{"id":224939,"date":"2024-03-08T07:05:08","date_gmt":"2024-03-08T06:05:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=224939"},"modified":"2024-03-08T07:05:08","modified_gmt":"2024-03-08T06:05:08","slug":"d-i-re-iter-pericolosi-per-la-presa-in-carico-delle-donne-vittima-di-violenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/d-i-re-iter-pericolosi-per-la-presa-in-carico-delle-donne-vittima-di-violenza\/","title":{"rendered":"D.i.Re. \u00abiter pericolosi per la presa in carico delle donne vittima di violenza\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il Coordinamento dei centri antiviolenza della Calabria afferenti a D.i.Re &#8211; Donne in rete contro la violenza, organizzazione nazionale che raccoglie con 20.711 donne accolte e 2874 attiviste, <strong>prende atto di una grave situazione<\/strong>: \u00abci sono centri antiviolenza in Calabria &#8211; come <strong>l\u2019associazione \u201cAstarte\u201d di Catanzaro<\/strong> &#8211; che stanno portando avanti <strong>progetti di accoglienza delle donne e minori vittime di violenza non conformi<\/strong> con le procedure nazionali e internazionali, quali la Conferenza Stato Regioni del 2022 e la Convenzione di Istanbul\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa violenza di genere &#8211; scrive il coordinamento &#8211; non deve essere affrontata come questione emergenziale, bens\u00ec come fenomeno strutturale e culturale radicato nella societ\u00e0 e ci\u00f2 ha bisogno di progetti condivisi e di politiche integrate. \u00c8 fondamentale evidenziare che esiste a livello nazionale una specificit\u00e0 della metodologia di accoglienza dei <strong>Centri Antiviolenza<\/strong> e delle <strong>Case Rifugio<\/strong> basata su un approccio e su una metodologia di genere, non giudicante e sulla co-costruzione di un percorso definito insieme alle stesse donne, applicando il principio di autodeterminazione (nel rispetto dei loro tempi) , della massima riservatezza e anonimato\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>\u00abNon basta la sola &#8216;buona volont\u00e0&#8217;\u00bb<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abLa \u201c<strong>presa in carico\u201d della donna e dei minori vittime di violenza<\/strong> deve essere gestita da <strong>donne qualificate e formate<\/strong>, presenti nei centri antiviolenza e nelle case rifugio, gi\u00e0 autorizzati e riconosciuti a livello istituzionale, e non pu\u00f2 essere demandata a soggetti terzi, quali le Famiglie affidatarie, e i Single forniti di <strong>sola buona volont\u00e0<\/strong>, come previsto dal progetto \u201cRegalami un sorriso\u201d comunicato dall\u2019associazione <strong>Astarte di Catanzaro\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<h4>Le motivazioni sono molteplici<\/h4>\n<p><strong>Sicurezza e protezione<\/strong>: Le donne vittime di violenza si trovano spesso in situazioni di grave pericolo. Solo chi \u00e8 qualificato \u00e8 in grado di predisporre la procedura della valutazione del rischio e di mettere in atto le misure necessarie per garantire la sicurezza e la protezione delle stesse donne e dei minori.<br \/>\n<strong>Comprensione del trauma<\/strong>: La violenza di genere \u00e8 un trauma complesso che ha effetti devastanti sulla salute e sulla vita di una donna. Solo chi \u00e8 qualificato \u00e8 in grado di comprendere la natura del trauma e di fornire un supporto adeguato e ci\u00f2 al fine di elaborare il vissuto violento delle donne.<br \/>\n<strong>Empatia e rispetto<\/strong>: Le donne vittime di violenza hanno bisogno di essere ascoltate e credute. Solo chi \u00e8 qualificato \u00e8 in grado di creare un ambiente sicuro e di fiducia attraverso la tecnica \u201cdell\u2019ascolto attivo\u201d.<br \/>\n<strong>Professionalit\u00e0 e competenza<\/strong>: La presa in carico delle donne e dei minori vittime di violenza di genere richiede formazione e competenze specifiche a livello psicologico, legale, medico e sociale. <strong>Nessuno mette in dubbio la buona volont\u00e0 di fare del bene<\/strong> e aiutare le donne vittime di violenza da parte di molti, ma bisogna distinguere il voler far del bene rispetto al <strong>saper far bene<\/strong> che presuppone formazione, competenze ed esperienza convalidata a livello nazionale.<\/p>\n<p>Si tratta perci\u00f2 di <strong>predisporre percorsi che abbiano una coerenza con le norme esistenti<\/strong>, con le procedure accreditate e gi\u00e0 definite per aiutare le donne e i minori vittime di violenza. Accogliere una donna implica dover avviare un \u201cprogetto\u201d dedicato, individualizzato, di aiuto concreto, adeguatamente e costantemente supportato stante la loro vulnerabilit\u00e0, al fine di recuperare la propria autostima, l\u2019empowerment e la propria indipendenza; inoltre la presenza di minori, vittime di violenza assistita, richiede ulteriori azioni specifiche da dover mettere in atto.<strong> Non si pu\u00f2 delegare l\u2019accoglienza della donna e dei minori in fase emergenziale alla permanenza presso una famiglia affidataria<\/strong> priva delle competenze, ci\u00f2 pu\u00f2 solo portare che ritornino sui loro passi o che vengano ri-vittimizzate. Non si tratta di mettere in atto la semplice buona volont\u00e0 o l\u2019accoglienza, quanto piuttosto di operare efficacemente con gli strumenti predisposti e conosciuti dai centri antiviolenza e dalle case rifugio\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abStupisce &#8211; conclude D.i.Re. &#8211; che gli organismi donatori non abbiano effettuato una analisi approfondita, valutando la pertinenza del progetto rispetto a quelle che sono le norme nazionali in vigore. In ultimo da evidenziare \u00e8 la situazione di grave rischio e pericolo per la donna e i minori con le possibili reiterazioni dei comportamenti violenti da parte degli autori maltrattanti che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza delle stesse ed estendersi e gravare sulla famiglia accogliente\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il Coordinamento dei centri antiviolenza della Calabria afferenti a D.i.Re &#8211; Donne in rete contro la violenza, organizzazione nazionale che raccoglie con 20.711 donne accolte e 2874 attiviste, prende atto di una grave situazione: \u00abci sono centri antiviolenza in Calabria &#8211; come l\u2019associazione \u201cAstarte\u201d di Catanzaro &#8211; che stanno portando avanti progetti di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":224942,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[19],"class_list":["post-224939","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/224939","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=224939"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/224939\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/224942"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=224939"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=224939"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=224939"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}