{"id":222191,"date":"2024-02-04T09:07:52","date_gmt":"2024-02-04T08:07:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=222191"},"modified":"2024-02-04T10:25:07","modified_gmt":"2024-02-04T09:25:07","slug":"frittole-scarafuagli-e-sua-maesta-la-quadara-una-delle-piu-antiche-tradizioni-contadine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/frittole-scarafuagli-e-sua-maesta-la-quadara-una-delle-piu-antiche-tradizioni-contadine\/","title":{"rendered":"Frittole, scarafuagli e &#8220;quadara&#8221;: da scarti a prelibatezze. L&#8217;antica tradizione del maiale in Calabria"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Frittole, scarafuagli e quadara: quando la tradizione diventa delizia. Per secoli <strong>il maiale ha rappresentato la dispensa dei calabresi<\/strong> e non solo: nelle pi\u00f9 antiche della tradizioni contadine della nostra regione con la macellazione del maiale, rigorosamente fatta in casa, era <strong>un rito antico al quale partecipava tutta la famiglia<\/strong>. L&#8217;uccisione del maiale risale ad un&#8217;antichissima usanza, <strong>al sacrificio del Romani agli antichi Lari, protettori della casa<\/strong>.<\/p>\n<p>Era anche<strong> il giorno dell&#8217;abbondanza e dell&#8217;allegria per i ceti pi\u00f9 modesti<\/strong> in cui il lavoro sapiente delle donne nel preparare la carne, assicurava le provviste di vario tipo per tutto l&#8217;anno. Un vero e profondo significato culturale che rafforzava anche i legami familiari e comunitari, mantenendo vive le tradizioni che hanno radici profondissime nella storia della regione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-222238 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Quadara1.jpg\" alt=\"\" width=\"533\" height=\"351\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Quadara1.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Quadara1-300x198.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Quadara1-768x506.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Quadara1-150x99.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Quadara1-696x458.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Quadara1-638x420.jpg 638w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Quadara1-741x486.jpg 741w\" sizes=\"auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px\" \/><\/p>\n<h3>Nella Quadara: Da scarti del maiale a prelibatezze<\/h3>\n<p>Una vera e propria festa, che culminava con la preparazione della <strong>&#8220;quadara&#8221; e delle frittole<\/strong>. Una prelibatezza utilizzando<strong> le parti meno nobili del maiale<\/strong> e con tutto ci\u00f2 che rimaneva: dal muso alle orecchie, dai piedi alla coda. <strong>Considerati scarti da molti,<\/strong> vengono trasformati in una <strong>delizia gustosa e unica attraverso una serie di passaggi magistrali<\/strong> e una lunga preparazione. Ancora oggi, nonostante l&#8217;evoluzione e lo scandire del tempo, le frittole di maiale rappresentano <strong>un viaggio nel cuore della nostra regione<\/strong>, dove la cucina diventa un&#8217;espressione tangibile della storia, della cultura e dell&#8217;identit\u00e0. Attraverso questo piatto, si possono assaporare secoli di tradizione, passione e impegno.<\/p>\n<h3>Frittole: promosse anche da Cracco, Cortellesi e Albanese<\/h3>\n<p>Le frittole di maiale \u201c<strong>del quale non si butta via mai nulla<\/strong>\u201d disse Carlo Cracco che assaggi\u00f2 questo piatto tipico, insieme alla Cortellesi e Antonio Albanese durante la puntata girata in Sila della trasmissione<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/meraviglie-della-sila-cracco-e-cortellesi-stregati-da-cibo-e-natura-nella-serie-tv-dinner-club\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Dinner Club<\/a>. Il giudizio fu pi\u00f9 che positivo. La \u201cquadara\u201d per gustare quello che resta del maiale fu particolarmente approvata anche da <strong>Antonio Albanese che ne apprezz\u00f2 in particolare le orecchie<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-222237 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Frittole.jpg\" alt=\"\" width=\"346\" height=\"461\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Frittole.jpg 600w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Frittole-225x300.jpg 225w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Frittole-150x200.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Frittole-300x400.