{"id":221687,"date":"2024-01-26T07:33:56","date_gmt":"2024-01-26T06:33:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=221687"},"modified":"2024-01-26T07:33:56","modified_gmt":"2024-01-26T06:33:56","slug":"fanelli-la-memoria-e-andare-incontro-al-dolore-e-restare-nelle-vicinanze-dellorrore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/fanelli-la-memoria-e-andare-incontro-al-dolore-e-restare-nelle-vicinanze-dellorrore\/","title":{"rendered":"Fanelli: \u00abla Memoria \u00e8 andare incontro al dolore e restare nelle vicinanze dell&#8217;orrore\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; \u201cMemoria non \u00e8 ci\u00f2 che ricordiamo, ma quanto ci ricorda, \u00e8 un presente che non finisce mai di passare. Siamo noi la nostra memoria e nostra \u00e8 la responsabilit\u00e0 che ci assumiamo nei suoi confronti. Senza memoria non esistiamo e senza responsabilit\u00e0 forse non meritiamo di esistere\u201d.<\/p>\n<p>Esordisce cos\u00ec <strong>Carlo Fanelli docente di discipline dello spettacolo dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria,<\/strong> che sabato 27 gennaio sar\u00e0 al Liceo Telesio per contribuire a riempire di senso la giornata internazionale<strong>\u00a0<\/strong>della memoria.<\/p>\n<p>\u201cMemoria che- afferma ancora Fanelli- ci costringe a misurarci con una delle esperienze pi\u00f9 tragiche e orribili del Novecento. <strong>Dobbiamo interrogarci senza scansare lo choc che indurrebbe alla dimenticanza, andare consapevolmente incontro al dolore restando nelle immediate vicinanze dell\u2019orrore<\/strong>. Senza che- conclude il docente dell\u2019Unical- la memoria venga danneggiata dal rumore, dalla retorica, dalla ripetizione, ma resti viva insieme all\u2019impegno delle generazioni di testimoni passate, presenti e future che impedisca che un simile evento possa ripetersi\u201d.<\/p>\n<h4><strong>De Luca: &#8220;dare agli studenti gli strumenti per leggere passato e presente&#8221;<\/strong><\/h4>\n<p>\u201cQuesto \u00e8 ancora una volta il senso dell\u2019incontro rivolto agli studenti &#8211; fa eco <strong>il Dirigente scolastico del Telesio Domenico De Luca<\/strong>&#8211; fornire loro gli strumenti per leggere nella storia passata e presente; stimolarli per tenere accesa una coscienza dialogante che si interroghi e spinga a reagire ed agire contro le ingiustizie che attentano ai pi\u00f9 elementari diritti umani\u201d.<\/p>\n<p><strong>Filo conduttore della mattinata: il ruolo del Cinema, della musica, dell\u2019arte per rafforzare e raccontare il valore della Memoria<\/strong>. A tal proposito sar\u00e0 interessante tra gli altri l\u2019intervento di Danilo Guido, sassofonista, che parler\u00e0 ai ragazzi degli stati d\u2019animo in musica come veicoli per la memoria. A portare i saluti della rete Universitaria per il giorno della memoria la Responsabile Alessandra Carelli, la quale evidenzia come \u201cIl rapporto fra arte e Shoah risalga all\u2019epoca in cui lo sterminio ebbe luogo. Gi\u00e0 allora un congruo numero di artisti decise di rendere testimonianza di quanto stava accadendo in Germania, in Italia e in Europa attraverso il linguaggio che era loro proprio: quello dell\u2019arte, appunto. Fra costoro, molti furono soggetti a discriminazione, internamento o sterminio in quanto ebrei, come per esempio Corrado Cagli, Antonietta Rapha\u00ebl, Nathan Rapaport o Alexander Bogen. Alle opere d\u2019epoca sono andate via via affiancandosi centinaia, migliaia di altre, fino ad oggi. Protagonisti del contemporaneo hanno affrontato la Shoah, da Richard Serra, Jannis Kounellis e Daniel Buren a Maurizio Cattelan. Questa seconda linea di riflessione o d\u2019ispirazione, piuttosto che di testimonianza in senso stretto, attesta l\u2019impegno verso la pi\u00f9 grande tragedia del genere umano del \u2018sistema\u2019 dell\u2019arte, alle volte considerato fatuo o radical chic. Anche i Musei- conclude la Carelli- hanno avuto la loro parte, specie in Israele ma non solo. Fin dal 1949 Beit Lohamei Hagetaot, la Casa dei combattenti del Ghetto di Varsavia, a nord di Naharia, ha iniziato a raccogliere opere a tema. A Gerusalemme, Yad Vashem \u00e8 sorto un istituto a s\u00e9 stante, l\u2019 Holocaust Art Museum. Oggi le attuali frontiere della ricerca e dell\u2019accademia giudicano l\u2019arte una linea disciplinare tra le pi\u00f9 avanzate ed imprescindibile nello studio e soprattutto nella tutela della Memoria.\u201d<\/p>\n<p>Durante l\u2019incontro, ospitato nell\u2019aula Magna del Liceo, a<strong>nche gli studenti offriranno un loro contributo alla riflessione attraverso la simulazione di un processo alla razza<\/strong>, l\u2019esecuzione al violino della celebre colonna sonora di \u201cSchindler list\u201d, la critica all\u2019opera d\u2019arte \u201cLa crocifissione bianca\u201d di Chagall, opera che rappresenta proprio la sofferenza del popolo ebraico in seguito alle leggi razziali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; \u201cMemoria non \u00e8 ci\u00f2 che ricordiamo, ma quanto ci ricorda, \u00e8 un presente che non finisce mai di passare. Siamo noi la nostra memoria e nostra \u00e8 la responsabilit\u00e0 che ci assumiamo nei suoi confronti. 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