{"id":225509,"date":"2024-03-15T20:07:40","date_gmt":"2024-03-15T19:07:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=225509"},"modified":"2024-03-15T20:07:40","modified_gmt":"2024-03-15T19:07:40","slug":"pd-cosenza-la-citta-unica-ce-gia-ma-il-pressapochismo-del-centrodestra-va-bandito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/pd-cosenza-la-citta-unica-ce-gia-ma-il-pressapochismo-del-centrodestra-va-bandito\/","title":{"rendered":"Pd Cosenza: \u00abla citt\u00e0 unica c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 ma il pressapochismo del centrodestra va bandito\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; &#8220;La citt\u00e0 unica c&#8217;\u00e8 gi\u00e0. Si configura e si identifica, in quel &#8216;continuum urbano&#8217; sommamente unitario, che interseca, non solo i territori, quanto anche, la coscienza popolare delle comunit\u00e0 interessate alla fusione. E, allora, il tema in discussione non \u00e8 il &#8220;se&#8221; fare la citt\u00e0 unica, ma \u00e8 il &#8220;come&#8221; farla&#8221;. Cos\u00ec in una nota il <strong>PD Cosenza<\/strong> in un documento approvato all&#8217;unanimit\u00e0 del direttivo dem della citt\u00e0 di Cosenza. La riunione si \u00e8 tenuta in Federazione il 15 alle ore 17. La<strong> segretaria cittadina Rosi Caligiur<\/strong>i ha relazionato, con la moderazione del <strong>Presidente Gabriele Petrone<\/strong> (seguito fa dibattito) e le conclusioni del <strong>segretario provinciale Vittorio Pecoraro<\/strong>. Presenti, oltre al direttivo, l&#8217;assessore Covelli e i consiglieri Alimena, De Paola, Mascaro, Ciacco, Turco, D&#8217;Antonio.<\/p>\n<p>Infatti, quello che bisogna progettare e realizzare \u00e8 la nuova municipalit\u00e0, chiamata ad amministrare la citt\u00e0 unica. E, sotto questo profilo, la proposta del centrodestra, \u00e8, obiettivamente fortemente lacunosa, nella misura in cui si limita, solo a prevedere la cancellazione delle municipalit\u00e0 esistenti, senza dare alcuna indicazione sulla costruzione della nuova municipalit\u00e0.<\/p>\n<p>Infatti, il disegno di legge, &#8211; prosegue la nota &#8211; ancorch\u00e8, retoricamente, titolato processo di &#8220;fusione&#8221;, nella sostanza, decreta, esclusivamente, l&#8217;estinzione dei tre Comuni, non spendendo, neppure una sillaba circa la definizione del percorso, attraverso il quale costruire il nuovo Comune. La proposta di legge regionale enuncia la liturgica previsione del referendum consultivo e il protocollare richiamo alla vigente normativa regionale e nazionale. Non dice altro. Addirittura, non dice, nemmeno, il nome del nuovo Comune. Per la verit\u00e0, indica la data, a decorrere dalla quale, entrer\u00e0 in vigore, d&#8217;imperio, il nuovo Comune. Ma come si arriva al nuovo Comune,<strong> come si costruisce il nuovo Comune?<\/strong> Questo \u00e8 l&#8217;ineludibile e gigantesco punto di domanda, che l&#8217;articolato del centrodestra ha depennato.<\/p>\n<p>Non si ragiona nella prospettiva di un nuovo Comune &#8220;polvere&#8221;, si ragiona intorno alla prospettiva di un nuovo Comune, superiore a centomila abitanti, che erediter\u00e0 gravi e pesanti crisi finanziarie, stati patrimoniali in acuta sofferenza, strutture organizzativo-burocratiche con dentro centinaia e centinaia di lavoratori, dipendenti degli organici comunali, delle aziende partecipate e delle cooperative, ai quali &#8211; uno per uno, nessuno escluso &#8211; va garantita assoluta certezza dei diritti. <strong>Stiamo ragionando di una fusione di grande dimensione demografica<\/strong> e, allora, va bandita ogni deriva approssimativa e pressappochistica. Il tema della citt\u00e0 unica non pu\u00f2 essere agitato a soli fini di propaganda politica di parte: anche perch\u00e9 se cos\u00ec fosse, il Partito democratico avrebbe tutte le carte in regole per rivendicarne la primogenitura. Ma non \u00e8, questo, il terreno di confronto da privilegiare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come il tema della municipalit\u00e0 della citt\u00e0 unica non pu\u00f2 essere agitato per assecondare egoistici interessi