{"id":224601,"date":"2024-03-04T14:00:01","date_gmt":"2024-03-04T13:00:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=224601"},"modified":"2024-03-04T14:29:34","modified_gmt":"2024-03-04T13:29:34","slug":"donne-violenza-e-ndrangheta-a-rende-il-fratello-di-maria-chindamo-siamo-qui-per-reagire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/donne-violenza-e-ndrangheta-a-rende-il-fratello-di-maria-chindamo-siamo-qui-per-reagire\/","title":{"rendered":"&#8220;Donne, violenza e \u2018ndrangheta&#8221;, a Rende il fratello di Maria Chindamo \u00absiamo qui per reagire\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>RENDE &#8211; Lea Garofalo, Simona Napoli, Maria Concetta Cacciola, Giuseppina Pesce, Denise Cosco, Barbara Corvi e <strong>Maria Chindamo<\/strong>. Donne che hanno provato ad alzare la testa contro il potere della &#8216;ndrangheta. Ad alcune di loro per\u00f2, la loro ribellione \u00e8 costata la vita mentre altre, sono riuscite a cambiarla rifugiandosi nella protezione dello Stato. Questa mattina davanti a <strong>decine di studenti<\/strong> all&#8217;Auditorium Giovanni Paolo II di Rende in via Repaci, l&#8217;iniziativa promossa dal presidio <strong>Libera di Cosenza \u201cSergio Cosmai<\/strong>\u201d, rappresentato da <strong>Franca Ferrami<\/strong>, e dal Liceo Scientifico \u201cPitagora\u201d, in vista del prossimo <strong>21 marzo<\/strong> in cui ricorre la <strong>Giornata della Memoria dell\u2019Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCi sar\u00e0 una manifestazione nazionale a Roma, e questa \u00e8 una delle iniziative preparatorie. Il presidio Libera di Cosenza, intitolato a Sergio Cosmai \u00e8 attivo sul territorio da pi\u00f9 di 3 anni e <strong>facciamo il possibile per portare avanti il messaggio di don Luigi Ciotti <\/strong>&#8211; spiega Franca Ferrami &#8211; \u00a0che non tutti conoscono come meriterebbe. Rivolgersi ai giovani \u00e8 sempre importante perch\u00e8 c&#8217;\u00e8 un obiettivo di educazione ed \u00e8 giusto che conoscano tali contesti. <strong>Oggi leggeremo 80 nomi di vittime calabresi<\/strong> che in realt\u00e0 sono pi\u00f9 di <strong>180<\/strong> per dire &#8220;<strong>queste cose sono accadute qua, dove anche voi vivete, e non possiamo fare finta di niente&#8221;\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-224631 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/vincenzo-chindamo-sabrina-garofalo-02.jpg\" alt=\"vincenzo chindamo sabrina garofalo 02\" width=\"523\" height=\"324\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/vincenzo-chindamo-sabrina-garofalo-02.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/vincenzo-chindamo-sabrina-garofalo-02-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/vincenzo-chindamo-sabrina-garofalo-02-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/vincenzo-chindamo-sabrina-garofalo-02-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/vincenzo-chindamo-sabrina-garofalo-02-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/vincenzo-chindamo-sabrina-garofalo-02-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/vincenzo-chindamo-sabrina-garofalo-02-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 523px) 100vw, 523px\" \/><\/p>\n<h4><strong>Sabrina Garofalo: \u00abrivolgersi agli studenti \u00e8 un esercizio di democrazia\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>All&#8217;incontro, moderato da Arcangelo Badolati, alla presenza di tanti studenti, docenti e insieme al gruppo scolastico protagonista del progetto &#8216;<strong>Le sentinelle della legalit\u00e0<\/strong>&#8216;, la sociologa <strong>Sabrina Garofalo<\/strong>, dottore di ricerca in Politica societ\u00e0 e cultura per l\u2019Universit\u00e0 della Calabria, che ha scritto il libro intitolato <strong>\u201cDonne, violenza e \u2019ndrangheta. Metodi, storie e politiche\u201d<\/strong>: \u00abUna ricerca che ho condotto negli ultimi anni e che intende <strong>decostruire<\/strong> un immaginario legato alla &#8216;ndrangheta