{"id":22041,"date":"2013-05-09T11:26:09","date_gmt":"2013-05-09T09:26:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=22041"},"modified":"2023-01-17T13:19:42","modified_gmt":"2023-01-17T12:19:42","slug":"8592-faida-a-cassano-timpone-rosso-si-chiude-con-5-ergastoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8592-faida-a-cassano-timpone-rosso-si-chiude-con-5-ergastoli\/","title":{"rendered":"Clan dei nomadi, &#8216;Timpone Rosso&#8217; si chiude con 5 ergastoli"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Concluso il \u2018maxiprocesso\u2019 al clan dei nomadi.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diciannove condanne, sei assoluzioni e cinque ergastoli. Questo il bilancio della sentenza letta in Corte d\u2019Assise dalla presidente Antonia Gallo nella serata di ieri in un\u2019aula affollatissima, ma silenziosa. Nomi e numeri che hanno fatto fibrillare i cuori dei boss dello Jonio soprattutto nel rimbombare dell\u2019eco della parola ergastolo: il massimo della pena prevista dell\u2019ordinamento giuridico italiano. Carcere a vita per Nicola Acri, di Rossano; Franco Abbruzzese, detto \u201cu pirolu\u201d; Franco Abbruzzese, alias \u201cdentuzzo\u201d, di Cassano; Ciro Nigro e Damiano Pepe di Corigliano. Attenuanti generiche prive dell\u2019aggravante dell\u2019associazione mafiosa per Celestino Abbruzzese, \u2018patriarca\u2019 dell\u2019omonima famiglia, condannato a 24 anni di reclusione, Fiore Abbruzzese, Fioravante Abbruzzese, Armando Abbruzzese, Giovanni Abbruzzese, Mario Bevilacqua e Rocco Antonio Donadio tutti cassanesi e condannati a 25 anni. Ben ventotto anni di detenzione sono stati invece comminati a Maurizio Barilari, di Corigliano per il quale il pm aveva inizialmente chiesto la detenzione a vita. Assolti da ogni accusa invece il 38enne Antonio Abbruzzese, Luigi Abbruzzese, Domenico Madio, Antonio Abbruzzese (classe \u201870) tutti di Cassano; Fioravante Bevilacqua e Domenico Bruzzese di Cosenza.<strong> Il nome dell\u2019operazione come noto prese il nome dal quartiere enclave del clan, luogo in cui, grazie al presidio degli abitanti, le forze dell\u2019ordine non riuscirono mai a collocare n\u00e9 cimici, n\u00e9 telecamere. La cosca fu smantellata nel luglio 2009 a seguito di una lunga indagine sulle comunit\u00e0 nomadi di Cosenza e Cassano condotte con l\u2019ausilio del collaboratore di giustizia Pasquale Perciaccante, l\u2019ex sicario della consorteria che comp\u00ec il salto della staccionata schierandosi con la \u2018giustizia\u2019<\/strong>. Il clan, secondo i rilievi della direzione distrettuale antimafia, avrebbe, negli anni, imposto il proprio predominio attraverso una serie di esecuzioni esemplari. A perire fu, nel maggio del 2001, anche Giorgio Cimino, padre dei pentiti Antonio e Giovanni Cimino. Tra i pentiti, con la sentenza emessa ieri sera sono stati condannati Carmine Alfano e Vincenzo Curato, rispettivamente a 10 e 14 anni di reclusione. Degli omicidi consumati a partire dall\u2019inizio del 2009 viene ricordato quello di <strong>Gianfranco Iannuzzi, scomparso per lupara bianca a Cosenza il 16 aprile del 2001 e ritrovato cadavere nelle campagne cassanesi grazie alle confessioni del pentito Pasquale Perciaccante detto \u2018Cataruozzolo\u2019.<\/strong> La sua collaborazione infatti oltre a consentire l\u2019interpretazione di costumi, simbolismi, riti e gerarchie del mondo Rom i moventi di alcuni omicidi, come quello del Iannuzzi trucidato a seguito della scelta collaborativa dell\u2019ex boss della criminalit\u00e0 nomade cosentina Franco Bevilacqua con il quale avrebbe compiuto nel 2000 la strage di via Popilia. Grazie alla collaborazione tra Cosenza e Cassano la cosca dei nomadi avrebbe fatto il salto di qualit\u00e0 passando da piccoli crimini ed estorsioni alla leadership nel mondo del narcotraffico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Concluso il \u2018maxiprocesso\u2019 al clan dei nomadi.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":22042,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42],"tags":[],"class_list":["post-22041","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22041","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22041"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22041\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22042"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22041"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22041"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22041"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}