{"id":22235,"date":"2013-05-14T12:35:21","date_gmt":"2013-05-14T10:35:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=22235"},"modified":"2023-01-17T13:19:53","modified_gmt":"2023-01-17T12:19:53","slug":"8691-la-costa-di-paola-e-dei-serpa-tutto-sotto-sequestro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8691-la-costa-di-paola-e-dei-serpa-tutto-sotto-sequestro\/","title":{"rendered":"La costa di Paola \u00e8 dei Serpa, tutto sotto sequestro"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Abusivismo e &#8216;ndrangheta. Il litorale paolano non \u00e8 dello Stato, ma del clan Serpa.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ottocentomila euro di immobili realizzati su un&#8217;area di demanio pubblico sono stati sequestrati dagli agenti dell&#8217;Ufficio Anticrimine del Commissariato di Paola. La zona sottoposta a vincoli ambientali e paesaggistici nei pressi del torrente Isca pare fosse stata impudentemente occupata dai familiari di Serpa. Gli intestatari degli immobili infatti risultano essere i proprietari dell&#8217;impresa edile IF.BAU, Antonio e Vincenzo Serpa padre e figlio rispettivamente fratello e nipote di Nella Serpa la donna attualmente detenuta presso il penitenziario di Castrovillari ritenuta reggente dell&#8217;omonima cosca del paolano capeggiata dal boss Mario Serpa anch&#8217;egli sottoposto alla restrizione carceraria. Un legame parenterale che non lascia alcun dubbio agli inquirenti che da un&#8217;attenta disamina di un volume enorme di documentazione amministrativa e giudiziaria hanno appurato che, circa un decennio fa, Vincenzo Serpa, ovvero il &#8216; Serpa Senior&#8217; padre di Antonio, ora deceduto, era stato condannato con sentenze irrevocabili per l&#8217;occupazione dell&#8217;area oggi sequestrata e per la realizzazione di manufatti abusivi, con ordine di demolizione delle opere e ripristino dello stato dei luoghi. Un&#8217;ordine mai esguito, anzi di fatto ignorato. Da allora infatti gli indagati pur non possedendone i titoli avrebbero proseguito nell&#8217; occupazione del suolo pubblico realizzandovi nuove opere edilizie ed ubicandovi addirittura anche la sede dell&#8217;impresa edile IF BAU. Insomma invece di abbandonare il litorale i Serpa avrebbero continuato a lavorare nella zona ampliando le strutture apportandovi ammodernamenti e migliorie, indisturbati. Gli accertamenti investigativi hanno evidenziato come la condotta arbitraria dei Serpa avrebbero deturpato l&#8217;ambiente circostante costruendo sul torrente Isca, dopo averne deviato il corso, manufatti abusivi. Il Procuratore della Repubblica di Paola, Bruno Giordano, a conclusione delle indagini ha quindi richiesto il sequestro a carico dei Serpa, accolto dal Gip del Tribunale di Paola, Nicoletta Campanaro. Gli indagati dovranno ora rispondere, a vario titolo, di reati che vanno dal danneggiamento aggravato alla deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi; dall&#8217;invasione di terreni al deturpamento di acque, terreni e fondi destinati ad uso pubblico. Agli stabili sono stati immediatamente apposti i sigilli. La magistratura ha disposto la recinzione di tutta l&#8217;area senza concederne la facolta&#8217; d&#8217;uso agli indagati. Ulteriori indagini sono in corso da parte del Commissariato che, durante le operazioni di sequestro, ha individuato un&#8217;altra zona adiacente a quella sequestrata, sempre di pertinenza dei Serpa, sulla quale e&#8217; stato effettuato, senza alcuna autorizzazione, uno sbancamento, a ridosso del centro abitato di Paola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Abusivismo e &#8216;ndrangheta. 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