in cui <strong>donne e bambini non si toccano<\/strong>; in realt\u00e0 <strong>non \u00e8 cos\u00ec<\/strong> e da tutte le storie, emergono situazioni di violenza, nelle relazioni e nel privato, e in tutte le declinazioni che ci fornisce anche la Convenzione di Istanbul che vengono subite da queste donne. Raccontiamo le storie delle <strong>donne vittime<\/strong> e soprattutto di quelle <strong>sopravvissute<\/strong> alla <strong>violenza maschile a mafiosa<\/strong>. Parlarne qui, oggi, agli studenti \u00e8 un &#8216;<strong>esercizio di democrazia&#8217;<\/strong> per lanciare un messaggio di contrasto al potere maschile sulle donne e anche &#8216;ndranghetista\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa storia di Maria Chindamo &#8211; spiega Garofalo &#8211; \u00e8 emblematica per questa terra, \u00e8 una <strong>storia di cittadinanza<\/strong>. Maria era una figlia di questa terra che <strong>ha fatto delle scelte di libert\u00e0, <\/strong>ha scelto di essere donna e di rimanere nella sua terra, ed \u00e8 per questo che \u00e8 stata &#8216;punita&#8217;. Dobbiamo stare accanto alla sua famiglia e dimostrare che la Calabria sta accanto a loro, alla verit\u00e0 e alla giustizia\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-224629 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-02.jpg\" alt=\"incontro libera auditorium garofalo chindamo 02\" width=\"618\" height=\"383\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-02.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-02-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-02-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-02-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-02-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-02-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-02-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 618px) 100vw, 618px\" \/><\/p>\n<h4><strong>Vincenzo Chindamo: \u00abla storia di mia sorella serva da rinascita\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>Presente all&#8217;iniziativa il fratello di <strong>Maria Chindamo<\/strong>, l&#8217;imprenditrice vittima di lupara bianca uccisa e fatta sparire il <strong>6 maggio del 2016<\/strong>. Una donna, una madre, un&#8217;imprenditrice, una persona libera. La testimonianza di suo fratello parte da lontano, proprio dal suo essere &#8216;fratello&#8217;: \u00abSono qui perch\u00e8 la <strong>storia di mia sorella non \u00e8 chiusa in un recinto familiare<\/strong>, \u00e8 una storia di comunit\u00e0. In questo momento a <strong>Cosenza<\/strong> sono insieme alla &#8216;<strong>famiglia degli studenti<\/strong>&#8216; che condividono questo dolore e la forza negativa inflitta a Maria e alla mia famiglia, e che mi auguro siano <strong>pronti a trarne una rinascita<\/strong>, un&#8217;evoluzione verso concetti di <strong>libert\u00e0<\/strong>, di <strong>rispetto<\/strong>, di <strong>conoscenza di questi fenomeni<\/strong>. Rivolgersi ai ragazzi \u00e8 fondamentale perch\u00e8 loro fanno parte di una generazione che ha sub\u00ecto la storia negativa di alcuni aspetti della societ\u00e0 calabrese. Vogliono cambiare, riscrivere la storia della Calabria e la storia di Maria insieme ad altre storie, <strong>possano essere scintille che innescano cambiamenti nella nostra societ\u00e0\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-224628 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-01.jpg\" alt=\"incontro libera auditorium garofalo chindamo 01\" width=\"559\" height=\"346\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-01.