di parte. C&#8217;\u00e8, invece, bisogno di una impostazione seria e responsabile, dentro una cornice che valorizzi, da una parte, la concertazione istituzionale e, dall&#8217;altra, la partecipazione democratica. I Consigli Comunali di Cosenza, Rende e Castrolibero, proprio, perch\u00e9 titolari della sovrana rappresentanza istituzionale dei territori e delle comunit\u00e0 amministrate, non possono essere degradati a semplici spettatori passivi, radicalmente, espropriati di ogni diritto di tribuna. Ai tre Consigli comunali deve essere riconosciuta e restituita la loro dignit\u00e0 istituzionale, perch\u00e9 essi devono essere artefici del processo di fusione.<\/p>\n<p>E, allora \u00e8 giusto ed \u00e8 coerente, istituire, sin da subito, una Conferenza permanente di concertazione tra la Presidenza della Giunta e del Consiglio regionale con i Sindaci e i Presidenti dei tre Consigli Comunali. La conferenza dovrebbe avere come piattaforma, un articolato catalogo di prerogative: la definizione delle modalit\u00e0 legislative, organizzative e amministrative da attivare per l&#8217;istituzione del nuovo Comune; l&#8217;individuazione, nel bilancio regionale, di a<strong>deguate risorse finanziarie straordinarie<\/strong> per sostenere i costi del processo di fusione e per contribuire alle spese di funzionamento del nuovo Comune nei primi dieci anni, la verifica sulla programmazione e sulla attuazione degli investimenti regionali finalizzati alla realizzazione di tutte le opere pubbliche che, di fatto, sono materialmente mirate alla unit\u00e0 territoriale e alla modernizzazione dei processi di conurbazione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come \u00e8 giusto ed \u00e8 coerente, istituire, sin da subito, l&#8217;Assemblea costitutiva della citt\u00e0 unica, composta da tutti i componenti dei tre Consigli Comunali, con <strong>il compito di redigere lo Statuto provvisorio del nuovo Comune<\/strong>. Non deve accadere che lo Statuto comunale si approvi dopo anni di insediamento della nuova municipalit\u00e0. Lo Statuto \u00e8 atto strategico fondamentale, che, come tale, non pu\u00f2 essere consegnato alla burocratica redazione dell&#8217;organo commissariale. Tutto questo sul piano della concertazione istituzionale. Quanto alla partecipazione democratica, intanto, occorre promuovere non un referendum farsa, di tipo consultivo ma vincolante all&#8217; esito elettorale. Il tema della citt\u00e0 unica deve essere sottratto alle dinamiche della contingenza politica. Non pu\u00f2 essere agitato come una clava a secondo le convenienze di parte. Deve essere sancito un atto fondativo dal carattere storico e non pu\u00f2 essere un tema divisivo tra gli schieramenti politici che competono per il governo della citt\u00e0 e della Regione.<\/p>\n<p>A questo fine il PD della citt\u00e0 di Cosenza propone di dare vita ad un vero e proprio <strong>&#8220;PATTO FONDATIVO e COSTITUENTE delle forze del Si&#8221;<\/strong> alla fusione. Una scelta che non pu\u00f2 non essere interpretata se non come una manifestazione di volont\u00e0 finalizzata a costruire un modello di citt\u00e0 partecipata e non una realt\u00e0 istituzionale imposta dall&#8217; alto. Nei prossimi giorni, pertanto, il PD della citt\u00e0 di Cosenza promuove una iniziativa di ampia consultazione e ascolto per sollecitare un protagonismo attivo delle diverse forme di rappresentanza , finalizzata ad individuare le scelte unitarie fondative e, dunque, la definizione di un virtuoso percorso sul &#8220;come&#8221; fare la fusione e istituire la nuova municipalit\u00e0 della citt\u00e0 unica&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; &#8220;La citt\u00e0 unica c&#8217;\u00e8 gi\u00e0. Si configura e si identifica, in quel &#8216;continuum urbano&#8217; sommamente unitario, che interseca, non solo i territori, quanto anche, la coscienza popolare delle comunit\u00e0 interessate alla fusione. E, allora, il tema in discussione non \u00e8 il &#8220;se&#8221; fare la citt\u00e0 unica, ma \u00e8 il &#8220;come&#8221; farla&#8221;. 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