{"id":219906,"date":"2024-01-06T13:00:00","date_gmt":"2024-01-06T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=219906"},"modified":"2024-01-06T12:00:00","modified_gmt":"2024-01-06T11:00:00","slug":"boom-per-il-turismo-lanno-si-apre-con-numeri-che-superano-il-periodo-pre-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/boom-per-il-turismo-lanno-si-apre-con-numeri-che-superano-il-periodo-pre-covid\/","title":{"rendered":"Boom per il turismo, l&#8217;anno si apre con numeri che superano il periodo pre-covid"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Il turismo recupera i livelli pre-covid e l&#8217;anno si \u00e8 concluso registrando oltre 445mila presenze nelle strutture ricettive italiane (+8,1% rispetto allo scorso anno) e, per la prima volta, superiore anche al periodo antecedente la pandemia: nel 2019, infatti, le presenze turistiche erano state 436,7 milioni, circa 8,6 milioni in meno. Sono le stime del Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, che traccia un primo consuntivo sull&#8217;anno turistico 2023.<\/p>\n<p>Il <strong>forte incremento dei turisti stranieri<\/strong>, che trainano ancora la domanda, ha contribuito in modo determinante a compiere il <strong>sorpasso sul 2019<\/strong>: le <strong>presenze estere<\/strong> segnano il <strong>+13,7%<\/strong> sul 2022 e in valori assoluti si attestano a oltre 228,5 milioni (220,6 milioni nel 2019). Pi\u00f9 debole il rafforzamento del <strong>mercato italiano<\/strong>, che segna un aumento del +2,8% sullo scorso anno, per un totale di 216,8 milioni di pernottamenti (216 milioni nel 2019). Ricettivit\u00e0 alberghiera ed extralberghiera.<\/p>\n<p>Il movimento degli ospiti nelle strutture alberghiere \u00e8 stimato in crescita del +9,3% con le presenze turistiche che si attestano a 276,2 milioni, mentre l&#8217;extralberghiero si fermerebbe al +6,1% con 169,1 milioni di pernottamenti. Una ripresa difficile e a pi\u00f9 velocit\u00e0. Il Sud e le Isole sono l&#8217;area che chiude l&#8217;anno con i valori di pi\u00f9 bassa crescita: +4,4%.<\/p>\n<p>Sregistrano, inoltre, aumenti al di sotto della media nazionale anche per il Nord Est (+7%) a differenza del Nord Ovest (+11,7%) e del Centro (+10,4%) dove le stime riportano invece una crescita di oltre 2 punti percentuali rispetto alla media. Le tipologie di vacanza pi\u00f9 apprezzate. Tutte le aree-prodotti registrano nell&#8217;insieme aumenti della domanda turistica. Ma tra quelle pi\u00f9 apprezzate nel 2023, conquistano il primo posto della classifica le strutture ricettive delle <strong>citt\u00e0\/centri d&#8217;arte<\/strong> (+11,4%) e della <strong>montagna<\/strong> (+11,1%). Stime altrettanto positive emergono per le strutture attive nelle aree rurali\/collina (+10,3%) e del termale (+10,2%). Buoni, inoltre, i risultati anche per le localit\u00e0 dei laghi (+9,6%) ed &#8220;altro interesse&#8221; (+9%).<\/p>\n<h4>Frena il settore balneare<\/h4>\n<p>A frenare, nel corso dell&#8217;anno, \u00e8 il <strong>settore balneare<\/strong>: la stima riporta infatti la <strong>crescita pi\u00f9 bassa dei flussi turistici (+3%),<\/strong> a causa della flessione &#8211; in particolare &#8211; della domanda italiana. Le previsioni per il 2024. Sulle previsioni delle imprese ricettive per il primo trimestre 2024, emerge qualche elemento di incertezza: per il 59,6% degli intervistati, infatti, la prima parte dell&#8217;anno dovrebbe caratterizzarsi con un trend di stabilit\u00e0 (nel primo trimestre 2023 la crescita media della domanda raggiunse il +30%).<\/p>\n<p>Per il 19,7%, invece, le aspettative sono di un incremento dei flussi e il 20,7% circa prevede, infine, un decremento dei flussi turistici. Gli imprenditori che hanno manifestato una preoccupazione maggiore sono quelli attivi nelle localit\u00e0 marine e nelle aree rurali e di collina. Un po&#8217; pi\u00f9 di ottimismo traspare, invece, da parte delle imprese localizzate nelle citt\u00e0 e centri d&#8217;arte. Instabilit\u00e0 geopolitica, crescita economica lenta nell&#8217;area euro ed inflazione condizionano ancora la ripresa per il prossimo anno.<\/p>\n<p>&#8220;Dopo tre anni lunghissimi, il turismo torna finalmente a recuperare i livelli di presenze turistiche del pre-pandemia, grazie anche all&#8217;aumento dei turisti stranieri. La dimostrazione che la promozione sui mercati esteri \u00e8 fondamentale, ma anche un segnale positivo e un buon auspicio anche per il nuovo anno&#8221;, commenta <strong>Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti<\/strong>. &#8220;Il turismo dimostra ancora una volta la sua resilienza e capacit\u00e0 di essere settore trainante per l&#8217;economia di tutto il Paese, ma bisogna continuare a sostenerlo. Anche perch\u00e9 il recupero delle presenze rispetto al pre-pandemia avviene in un contesto mutato e comunque difficile per le imprese, a partire dall&#8217;aumento del costo del denaro e dalle incertezze della domanda interna generate dall&#8217;erosione del potere d&#8217;acquisto&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Il turismo recupera i livelli pre-covid e l&#8217;anno si \u00e8 concluso registrando oltre 445mila presenze nelle strutture ricettive italiane (+8,1% rispetto allo scorso anno) e, per la prima volta, superiore anche al periodo antecedente la pandemia: nel 2019, infatti, le presenze turistiche erano state 436,7 milioni, circa 8,6 milioni in meno. 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