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-01-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-01-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-01-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-01-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-01-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-01-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 559px) 100vw, 559px\" \/><\/p>\n<p>Nel suo intervento <strong>Vincenzo Chindamo, racconta il percorso di vita di una donna, sua sorella,<\/strong> che \u00e8 cresciuta ed ha costruito s\u00e8 stessa con tanta determinazione, partendo dagli <strong>studi<\/strong>, da un <strong>amore<\/strong> quello per il marito iniziato quando era ancora una ragazzina. Poi l&#8217;arrivo dei suoi tre figli fino all&#8217;esigenza di volere separarsi dal marito. Quella scelta, quella decisione da donna libera le \u00e8 costata la vita. Mentre si rivolge ai ragazzi, Vincenzo Chindamo ne invita alcuni ad accorciare le distanze e a <strong>salire sul palco<\/strong> insieme ai protagonisti dell&#8217;incontro, <strong>per non creare alcuna barriera<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abQuanto accaduto ha ferito me, la mia famiglia e un territorio intero e siamo qui per reagire a questo male, insieme, e <strong>capire cosa \u00e8 possibile fare insieme<\/strong>\u00bb. Un racconto forte quello del fratello di Maria, che parte da lontano e da un contesto, quello del suo paese, <strong>Laurena di Borrello<\/strong>, che nel tempo ha trasformato le strade dove i ragazzi giocavano, in un luogo di guerra. Una ricostruzione di una famiglia che tenta di &#8220;<strong>dribblare i fenomeni mafiosi&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUna famiglia di insegnanti con due figli, Maria e Vincenzo. Mia sorella era una ragazza studiosa e i miei genitori avevano grandi attese per lei. A scuola appena sedicenne, conosce il fratello della sua compagna di banco, Nando. Si innamorano, si frequentano e a 21 anni, decidono di sposarsi e di mettere su famiglia. Intanto Maria con la sua forza e determinazione continuva a studiare per diventare commercialista ed ha anche avviato l&#8217;azienda agricola insieme al marito. Tutto andava bene fino a quando &#8211; racconta Vincenzo &#8211; <strong>questo suo percorso di libert\u00e0 \u00e8 mutato. <\/strong>Maria sente di non amare pi\u00f9 suo marito e annuncia di volersi <strong>separare<\/strong>. Ed \u00e8 qui che accade il <strong>putiferio<\/strong>. Quella sua scelta gli coster\u00e0 la vita.<\/p>\n<p>A scatenare tutto, il suicidio del marito Nando \u00abche era un uomo buono &#8211; racconta il fratello di Maria Chindamo &#8211; ma alle pretese del padre di reagire davanti alla libert\u00e0 di Maria cade in una grave forma di depressione&#8221;. Lui infatti, assecondava la scelta di Maria e viveva per\u00f2 il <strong>contrasto di quella mentalit\u00e0 che gli impone di non accettare<\/strong> che la moglie lo lasciasse cadendo in una forte depressione\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abUn uomo buono e gentile che prova a togliersi la vita una prima volta &#8211; racconta Vincenzo &#8211; e nel primo tentativo io sono riuscito ad arrivare in tempo, chiamato da mia sorella, e a toglierli l&#8217;arma di mano. La seconda volta per\u00f2, il 5 maggio 2015, con un colpo di pistola alla testa, Nando si toglie la vita. In quel momento la <strong>cultura di &#8216;ndrangheta continua ad avere ancora pi\u00f9 sete di sangue:<\/strong> &#8220;E&#8217; colpa di Maria e della sua libert\u00e0, e gliela devono fare pagare&#8221;. E cos\u00ec viene <strong>ostacolata, allontanata<\/strong> per la sua voglia di rifarsi una vita, di studiare, di vivere una nuova storia d&#8217;amore. Affronta un anno difficile, <strong>perdendo il suo sorriso<\/strong>, quello che conosciamo tutti dalle foto che circolano in rete. Con forza e tenacia <strong>prova a superare tutto questo<\/strong> e decide di prendersi cura della sua terra e del futuro dei suoi figli. <strong>Scende nelle terre, nelle campagne, studia<\/strong> e riesce a portare avanti il progetto dell&#8217;azienda agricola iniziato con il marito\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-224630 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-03.jpg\" alt=\"incontro libera auditorium garofalo chindamo 03\" width=\"627\" height=\"388\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-03.