{"id":222643,"date":"2024-02-07T19:04:31","date_gmt":"2024-02-07T18:04:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=222643"},"modified":"2024-02-07T19:04:31","modified_gmt":"2024-02-07T18:04:31","slug":"sanita-e-fuga-dalla-calabria-per-farsi-curare-il-43-dei-malati-oncologici-sceglie-il-centro-nord","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/sanita-e-fuga-dalla-calabria-per-farsi-curare-il-43-dei-malati-oncologici-sceglie-il-centro-nord\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0: \u00e8 fuga dalla Calabria per farsi curare. Il 43% dei malati oncologici sceglie il Centro-nord"},"content":{"rendered":"<p>COSNEZA &#8211; Una vera e propria fuga dalla Calabria per farsi curare. Nella nostra regione la pi\u00f9 bassa spesa sanitaria per abitante ed siamo ultimi anche per prevenzione oncologica. Queste le principali considerazioni emerse dal <strong>Report SVIMEZ \u201cUn Paese, due cure. I divari Nord-Sud nel diritto alla salute\u201d,\u00a0 <\/strong>presentato oggi a Roma in collaborazione con <strong>Save the Children<\/strong>. Il <a href=\"https:\/\/lnx.svimez.info\/svimez\/un-paese-due-cure-2\/\" rel=\"noopener\">Report<\/a>, pubblicato nell\u2019ultimo numero di Informazioni Svimez, curato da Luca Bianchi, Serenella Caravella e Carmelo Petraglia, offre una fotografia delle condizioni territoriali del SSN al quale si rivolgono i cittadini per le cure.<\/p>\n<h3>Fuga dalla Calabria per farsi curarsi<\/h3>\n<p>La \u201c<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Il-report-Svimez.pdf\">fuga\u201d dal Sud<\/a> per ricevere assistenza in strutture sanitarie del Centro e del Nord, soprattutto per le patologie pi\u00f9 gravi. Nel 2022, dei 629 mila migranti sanitari (volume di ricoveri), il 44% era residente in una regione del Mezzogiorno. Per le patologie oncologiche, 12.401 pazienti meridionali, pari <strong>al 22% del totale dei pazienti, si sono spostati per ricevere cure in un SSR del Centro o del Nord nel 2022<\/strong>. Solo 811 pazienti del Centro-Nord (lo 0,1% del totale) hanno fatto il viaggio inverso. <strong>\u00c8 la Calabria a registrare l\u2019incidenza pi\u00f9 elevata di migrazioni: il 43% dei pazienti si <\/strong><strong>rivolge a strutture sanitarie di Regioni non confinanti<\/strong>. Seguono Basilicata (25%) e Sicilia (16,5%). Al<br \/>\nSud, i servizi di prevenzione e cura sono dunque pi\u00f9 carenti, minore la spesa pubblica sanitaria, pi\u00f9 lunghe le distanze da percorrere per ricevere assistenza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-222646\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Mobilita-oncologica.jpg\" alt=\"Mobilit\u00e0 oncologica\" width=\"1263\" height=\"695\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Mobilita-oncologica.jpg 1263w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Mobilita-oncologica-300x165.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Mobilita-oncologica-1024x563.jpg 1024w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Mobilita-oncologica-768x423.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Mobilita-oncologica-150x83.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Mobilita-oncologica-696x383.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Mobilita-oncologica-1068x588.jpg 1068w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Mobilita-oncologica-763x420.jpg 763w\" sizes=\"auto, (max-width: 1263px) 100vw, 1263px\" \/><\/p>\n<p>Save the Children evidenzia numeri crescenti anche nelle migrazioni sanitarie pediatriche da Sud verso il Centro-Nord, segno di carenze o di sfiducia nel sistema sanitario delle regioni del Mezzogiorno: l\u2019indice di fuga \u2013 ovvero il numero di pazienti pediatrici che vanno a farsi curare in una regione diversa da quella di residenza \u2013 nel 2020 si attesta in media all\u20198,7% a livello nazionale, con differenze territoriali che vanno dal 3,4% del Lazio al 43,4% del Molise, il 30,8% della Basilicata, il 26,8% dell\u2019Umbria e il <strong>23,6% della Calabria<\/strong>. In particolare, un terzo dei bambini e degli adolescenti si mette in viaggio dal Sud per ricevere cure per disturbi mentali o neurologici, della nutrizione o del metabolismo nei centri specialistici convergendo principalmente a Roma, Genova e Firenze, sedi di Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) pediatrici.<\/p>\n<h3>In Calabria la pi\u00f9 bassa spesa sanitaria per abitante<\/h3>\n<p>I divari territoriali sono aumentati in un contesto di generalizzata debolezza del Sistema Sanitario che, nel confronto europeo, risulta sottodimensionato per stanziamenti di risorse pubbliche (in media 6,6% del PIL contro il 9,4% di Germania e l\u20198,9% di Francia), a fronte di un contributo privato comparativamente elevato (24% della spesa sanitaria complessiva, quasi il doppio di Francia e Germania). Dai dati regionalizzati di spesa sanitaria (di fonte Conti Pubblici territoriali) risultano livelli di spesa per abitante, corrente e per investimenti, mediamente pi\u00f9 contenuti nelle regioni meridionali.