{"id":221989,"date":"2024-02-04T12:00:08","date_gmt":"2024-02-04T11:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=221989"},"modified":"2024-02-04T10:42:24","modified_gmt":"2024-02-04T09:42:24","slug":"uomini-autori-di-violenza-il-comportamento-cambia-la-repressione-non-basta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/uomini-autori-di-violenza-il-comportamento-cambia-la-repressione-non-basta\/","title":{"rendered":"Uomini autori di violenza, il comportamento cambia? La repressione non basta"},"content":{"rendered":"<p class=\"v1MsoNormal\">CATANZARO &#8211; <strong>Uno spazio di ascolto e trattamento psico-educativo rivolto a uomini maltrattanti.<\/strong> Un servizio di cui non si parla molto, in cui gli uomini, consapevoli di mettere in atto comportamenti di prevaricazione ed abuso nelle relazioni d&#8217;intimit\u00e0, hanno l&#8217;opportunit\u00e0, attraverso strategie mirate e specifiche, di modificare i loro stili comportamentali violenti. Nel 2016, ci ha pensato il <strong>Centro Calabrese di solidariet\u00e0 Ets<\/strong> a creare uno &#8220;spazio&#8221; dove sviluppare un servizio che da un primo impatto pu\u00f2 sembrare scomodo, ma che in realt\u00e0 vuole dare la possibilit\u00e0 agli autori di violenza di seguire un programma di trattamento, non come alternativa alla sentenza di condanna, ma come misura aggiuntiva volta a prevenire futura violenza.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Un argomento complesso e delicato al centro del convegno dal titolo <strong>&#8220;Uomini autori di violenza, il comportamento cambia?<\/strong>&#8220;, che si \u00e8 svolto nei giorni scorsi<b>\u00a0<\/b>nella sala conferenze del Centro Polivalente &#8220;Maurizio Rossi&#8221; in via Fontana Vecchia arricchito dagli interventi di\u00a0Giusy Pino, Assessore alle Politiche sociali &#8211; Comune di Catanzaro; Vincenzo Agosto; Presidente Ordine degli Avvocati; Francesco Iacopino, Presidente Camera Penale &#8220;A. Cantafora&#8221;; Laura Antonini, Presidente Tribunale di Sorveglianza; Carmela Tedesco, Consigliere Corte d&#8217;Appello Catanzaro.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Ad\u00a0aprire i lavori la presidente del Centro Calabrese di solidariet\u00e0,\u00a0<b>Isolina Mantelli<\/b>\u00a0che questo servizio ha fortemente voluto, anche vincendo qualche resistenza.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">&#8220;Si pu\u00f2 &#8216;guarire&#8217; dalla violenza \u2013 si chiede la presidente Mantelli \u2013 Quella dell&#8217;istituzione del servizio per uomini maltrattanti \u00e8 stata davvero una sfida, perch\u00e9 abbiamo anche dovuto affrontare il rifiuto iniziale degli operatori e la repulsione generalizzata nella societ\u00e0 verso coloro che commettono atti di violenza domestica. La difficolt\u00e0 di istituire tale servizio \u00e8 accentuata dalla mancanza di supporto regionale e dalla necessit\u00e0 di formazione esterna. Non potevamo non affrontare questa sfida visto che siamo votati a lavorare con varie forme di fragilit\u00e0, inclusa la tossicodipendenza, nonostante la difficolt\u00e0 derivante dalla repulsione sociale associata a tali situazioni. Sono certa che\u00a0\u00a0supereremo tutte le difficolt\u00e0: aiutare gli uomini maltrattanti richiede una profonda introspezione per comprendere la vera radice della violenza&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;assessore al Welfare del Comune di Catanzaro,\u00a0<b>Giusy Pino<\/b>, ha posto l&#8217;accento prima di tutto sull&#8217;importanza della collaborazione e dell&#8217;approccio integrato nella lotta contro la violenza di genere. &#8220;Il Centro calabrese di solidariet\u00e0 svolge un ruolo fondamentale in questo contesto, parliamo di un fenomeno complesso sia dal punto di vista sociale che strutturale \u2013 ha detto ancora Pino \u2013 \u00e8 necessario affrontare le radici