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Frittole-315x420.jpg 315w\" sizes=\"auto, (max-width: 346px) 100vw, 346px\" \/><\/p>\n<h3>Sua maest\u00e0 la quadara<\/h3>\n<p>Nelle tradizioni pi\u00f9 antiche dei paesi calabresi, la quadara si prepara alla fine di una lunga giornata e dopo aver macellato e sistemato le parti nobili del maiale. <strong>Un grande pentolone<\/strong> di rame <strong>unto con la pelle del costato<\/strong>. Si riempie con <strong>la sugna ovvero i grassi rimanenti del maiale<\/strong> e si aggiungo man mano <strong>i gamboni, i piedi, le orecchie, la coda, il muso, le frittole (ovvero le cotenne), i reni, il cuore, la lingua, la pancia del maiale e la pancia<\/strong>.<\/p>\n<p>La <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/provincia\/476740-al-via-il-raduno-dei-circoli-enogastronomici-ditalia-ospiti-della-frittola-la-quadara\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quadara<\/a>, a questo punto, viene messa sul fuoco e si aggiunge dell&#8217;<strong>acqua salata e portata a bollore<\/strong>. Con un mestolo di legno si inizia a rimestare, facendo amalgamare la &#8220;sugna&#8221; con i pezzi di maiale. Qui, tra un bicchiere di buon vino e l&#8217;unione di tutta la famiglia, inizia <strong>una lunghissima cottura pu\u00f2 variare dalle 6 alle 8 ore.<\/strong> Man mano i pezzi arrivano a cottura, <strong>vengono rimossi dalla &#8220;quadara&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-222240 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Scarafuagli.jpg\" alt=\"\" width=\"395\" height=\"526\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Scarafuagli.jpg 1536w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Scarafuagli-225x300.jpg 225w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Scarafuagli-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Scarafuagli-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Scarafuagli-150x200.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Scarafuagli-300x400.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Scarafuagli-696x928.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Scarafuagli-1068x1424.jpg 1068w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Scarafuagli-315x420.jpg 315w\" sizes=\"auto, (max-width: 395px) 100vw, 395px\" \/><\/p>\n<h3>Gli scarafuagli: delizia sul pane o fritti nell&#8217;uovo<\/h3>\n<p>Sul fondo della quadara, a fine cottura, <strong>si depositano piccoli pezzetti di carne<\/strong> che, insieme al grasso rimanente poi v<strong>engono conservati in vasetti di vetro<\/strong>\u00a0e ricoperti da una piccola parte del grasso di maiale sciolto. Sono i ciccioli di maiale, i frisuragli, <strong>o come vengono chiamati a Cosenza gli scarafuagli<\/strong>. Deliziosi su pane e crostini, nelle pitte calabresi o fritti con le uova e arricchita con del peperoncino in scaglie.<\/p>\n<h3>L&#8217;inno al maiale nei versi di Michele De Marco<\/h3>\n<p>Il poeta <strong>Michele De Marco, in arte \u201cCiardullo\u201d,<\/strong> scriveva cos\u00ec del rito del maiale e della gioia nel ritrovarsi a gustare le prelibatezze e non gradite all&#8217;alta borghesia:<\/p>\n<p>\u00ab Porcu&#8230; Gioia, ricchizza d&#8217;ogne casa,<br \/>\ngrannizza vera, pumpusia frunuta!\u00bb&#8230;<br \/>\nCCu lu filiettu mpacchi la prima&#8217;asa<br \/>\nla fragagiella, mo cce v\u00f2, t&#8217;aiuta!&#8230;<br \/>\nE all&#8217;aurtimu, quatr\u00e0, cc&#8217;\u00e8 la quadara!&#8230;<br \/>\nCchi cc&#8217;\u00e8 allu munnu chi ssa cosa appara?!<\/p>\n<p>Chine frittula ha dittu, ha dittu quantu de chi biellu cce sta sutta lu sule!<br \/>\nNun cc&#8217;\u00e8 bisuognu, no, ca vi l&#8217;avantu:<br \/>\nl&#8217;avantu si lu porta sule, sule!<br \/>\nCchi bellizza chi s\u00f9!Cce chiecchiarii?! Duve te cali cali te recrii!<\/p>\n<p>&#8216;A frittulilla \u00e8 grassa? E cce nsapuri!<br \/>\nCcu le corijellu ti cce fai la vucca!<br \/>\nCcu le chiavi e ncasi la pirucca!<br \/>\nPue la ntecuzza ccu la nzalatella!&#8230;<br \/>\nCchi barsamu chi s\u00f9, cchi cosa bella!<\/p>\n<p>E dire ca cce s\u00f9 ssi munni munni<br \/>\ncerti scangierri, oh Dio, nsignurinati,<br \/>\nsurchiati, mprillicati, filiunni,<br \/>\nchi stuarcdiu l&#8217;uocchi e far\u00f9 li stuffati:<br \/>\n\u00abCibo pacchiano, oh! Dio per carit\u00e0,<br \/>\ncome si mangia, cia come si fa!&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Ah! chi ve vuolu fare a li jimbielli,<br \/>\nmalanova v&#8217;accucchi, mienzi spiti!<br \/>\n\u00abCche vi pranzate voi? Latte d&#8217;aggielli?!<br \/>\nE gi\u00e0, ppe chissu siti culuriti,<br \/>\nforse maluacchiu, cumu la jinostra!&#8230;<br \/>\nCibo pacchiano?! Ih! malanova vostra!\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Frittole, scarafuagli e quadara: quando la tradizione diventa delizia. Per secoli il maiale ha rappresentato la dispensa dei calabresi e non solo: nelle pi\u00f9 antiche della tradizioni contadine della nostra regione con la macellazione del maiale, rigorosamente fatta in casa, era un rito antico al quale partecipava tutta la famiglia. 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