<\/p>\n<p>A fronte di una media nazionale di 2.140 euro, <strong>la spesa corrente pi\u00f9 bassa si registra in Calabria (1.748 euro)<\/strong>, Campania (1.818 euro), Basilicata (1.941 euro) e Puglia (1.978 euro). <strong>Per la <\/strong><strong>parte di spesa in conto capitale, i valori pi\u00f9 bassi si ravvisano in Campania (18 euro), Lazio (24 euro) e Calabria (27 euro),<\/strong> mentre il dato nazionale si attesta su una media di 41 euro. Il monitoraggio LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), che offre un quadro delle differenze nell\u2019efficacia e qualit\u00e0 delle prestazioni fornite dai diversi SSR, fa emergere i deludenti risultati del Sud: 5 regioni del Mezzogiorno risultano inadempienti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-222647 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Lea.jpg\" alt=\"Lea\" width=\"589\" height=\"320\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Lea.jpg 1264w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Lea-300x163.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Lea-1024x556.jpg 1024w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Lea-768x417.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Lea-150x81.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Lea-696x378.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Lea-1068x580.jpg 1068w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Lea-774x420.jpg 774w\" sizes=\"auto, (max-width: 589px) 100vw, 589px\" \/><\/p>\n<h3>700mila persone al Sud in povert\u00e0 sanitaria<\/h3>\n<p>In base alle recenti valutazioni del CREA (Centro per la ricerca economica applicata in sanit\u00e0), sono i<strong>l 6,1% le famiglie italiane in povert\u00e0 sanitaria,<\/strong> perch\u00e9 hanno riscontrato difficolt\u00e0 o hanno rinunciato a sostenere spese sanitarie. Nel Mezzogiorno la quota la povert\u00e0 sanitaria riguarda l\u20198% dei nuclei familiari, una percentuale doppia rispetto al 4% del Nord-Est (5,9% al Nord-Ovest, 5% al Centro).<\/p>\n<h3>Speranza di vita minore al Sud: pi\u00f9 alta anche la mortalit\u00e0 per tumore<\/h3>\n<p><strong> Il Mezzogiorno,<\/strong> s<strong>econdo gli indicatori BES (Benessere Equo e Sostenibile) sulla salute, \u00e8 l\u2019area del Paese caratterizzata dalle peggiori condizioni di salute.<\/strong> Gli indicatori relativi alla speranza di vita mostrano un differenziale territoriale marcato e crescente negli anni: nel 2022, la speranza di vita alla nascita per i cittadini meridionali era di 81,7 anni, 1,3 anni in meno del Centro e del NordOvest, 1,5 rispetto al Nord-Est. Analoghi differenziali sfavorevoli al Sud si osservano per la mortalit\u00e0 evitabile causata da deficit nell\u2019assistenza sanitaria e nell&#8217;offerta di servizi di prevenzione. Il tasso di mortalit\u00e0 per tumore \u00e8 pari al 9,6 per 10 mila abitanti per gli uomini rispetto a circa l\u20198 del Nord. \u00c8<br \/>\ncresciuto il divario per le donne: 8,2 al Sud con meno del 7 al Nord; nel 2010 i due dati erano allineati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-218367 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/emigrazione-sanitaria.jpg\" alt=\"emigrazione-sanitari\" width=\"559\" height=\"346\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/emigrazione-sanitaria.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/emigrazione-sanitaria-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/emigrazione-sanitaria-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/emigrazione-sanitaria-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/emigrazione-sanitaria-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/emigrazione-sanitaria-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/emigrazione-sanitaria-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 559px) 100vw, 559px\" \/><\/p>\n<h3>La Calabria regione con meno prevenzione oncologica<\/h3>\n<p>Secondo le valutazioni dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 (ISS), nel biennio 2021-2022, in Italia circa il 70% delle donne di 50-69 anni si \u00e8 sottoposta ai <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/area-urbana\/cosenza\/tumori-in-crescita-ma-la-calabria-non-garantisce-lo-screening-oltre-la-meta-dei-decessi-nel-cosentino\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">controlli<\/a>: circa due su tre lo ha fatto aderendo ai programmi di screening gratuiti. La copertura complessiva \u00e8 dell\u201980% al Nord, del 76% al Centro, ma scende ad appena il 58% nel Mezzogiorno. La prima regione per copertura \u00e8 il Friuli-Venezia Giulia (87,8%);<strong> l\u2019ultima \u00e8 la Calabria, dove solamente il 42,5% delle donne di 50-69 anni si \u00e8 <\/strong><strong>sottoposto ai controlli<\/strong>. I dati relativi agli screening organizzati dai SSR confermano i profondi divari regionali nell\u2019offerta di servizi che dovrebbero essere garantiti in maniera uniforme in quanto compresi tra i LEA. La quota di donne che ha avuto accesso a screening organizzati oscilla tra valori compresi tra il 63 e il 76% in Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, P.A. di Trento,<br \/>\nUmbria e Liguria e circa il 31% in Abruzzo e Molise. Le quote pi\u00f9 basse si registrano in Campania (20,4%) e<strong> in Calabria, dove le donne che hanno effettuato screening promossi dal Servizio Sanitario <\/strong><strong>sono appena l\u201911,8%,<\/strong> il dato pi\u00f9 basso in Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSNEZA &#8211; Una vera e propria fuga dalla Calabria per farsi curare. Nella nostra regione la pi\u00f9 bassa spesa sanitaria per abitante ed siamo ultimi anche per prevenzione oncologica. Queste le principali considerazioni emerse dal Report SVIMEZ \u201cUn Paese, due cure. 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