{"id":224576,"date":"2024-03-03T20:00:32","date_gmt":"2024-03-03T19:00:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=224576"},"modified":"2024-03-03T16:28:52","modified_gmt":"2024-03-03T15:28:52","slug":"negli-enti-locali-piu-laureate-rispetto-ai-maschi-ma-dirigenti-solo-il-41-calabria-in-controtendenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/negli-enti-locali-piu-laureate-rispetto-ai-maschi-ma-dirigenti-solo-il-41-calabria-in-controtendenza\/","title":{"rendered":"Negli enti locali pi\u00f9 laureate rispetto ai maschi ma dirigenti solo il 41%: Calabria in controtendenza"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; La storia non cambia ed \u00e8 sempre la stessa. Negli enti locali regioni, province e comuni italiani le donne laureate soano quasi il doppio rispetto ai colleghi uomini (102.675 contro 50.831), ma <strong>rivestono solo il 41% dei ruoli di maggiore prestigio e responsabilit\u00e0<\/strong>. I dati sono frutto di una ricerca del Centro Studi Enti Locali sui numeri della Ragioneria dello Stato del 2021 ma lo squilibrio \u00e8 stabile: nessuna variazione significativa.<\/p>\n<p>Per rinvenire una traccia di tendenziale cambiamento, bisogna spostare le lancette dell&#8217;orologio indietro di altri 5 anni quando, nel 2011, a fronte di una forza lavoro al 53% di segno femminile, le donne nei posti di comando erano solo il 38% del totale, il 3% in meno rispetto all&#8217;ultima rilevazione. Nel mondo della pubblica amministrazione italiana le donne rappresentano il grosso della forza lavoro (1,9 milioni contro 1,3 milioni) e le funzioni locali non fanno eccezione: le dipendenti sono il 56% del totale. In generale solo uno su tre degli oltre 490mila dipendenti degli enti locali italiani \u00e8 andato oltre il diploma, conseguendo almeno una laurea triennale ma nel caso delle donne la percentuale sale al 37% contro il 27% dei colleghi uomini ma i ruoli di maggior peso nel 59% dei casi sono affidati a dipendenti di sesso maschile. <strong>E in nessuna regione i ruoli apicali sono ricoperti prevalentemente da donne.<\/strong> Lo scarto pi\u00f9 vistoso \u00e8 quello del Trentino-Alto Adige che, sebbene abbia 7 dipendenti su 10 di sesso femminile, vede gli uomini sedere sul 58% delle poltrone di peso. Non lontano il Veneto dove il 60% dei dipendenti \u00e8 donna ma il 65% dei dirigenti, segretari e direttori generali \u00e8 uomo.<\/p>\n<p><strong>Le uniche regioni in controtendenza, da questo punto di vista, sono l&#8217;Abruzzo, la Calabria, la Campania e il Molise<\/strong>.<strong> Sebbene anche in questi casi le dirigenti donna rappresentino una minoranza, la percentuale \u00e8 superiore.<\/strong> In assoluto le pubbliche amministrazioni locali con pi\u00f9 dirigenti donna sono quelle abruzzesi (48%). Seguono Molise e Valle d&#8217;Aosta (47%), Emilia Romagna (46%),<strong> Calabria, Campania e Liguria (45%),<\/strong> Friuli Venezia Giulia, Lazio e Lombardia (43%), Trentino Alto Adige e Sardegna (42%), Basilicata e Piemonte (41%), Umbria (40%) e Puglia (39%). Chiudono il cerchio le Marche e la Toscana (38%) e la Sicilia e il Veneto, dove i ruoli apicali sono appannaggio femminile solo nel 35% dei casi, sebbene in entrambe le regioni pi\u00f9 del 60% dei dipendenti sia donna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; La storia non cambia ed \u00e8 sempre la stessa. Negli enti locali regioni, province e comuni italiani le donne laureate soano quasi il doppio rispetto ai colleghi uomini (102.675 contro 50.831), ma rivestono solo il 41% dei ruoli di maggiore prestigio e responsabilit\u00e0. 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