culturali della violenza. La legislazione che, in passato, giustificava alcuni comportamenti violenti degli uomini nei confronti delle donne: l&#8217;evoluzione culturale e legislativa che ha portato a interventi pi\u00f9 mirati, non solo dopo la comunicazione della violenza, ma anche intervenendo preventivamente. Si deve intervenire nella matrice della violenza e il Centro calabrese di solidariet\u00e0 ha gli strumenti essenziali per bloccare il ciclo di abuso. Solo il 10% degli uomini che frequentano questi centri lo fa spontaneamente, mentre il resto viene indirizzato da professionisti o autorit\u00e0. E&#8217; fondamentale sostenere questi Centro per portare avanti politiche integrate e nel contribuire a un cambiamento culturale nella societ\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Dopo i saluti del presidente dell&#8217;Ordine degli avvocati,\u00a0<b>Vincenzo Agosto<\/b>\u00a0\u00e8 toccato alla responsabile del Centro Uomini Autori di Violenza entrare nel vivo della &#8220;mission&#8221;.\u00a0<b>Cristina Marino<\/b>, pedagogista e responsabile del CUAV (Centro Uomini Autori di Violenza) ha spiegato nel dettaglio gli aspetti del servizio gestito dal Centro Calabrese di Solidariet\u00e0 di Catanzaro. Il CUAV, in precedenza sotto altri acronimi ma con lo stesso intento, si occupa da sempre di creare relazioni sane e sostenere la genitorialit\u00e0 lavorando con i maltrattanti, persone che scelgono consapevolmente di modificare le proprie modalit\u00e0 comportamentali, fornendo loro l&#8217;opportunit\u00e0 di andare incontro alle relazioni interpersonali in ambito familiare in modo sano.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Il <strong>percorso presso il CUAV<\/strong> si sostanzia in pi\u00f9 step: <strong>si comincia con la valutazione di idoneit\u00e0 alla partecipazione al gruppo e con l&#8217;analisi di come si presenta l&#8217;uomo.<\/strong> Si prosegue, se ce ne sono i presupposti, con il contatto al partner, ed un&#8217;azione mirata ad informare la donna lesa da violenza dei sostegni a suo favore. Infine gli uomini vengono inseriti in un percorso psicoeducativo, della durata di almeno un anno.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">All&#8217;interno di questo percorso, \u00e8 presente anche un supporto di tipo legale, offerto dall&#8217;avvocato\u00a0<b>Pietro Marino,\u00a0<\/b>presente al dibattito con una personale testimonianza circa un caso vinto, da un caso di violenza familiare ad un percorso virtuoso. Marino parla di una &#8220;bugia bianca&#8221; con cui ha &#8220;spinto&#8221; un proprio cliente \u2013 un &#8220;maltrattante&#8221; \u2013 lungo questo percorso. Si parte da\u00a0un successo professionale dell&#8217;avvocato che al termine del dibattimento imperniato su un&#8217;accusa di maltrattamenti familiari ottiene l&#8217;assoluzione dell&#8217;assistito. In coscienza sa che sentenza e verit\u00e0 non collimano esattamente. E si chiede cosa sarebbe successo da l\u00ec in avanti in quel rapporto di coppia, in quella famiglia. Combattuto, si rivolge dapprima all&#8217;assistente spirituale e quindi al Centro calabrese di solidariet\u00e0: un lento ma costante progredire verso la presa in carico della violenza di genere ha portato ad un lieto fine nel rapporto familiare, anche se non \u00e8 sempre cos\u00ec.