \u2013 afferma Accardo \u2013 abbiamo denunciato i <strong>ritardi nel dare ai superstiti la possibilit\u00e0 di fare domanda di protezione internazionale.<\/strong> Come per tutti i migranti che sbarcano in Italia i tempi sono stati lunghissimi anche per loro. Il fatto che fossero sopravvissuti a un naufragio non ha fatto s\u00ec che le procedure venissero accelerate. In tanti sono ancora in attesa della documentazione\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-196592 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/strage-cutro.jpg\" alt=\"\" width=\"549\" height=\"340\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/strage-cutro.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/strage-cutro-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/strage-cutro-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/strage-cutro-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/strage-cutro-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/strage-cutro-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/strage-cutro-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 549px) 100vw, 549px\" \/><\/p>\n<h4><strong>La disperazione dei familiari che scavavano nella sabbia <\/strong><\/h4>\n<p>\u00abLe pratiche che i familiari devono seguire per riuscire a capire che fine hanno fatto i propri cari \u2013 chiarisce Accardo &#8211; sono estremamente complicate, lunghe e farraginose. In pi\u00f9 le istituzioni non forniscono risposte a chi cerca un parente e vuole sapere se \u00e8 arrivato, se \u00e8 stato trovato il corpo privo di vita, se \u00e8 disperso in mare. La pratica per il riconoscimento attraverso il prelievo del DNA peraltro non \u00e8 affatto frequente. A Cutro siamo stati chiamati da famiglie estremamente preoccupate, temevano il peggio e sono arrivate da Germania, Svezia e Francia per sapere cosa fosse successo. Le abbiamo accompagnate a Steccato di Cutro dove era avvenuto il naufragio. I<strong> familiari erano sconvolti<\/strong>. Si vedeva la punta della nave spezzata e una distesa di detriti ed effetti personali sparsi sull\u2019arenile in un raggio di circa dieci chilometri<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/vittime-della-strage-di-cutro-le-famiglie-rischiano-di-non-essere-risarcite\">. In preda alla disperazione e alla volont\u00e0 di non restare inermi<\/a> aspettando che i cadaveri riaffiorassero dalle onde, tanti hanno iniziato a scavare nella sabbia. Quando sono stati trovati in acqua dei corpi c\u2019era chi ha potuto identificarli solo grazie a un laccetto legato al polso, perch\u00e9 ormai le vittime erano irriconoscibili\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Superstiti nel tendone e familiari in strada<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abLa <strong>superficialit\u00e0<\/strong> tra le autorit\u00e0 preposte era scandalosa. Nessuno \u2013 ricorda Accardo &#8211; sapeva cosa faceva l\u2019altro. Abbiamo assistito a situazioni francamente vergognose sotto molti aspetti. I sopravvissuti sono stati trasferiti al Cara di Crotone in un grosso tendone in condizioni estremamente precarie e senza assistenza. Inoltre i familiari dei dispersi una volta arrivati in Calabria non avevano possibilit\u00e0 di alloggio, dormivano in macchina o in strada. La popolazione locale dal basso \u00e8 riuscita a tappare i buchi creati dalle istituzioni. Solo dopo l\u2019arrivo del Presidente della Repubblica Mattarella, che si \u00e8 preso la responsabilit\u00e0 di pagare per ospitare chi cercava i propri cari, \u00e8 stata trovata una soluzione. Le famiglie hanno dimostrato grande coraggio. Non solo hanno continuato con costanza a chiedere informazioni, ma quando si sono trovate di fronte al trasferimento improvviso delle salme che dovevano essere trasportate al <strong>cimitero di Bologna per svuotare il Palamilone<\/strong>, si sono opposte fisicamente protestando per ore e impedendo che venisse eseguito\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>L\u2019esposto per omissione di soccorso<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abInsieme a decine di altre associazioni abbiamo quindi presentato un esposto in Procura. Riteniamo che la strage &#8211; dichiara Accardo \u2013 sia stata determinata dal mancato intervento delle autorit\u00e0 italiane. L\u2019imbarcazione era a 150 metri dalla spiaggia, i migranti erano ben visibili, erano stati avvistati. Nessuno per\u00f2 li ha soccorsi, nonostante la situazione fosse di evidente pericolo in un punto noto per le difficolt\u00e0 di navigazione che comporta data la particolare conformazione del fondale. Il rischio non \u00e8 stato considerato e il salvataggio che non \u00e8 avvenuto. <strong>Speriamo che si ottenga giustizia rispetto alle gravi omissioni registrate.<\/strong> Pare che tutti abbiano visto cosa stesse accadendo, per\u00f2 siano rimasti ad attendere ordini invece di agire\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CUTRO (KR) \u2013 Sopravvissuti per puro caso, non dimenticano le urla strazianti che rimbombavano tra le onde la notte del 26 febbraio a Steccato di Cutro. Tra i pochissimi superstiti del naufragio di Cutro rimasti in Calabria vi sono tre giovanissimi studenti pachistani. 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