{"id":223008,"date":"2024-02-12T20:26:49","date_gmt":"2024-02-12T19:26:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=223008"},"modified":"2024-02-13T14:38:48","modified_gmt":"2024-02-13T13:38:48","slug":"scoperto-in-calabria-uno-dei-meteoriti-piu-rari-del-mondo-e-una-sferetta-di-quasicristallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/scoperto-in-calabria-uno-dei-meteoriti-piu-rari-del-mondo-e-una-sferetta-di-quasicristallo\/","title":{"rendered":"Scoperto in Calabria uno dei meteoriti pi\u00f9 rari del mondo: \u00e8 una sferetta di quasicristallo"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; <strong>Scoperto in Italia uno dei meteoriti pi\u00f9 rari mai visti.<\/strong> E&#8217; infatti il terzo a contenere una rarissima lega di alluminio e rame e il secondo con <strong>un quasicristallo<\/strong> di origine naturale, ossia un materiale considerato &#8216;impossibile&#8217; perch\u00e9, <strong>a differenza dei normali cristalli, la sua struttura segue schemi che non si ripetono mai. \u00a0Il micrometeorite \u00e8 stata trovata sul Monte Gariglione, nella<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/provincia\/sila-la-montagna-per-tutte-le-stagioni-incoming-tra-buyers-giornalisti-e-operatori-turistici\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Sila catanzarese<\/a> in Calabria, da un collezionista che ha deciso di spedirla agli studiosi dell\u2019Universit\u00e0 di Bari per indagare sulla natura di questo oggetto apparentemente inspiegabile.<\/strong><\/p>\n<p>Descritto sulla rivista Communications Earth &amp; Environment dalla ricerca italiana guidata da Giovanna Agros\u00ec, docente di Mineralogia dell&#8217;Universit\u00e0 di Bari, il meteorite \u00e8 una minuscola sferetta ed \u00e8 stato scoperto in Calabria, sul Monte Gariglione.<\/p>\n<p>Lo ha trovato un collezionista, attratto dall&#8217;insolita lucentezza metallica, che lo ha poi spedito all&#8217;Universit\u00e0 di Bari. <strong>Qui le analisi hanno confermato l&#8217;origine extraterrestre della sferetta, attualmente conservata nel Museo di Scienze della Terra dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.uniba.it\/it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Universit\u00e0 di Bari<\/a><\/strong>. Con Agrosi hanno collaborato allo studio i ricercatori del dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell&#8217;Universit\u00e0 di Bari (Daniela Mele, Gioacchino Tempesta e Floriana Rizzo), il dipartimento di Scienze della Terra dell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze (Luca Bindi e Tiziano Catelani) e l&#8217;Agenzia Spaziale Italiana, con Paola Manzari. Bindi, in particolare, ha scoperto un quasicristallo in uno dei meteoriti conservati nel museo di Storia Naturale dell&#8217;universit\u00e0 di Firenze e le sue ricerche hanno permesso di confermate che i quasicristalli, la cui scoperta \u00e8 stata premiata nel 2011 con il Nobel per la Chimica, sono un nuovo tipo di materia a tutti gli effetti.<\/p>\n<h3><strong>La scoperta in Calabria<\/strong><\/h3>\n<p>&#8220;Fu Dan Shechtman, poi premiato nel 2011 con un Nobel per le sue scoperte, a studiarne negli anni &#8217;80 la struttura, che li rende preziosi anche per applicazioni in vari settori industriali. Quindici anni fa, fui proprio io &#8211; ha detto Bindi &#8211; a scoprire che tale materiale esisteva anche in natura, grazie all&#8217;individuazione del primo quasicristallo in un campione appartenente alla meteorite Khatyrka, conservato nel museo di Storia Naturale dell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze&#8221;. <strong>Questa seconda meteorite con dei quasicristalli scoperta in Calabria si trovava quindi a migliaia di chilometri dal primo ritrovamento.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Lo<strong> sviluppo delle scienze planetarie in Italia meridionale<\/strong> \u00e8 un punto su cui abbiamo sempre creduto e questa scoperta dimostra come il contributo degli studi geologico-mineralogici siano essenziali per il progresso delle conoscenze sul nostro Sistema Solare&#8221;, ha osservato Agros\u00ec.<\/p>\n<h3><strong>Una lega anomala che apre nuovi scenari scientifici<\/strong><\/h3>\n<p>Per Paola Manzari, dell&#8217;unit\u00e0 di Coordinamento ricerca e alta formazione del Centro Spaziale di Matera dell&#8217;Asi, &#8220;i risultati di questa ricerca mostrano che<strong> esiste un universo ancora ignoto di fasi mineralogiche<\/strong> alla nanoscala nei materiali di origine extraterrestre, che riesce ancora a sorprenderci. La scoperta di questa lega anomala in una matrice condritica insieme alla presenza dei quasicristalli, apre nuovi scenari sulle origini del materiale originario da cui si \u00e8 staccato il frammentino e fornisce nuovi elementi per comprendere i meccanismi di formazione del Sistema Solare&#8221;.<\/p>\n<p>Anche secondo Giuseppe Mastronuzzi, direttore del dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell&#8217;Universit\u00e0 di Bari, &#8220;la scoperta \u00e8 importantissima non solo per le scienze mineralogiche e planetarie, ma per la fisica e la chimica dello stato solido; essa dimostra ancora una volta &#8211; ha aggiunto &#8211; che i quasicristalli possono formarsi spontaneamente in natura e, soprattutto, rimanere stabili per tempi geologici&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Scoperto in Italia uno dei meteoriti pi\u00f9 rari mai visti. 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