<\/p>\n<p>Sul tavolo, quindi, spunti e riflessioni che hanno animato confronto a pi\u00f9 voci, arricchito da autorevoli interventi, a partire da quello del presidente della Camera Penale, a\u00a0<b>Francesco Iacopino<\/b>. &#8220;La sensazione \u00e8 che il legislatore stia &#8220;lavorando a met\u00e0&#8221; &#8211; ha detto -. Non basta, a mio avviso, il solo atteggiamento repressivo, ma urge anche intervenire sul piano culturale e sociale. Non \u00e8, insomma, la sola penalit\u00e0 ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno&#8221;, ha esordito sottolineando l&#8217;approccio &#8220;amputato&#8221; della legge. Iacopino infatti critica il sovradosaggio penale come soluzione inefficace al problema complesso della violenza domestica, evidenziando il rischio di &#8220;falsi positivi&#8221; e l&#8217;uso strumentale della legge, con il potenziale smarrimento di situazioni reali tra le denunce. &#8220;Le legge ha ampliato le misure di prevenzione e rafforzato l&#8217;arsenale repressivo, specialmente nella fase cautelare \u2013 ha detto ancora &#8211; mancano indicazioni chiare e risorse nella fase esecutiva e nella prevenzione culturale: servono investimenti economici in queste aree&#8221;. Il presidente della Camera penale ha, quindi, concluso con l&#8217;auspicio che la riforma consideri il cambio di paradigma necessario per affrontare il problema della violenza domestica in modo pi\u00f9 efficace, promuovendo non solo l&#8217;aspetto punitivo ma anche interventi culturali e preventivi.<\/p>\n<p>La Consigliera della Corte d&#8217;Appello\u00a0<b>Carmela Tedesco<\/b>\u00a0ha espresso preoccupazione per l&#8217;escalation quotidiana di violenza, sottolineando che il problema non riguarda solo la violenza contro le donne, ma coinvolge anche bambini e anziani. Pur riconoscendo la seriet\u00e0 del problema, sottolinea la necessit\u00e0 di un approccio basato sul cambiamento e sulla rieducazione degli autori di violenza. Tedesco enfatizza &#8220;l&#8217;importanza delle parole e del cambiamento di prospettiva, il punto di partenza deve essere considerare l&#8217;uomo non come intrinsecamente violento, ma come qualcuno che usa la violenza. Come operatrice del diritto, suggerisce che il focus non dovrebbe limitarsi solo a una sentenza di condanna, ma dovrebbe includere anche percorsi di cambiamento per gli autori di violenza. Critica l&#8217;ipertrofia penale e suggerisce l&#8217;importanza di intervenire sulla prevenzione e sulla rieducazione. Serve, insomma, &#8220;un approccio maschile nella discussione sulla violenza contro le donne; \u00e8 necessario trattare gli autori di violenza per ridurre il rischio di recidiva. Riflettendo sulla Convenzione di Istanbul, Tedesco sottolinea che il legislatore italiano si \u00e8 concentrato principalmente sulla repressione, ma riconosce un cambiamento positivo nella legge 168 del 2023, che considera la prevenzione e il trattamento degli autori di reati maltrattanti. Sperando che la legge non rimanga inapplicata a causa della causa di invarianza finanziaria.<\/p>\n<p>Infine, la presidente del tribunale di sorveglianza,\u00a0<b>Laura Antonini<\/b>, ha evidenziato un aumento delle procedure legate a maltrattamenti in famiglia e ha discusso dell&#8217;importanza delle relazioni sociali e psicologiche nel valutare i casi, sottolineando la complessit\u00e0 della situazione quando si tratta di individui condannati per violenza di genere, con pene significative. &#8220;Nonostante relazioni sociali dettagliate e approfondite, la proposta finale \u00e8 spesso difficile da formulare, poich\u00e9 molti di questi soggetti appaiono ancora pericolosi \u2013 ha detto ancora -. Il punto \u00e8 che mancano le risorse a disposizione dello Stato, specialmente nei centri antiviolenza in Calabria, ma anche per la realizzazione di progetti: \u00e8 importante agire con la formazione nelle scuole per creare individui maturi e consapevoli, famiglia e la scuola in questo processo hanno precise responsabilit\u00e0&#8221;. E nell&#8217;esprimere preoccupazione per il periodo difficile che la societ\u00e0 sta attraversando, la presidente Antonini ha concluso con sentito ringraziamento al Centro Calabrese di Solidariet\u00e0, considerandolo un segno di speranza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; Uno spazio di ascolto e trattamento psico-educativo rivolto a uomini maltrattanti. 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