{"id":225691,"date":"2024-03-18T15:30:55","date_gmt":"2024-03-18T14:30:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=225691"},"modified":"2024-03-18T14:53:38","modified_gmt":"2024-03-18T13:53:38","slug":"si-scrive-autonomia-si-chiama-secessione-protesta-a-cosenza-contro-il-ddl-calderoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/si-scrive-autonomia-si-chiama-secessione-protesta-a-cosenza-contro-il-ddl-calderoli\/","title":{"rendered":"&#8220;Si scrive autonomia, si chiama secessione&#8221;, protesta a Cosenza contro il Ddl Calderoli"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Cosenza scende in piazza contro l&#8217;autonomia differenziata. Si terr\u00e0 mercoled\u00ec 20 marzo alle ore 10.30 nella Camera del Lavoro di Cosenza, la conferenza stampa di presentazione della <strong>manifestazione<\/strong> contro l\u2019Autonomia Differenziata in programma poi il sabato successivo, <strong>23 marzo nella citt\u00e0 dei Bruzi.<\/strong><\/p>\n<p>Parteciperanno Massimiliano Ianni, Segretario Generale Cgil Cosenza, Gianmaria Milicchio, Segretario Provinciale Partito Rifondazione Comunista, Emilio Cozza per Citt\u00e0 &amp; Futuro, Salvatore Giorno, Partito Democratico Cosenza, Rosa Principe, Coordinamento Democrazia Costituzionale, Bianca Rende, WWW What Women Want_La Calabria vista dalle donne, Nicola Arcuri, Potere al Popolo, Veronica Buffone, Movimento 5 Stelle, Andrea Bevacqua per l&#8217;area Cattolica.<\/p>\n<h5><strong>L&#8217;appello<\/strong><\/h5>\n<p>&#8220;Si scrive autonomia e si legge secessione: i diritti differenziati non sono diritti. Sta procedendo l\u2019iter di approvazione del regionalismo differenziato firmato Calderoli, che, se definitivamente approvato, segner\u00e0 un passaggio storico e irreversibile da un sistema di unit\u00e0 nazionale e di <strong>diritti universali a un sistema di diseguaglianza sancita per legge<\/strong>, in cui le regioni ricche saranno pi\u00f9 ricche e quelle povere saranno pi\u00f9 povere, non solo di risorse economiche ma soprattutto di diritti di cittadinanza.<\/p>\n<p><strong>Si scrive autonomia e si legge secessione;<\/strong> e non c\u2019\u00e8 niente di pi\u00f9 eversivo che far passare la disuguaglianza come equit\u00e0 e l\u2019abbandono del Mezzogiorno come opportunit\u00e0 di crescita. La difesa della Costituzione e dello spirito di solidariet\u00e0 su cui si fonda, richiede una reazione sociale compatta contro il provvedimento \u201cspacca Italia\u201d che altro non \u00e8 che l\u2019atto finale di un grande processo di privatizzazione e di smantellamento dei servizi pubblici sul territorio. Ma il progressivo impoverimento che gi\u00e0 la modifica del Titolo V ha prodotto nei territori pi\u00f9 fragili, deve vederci impegnati in un\u2019azione ancora pi\u00f9 ambiziosa, volta a restituire alla legislazione esclusiva dello Stato la sanit\u00e0, l\u2019istruzione, il welfare e tutte le materie legate ai diritti primari, sulla cui eguale fruizione si misura la tenuta dell\u2019unit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>Tale azione deve essere operativa e vigile contro ogni forma di autonomia differenziata affinch\u00e9 anche le pre-intese firmate nel 2017 da Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia siano ritirate. E invece la legge Calderoli va in senso esattamente contrario: a fronte del divario gi\u00e0 notevole, rompe definitivamente i vincoli di solidariet\u00e0, consentendo alle regioni pi\u00f9 ricche di scappare via con la cassa. Il freno alla deriva previsto dalla legge, i Livelli Essenziali di Prestazione, ci preoccupano pi\u00f9 della deriva stessa. Stabilirli significa sancire i reali diritti sociali esigibili da ogni cittadino.<\/p>\n<p>Si tratta quindi di una scelta cruciale, che, in quanto tale, deve competere esclusivamente al Parlamento e non a Commissioni tecniche di nomina politica, che non consentono alcun controllo democratico su una questione cos\u00ec determinate. Inoltre, affinch\u00e9 le prestazioni essenziali siano effettive, \u00e8 necessario che siano finanziate e invece il provvedimento non prevede oneri per lo Stato e quindi non investe sulle prestazioni che rimarranno essenziali solo per la tenuta formale della legge, ma non certo per la vita quotidiana dei cittadini. Eppure, nonostante la mancata definizione dei Lep, il procedimento non si arresta ed ha anzi incassato l\u2019appoggio di parlamentari e governatori del Sud, e in particolare della Calabria, che si sono assunti la responsabilit\u00e0 storica di un colpo fatale al nostro territorio. Vogliamo il rafforzamento del servizio sanitario pubblico universale, vogliamo che il diritto alla salute e alla cura sia uguale in tutto il paese e che si intervenga per eliminare le liste di attesa e non per allungarle. Vogliamo che non ci siano 20 sistemi scolastici differenti, dove ogni regione decide come e cosa insegnare, quanto retribuire un docente e quando assumerlo, bandendo concorsi autonomi e territorialmente separati.<\/p>\n<p><strong> Vogliamo che ci siano Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro<\/strong> e che gli <strong>insegnanti e i sanitari del sud siano retribuiti come quelli del Nord<\/strong>, invece di assistere all\u2019intollerabile ritorno delle gabbie salariali. Vogliamo che trasporti, welfare, ambiente, sicurezza sul lavoro abbiano la stessa qualit\u00e0 in tutto il territorio. E lo vogliamo perch\u00e9 sull\u2019uguaglianza dei diritti si fonda il senso di appartenenza alla nazione e la tenuta dei principi costituzionali diversamente compromessi. Condividiamo le parole di Mons. Checchinato e la sua amarezza per i troppi sostenitori della secessione, che \u201channo dimenticato la scrittura e stanno dalla parte dei ricchi\u201d.<\/p>\n<p>Rilanciamo quindi l\u2019importante mobilitazione di Cosenza, che lo scorso 10 giugno, grazie all\u2019impegno di associazioni sindacati, comitati, sindaci e organizzazioni politiche ha portato in piazza migliaia di cittadini per dire con chiarezza che sui diritti non ci si differenzia. Auspichiamo la pi\u00f9 ampia partecipazione ad una battaglia che \u00e8 soltanto all\u2019inizio e per la quale siamo pronti ad intraprendere tutte le strade percorribili e democratiche, dal conflitto sociale al referendum, ai ricorsi giudiziari, al <strong>coinvolgimento delle Istituzioni<\/strong>, prime tra tutte il Presidente della Repubblica, al quale sin da ora chiediamo che si faccia garante effettivo del diritto di uguaglianza che impegna lo Stato a rimuovere, e non ad alimentare, \u201cgli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Cosenza scende in piazza contro l&#8217;autonomia differenziata. 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