{"id":223736,"date":"2024-02-21T14:30:20","date_gmt":"2024-02-21T13:30:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=223736"},"modified":"2024-02-21T14:11:18","modified_gmt":"2024-02-21T13:11:18","slug":"imboscati-in-sanita-opi-cosenza-una-mortificazione-ce-bisogno-di-una-ricognizione-del-personale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/imboscati-in-sanita-opi-cosenza-una-mortificazione-ce-bisogno-di-una-ricognizione-del-personale\/","title":{"rendered":"Imboscati in sanit\u00e0: Opi Cosenza \u00abuna mortificazione, c\u2019\u00e8 bisogno di una ricognizione del personale\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; \u00ab\u201cImboscati\u201d \u00e8 un termine che onestamente mortifica qualunque tipologia di lavoratore. <strong>Generalizzare non fa altro che porre tutto sullo stesso piano<\/strong>. Semmai c\u2019\u00e8 <strong>bisogno di una ricognizione seria del personale<\/strong> ed una eventuale <strong>ricollocazione<\/strong> per le competenze acquisite; noi su questo abbiamo detto la nostra pi\u00f9 volte e non possiamo che esserne felici ma in questo momento c&#8217;\u00e8 la necessit\u00e0 di dare risposte ai bisogni dei cittadini e soprattutto di reclutare personale sanitario. Sarebbe il caso di pensare una mobilit\u00e0 extra regionale per poter far rientrare tutti quei colleghi che non ce la fanno pi\u00f9 a sostenere le spese per il caro vita nelle altre regioni e che vorrebbero tornare in Calabria. Utilizzare le graduatorie esistenti per dare ossigeno ai lavoratori\u00bb. E&#8217; quanto afferma <strong>Fausto Sposato, presidente dell\u2019Opi Cosenza<\/strong>, che entra nel merito delle polemiche di questi giorni e tenta di indicare la strada migliore da percorrere.<\/p>\n<p>\u00abIntanto dobbiamo dire che utilizzare il <strong>termine \u201cimboscati\u201d nella sanit\u00e0 non sembra appropriato<\/strong> perch\u00e9 nell\u2019immaginario collettivo si pensa a qualcuno che non ha voglia di fare nulla. Non \u00e8 esattamente cos\u00ec. Ad onor del vero, per\u00f2, bisogna dire che <strong>molto personale sanitario \u00e8 stato utilizzato in altre mansioni<\/strong> proprio per carenza di personale amministrativo ma che oggi, a distanza di tempo, \u00e8 diventato indispensabile per quel servizio\u00bb chiarisce Sposato.<\/p>\n<p>Per il presidente degli infermieri \u00abbisognerebbe chiedere alle aziende di cambiare o modificare il profilo a questo tipo di personale che svolge un lavoro diverso rispetto al profilo di assunzione. Addirittura in categorie diverse che non appartengono, probabilmente, al ruolo sanitario. Perch\u00e9 succede questo?\u00bb.<\/p>\n<p>Per Fausto Sposato il motivo \u00e8 evidente: \u00ab<strong>molti hanno delle limitazioni perch\u00e9 abbiamo una categoria di operatori sanitari anziani<\/strong>, soprattutto gli <strong>infermieri<\/strong> sopra i cinquantadue anni: <strong>questa \u00e8 la media nazionale<\/strong>. Per cui diventa normale il manifestarsi di alcune limitazioni\u201d, ammette il presidente. Non tanto per difendere la categoria ma a \u201ctutela di quegli operatori che hanno delle limitazioni reali, per cui basterebbe fare una <strong>ricognizione seria del personale e ricollocare cambiandone il profilo<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019Opi \u00e8 convinta che, laddove avvenisse, si scoprirebbe che \u00abavremo meno bisogno di personale amministrativo, meno bisogno di personale tecnico ma pi\u00f9 bisogno di personale sanitario, di infermieri, di medici, di tecnici sanitari e di operatori di supporto\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Resta il gap di fondo, mancano 3mila infermieri\u00a0<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abQuasi <strong>ottomila unit\u00e0 in meno di operatori nella sanit\u00e0 pubblica<\/strong>. <strong>Infermieri<\/strong>? Ne <strong>mancano pi\u00f9 di tremila<\/strong> per poter garantire anche l&#8217;assistenza domiciliare e poter mettere in atto quanto previsto dal decreto ministeriale settantasette e dal PNRR per aprire gli ospedali di comunit\u00e0 ad esempio\u00bb.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 il \u00abpersonale \u00e8 stanco, lo ribadiamo ancora una volta, non solo per il carico di lavoro ma anche delle <strong>aggressioni<\/strong> che subiscono da pazienti e da parenti di pazienti. Ma anche di quei personaggi che si rivolgono agli ospedali e poi si scagliano contro, fomentati da chi vede negli operatori della Sanit\u00e0 pubblica gli unici responsabili di questo degrado. Gli infermieri sono stati sempre in prima linea. Gli infermieri continueranno ad essere in prima fila ma gli infermieri cercano risposte ancora oggi a quelli che sono i nuovi percorsi da attivare anche negli ospedali. Abbiamo infermieri che hanno capacit\u00e0 manageriali, che potrebbero gestire molti processi e fare in modo di recuperare altre figure professionali. Ci aspettiamo di essere convocati ai tavoli per poter dire anche la nostra\u00bb.<\/p>\n<p>Ad ogni modo conclude Sposato \u00absi metta <strong>ognuno al proprio posto<\/strong>, nel rispetto delle competenze acquisite che oggi sono un patrimonio anche per la stessa azienda. In ultimo ci piacerebbe che gli <strong>utenti<\/strong> che beneficiano delle competenze e delle prestazioni dei sanitari avessero <strong>maggiore rispetto<\/strong> di chi, in quel momento, sta cercando di dare risposte ai bisogni dei pazienti e sostegno alle moltitudine di richieste da parte dei parenti\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; \u00ab\u201cImboscati\u201d \u00e8 un termine che onestamente mortifica qualunque tipologia di lavoratore. Generalizzare non fa altro che porre tutto sullo stesso piano. 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