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-03-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-03-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-03-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-03-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-03-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/incontro-libera-auditorium-garofalo-chindamo-03-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 627px) 100vw, 627px\" \/><\/p>\n<p>\u00abDopo un anno, Maria aveva riacquistato sicurezza in s\u00e8 stessa e le era tornato quel sorriso; ma \u00e8 durato poco. <b>La mattina del 6 maggio 2016, <\/b>si alza per andare a Limbadi, in provincia di Vibo, nella sua terra per un appuntamento con due operai che avrebbero dovuto svolgere dei lavori. Appuntamento alle 7 ma lei \u00e8 arrivata un p\u00f2 in ritardo\u00bb. <strong>A quell&#8217;appuntamento per\u00f2 trover\u00e0 i suoi assassini<\/strong>. Il racconto di Vincenzo Chindamo prosegue con lo strazio di un fratello che arriva sul luogo dove sua sorella \u00e8 lettteralmente sparita; <strong>resta la sua auto e sangue ovunque<\/strong>.<\/p>\n<p>I ragazzi ascoltano in silenzio ogni dettaglio della storia. Si colgono la rabbia e il dolore, ancora vivi a distanza di 8 anni. \u00ab<strong>Ci siamo trovati catapultati da una vita normale<\/strong> a vedere il <strong>sangue e le ciocche di capelli di mia sorella attaccati allo sportello<\/strong>. Quello che era successo a Maria in quel momento non si sapeva. Dopo qualche anno, collaboratori di giustizia hanno fornito dei dettagli che, incrociati con le indagini restituiscono uno scenario terribile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00abIl 14 marzo &#8211; spiega Vincenzo Chindamo &#8211; ci sar\u00e0 la prima udienza dell&#8217;unico imputato, Salvatore Ascone,<\/strong> un <strong>dirimpettaio<\/strong> <strong>della sua terra<\/strong> che insieme, secondo la Procura di Catanzaro, avrebbe in associazione con il padre dei figli di Maria, il nonno dei miei nipoti, e altri, avrebbero deciso di far pagare a Maria il suicidio di Nando e vendicarlo, e di uccidere la loro mamma. Doveva pagare la sua scelta di voler amare un altro. Uno voleva le sue terre, conquistare il territorio; l&#8217;altro invece, voleva vendicare il figlio morto suicida. Sono arrivati a distruggere il corpo di Maria dandolo in pasto ai maiali. Non si fa neanche con gli animali e a questo arriva la cultura di &#8216;ndrangheta\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Chindamo ai ragazzi: \u00abla &#8216;ndrangheta non deve farvi paura, ma schifo\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abOggi tutto questo non deve farvi paura, deve farvi schifo come a me. Ve lo dico con il cuore, perch\u00e8 vi considero parte di questa importante famiglia calabrese, e sono certo che non volete accettare queste cose\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abI<strong> territori sono disseminati di queste storie, nel passato e nel presente<\/strong>. Saranno anche nel futuro se non ci guardiamo in faccia e decidiamo cosa fare. La cultura della &#8216;ndrangheta non \u00e8 solo estorsioni, droga&#8230; che sembrano lontane da noi; \u00e8<strong> chiusura, sopraffazione, privazione della libert\u00e0 e addirittura dei pensieri personali<\/strong>. Non abbiamo le soluzioni, siamo qui per dirvi questo. Sarebbe bello poter far smettere tutto e subito, ma non abbiamo questo potere, <strong>possiamo solo dialogare insieme<\/strong>\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RENDE &#8211; Lea Garofalo, Simona Napoli, Maria Concetta Cacciola, Giuseppina Pesce, Denise Cosco, Barbara Corvi e Maria Chindamo. Donne che hanno provato ad alzare la testa contro il potere della &#8216;ndrangheta. Ad alcune di loro per\u00f2, la loro ribellione \u00e8 costata la vita mentre altre, sono riuscite a cambiarla rifugiandosi nella protezione dello Stato. 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