{"id":22595,"date":"2013-05-22T07:46:06","date_gmt":"2013-05-22T05:46:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=22595"},"modified":"2023-01-17T13:20:14","modified_gmt":"2023-01-17T12:20:14","slug":"8877-calabria-ora-condannata-per-il-licenziamento-illegittimo-di-musolino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8877-calabria-ora-condannata-per-il-licenziamento-illegittimo-di-musolino\/","title":{"rendered":"Calabria Ora condannata per il licenziamento illegittimo di Musolino"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Il giornalista: \u201cho smascherato i rapporti tra \u2018ndrangheta e politica. Questo ha infastidito qualcuno\u201d.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A darne notizia \u00e8 il sindacato dei Giornalisti della Calabria. \u201cDopo l\u2019ordinanza del 2011, la sentenza: il licenziamento di Lucio Musolino dal quotidiano&nbsp;<em>Calabria Ora<\/em> \u00e8 illegittimo e il giornalista deve essere risarcito e reintegrato nel proprio posto di lavoro. Possibilit\u00e0, &#8211; spiega in una nota il sindacato &#8211; quest\u2019ultima, per\u00f2 esclusa dallo stesso giornalista che ha optato per l\u2019indennit\u00e0 sostituiva. Dopo 2 anni e 7 mesi (era il 15 ottobre 2010), il giudice del lavoro del <strong>Tribunale di Reggio Calabria, Patrizia Morabito, ha fatto giustizia su una brutta storia: il licenziamento \u201cvia fax\u201d e senza preavviso di Lucio Musolino che, tra l\u2019altro, si trovava in ferie.<\/strong> In \u201ctotale accoglimento\u201d del ricorso ex art. 700 presentato da Musolino, assistito dagli avvocati Mariagrazia Mamm\u00ec dell\u2019Ufficio Legale del Sindacato Giornalisti della Calabria e Natale Carbone, il Tribunale di Reggio Calabria ha dichiarato illegittimo il licenziamento e, stante il diritto alla reintegra (ex articolo 18 legge 300\/70) fino all\u2019esercizio dell\u2019opzione per l\u2019indennit\u00e0 sostitutiva e le 15 mensilit\u00e0 dovute, ha condannato in contumacia la societ\u00e0 editrice \u201cPaese Sera Editoriale\u201d al pagamento di 54mila 383 euro e 91 centesimi, oltre ad interessi e rivalutazioni. L\u2019editore \u00e8 stato, inoltre, condannato al pagamento delle spese legali, ammontanti a 3mila e 300 euro oltre ad Iva e trattenute di legge.\u2028 L<strong>ucio Musolino, 30 anni, giornalista professionista dal 17 marzo 2010, iscritto all\u2019Ordine ed al Sindacato Giornalisti della Calabria, ha, invece, rinunziato a qualsiasi azione nei confronti del direttore Piero Sansonetti,<\/strong> come ha spiegato in udienza l\u2019avv. Mariagrazia Mamm\u00ec. \u2018Prendo atto \u2013 commenta il giornalista \u2013 che il giudice ha accolto il mio ricorso. \u00c8 la terza volta che il Tribunale del lavoro certifica che sono stato epurato illegittimamente dal giornale per cui lavoravo. Lo aveva fatto il 28 marzo e il 10 giugno 2011 quando mi ha dato ragione al termine della procedura d\u2019urgenza. Entrambe le volte, non sono stato n\u00e9 reintegrato, n\u00e9 risarcito. La sentenza dimostra che anche nei giornali calabresi devono affermarsi le leggi e i contratti di lavoro. Comunque \u2013 conclude Musolino, che si occupava di cronaca nera e giudiziaria nella redazione di Reggio Calabria \u2013 non \u00e8 questo il momento di fare polemiche. Ci\u00f2 che conta \u00e8 che sono stato licenziato per aver svolto il mio lavoro come ho sempre fatto. Negli ultimi mesi avevo scritto dei rapporti tra la \u2019ndrangheta e la politica. Evidentemente questo aveva dato fastidio a qualcuno\u2019. \u2018L<strong>a sentenza \u2013 dichiara il segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, vicesegretario nazionale Fnsi \u2013 rende, finalmente, giustizia ad un giornalista messo ingiustamente alla porta in spregio alle pi\u00f9 elementari regole del diritto e del buonsenso<\/strong>: con un gelido fax e senza alcuna contestazione non si pu\u00f2 decretare il destino di un uomo, colpevole solo di aver fatto il proprio mestiere di giornalista, non accettando un trasferimento ingiusto e immotivato, prima a Lamezia Terme e successivamente a Catanzaro, contestato dal Comitato di redazione e dal Sindacato dei giornalisti\u2019. \u2018Il licenziamento \u2013 scrive il giudice Patrizia Morabito nella sentenza \u2013 \u00e8 stato irrogato senza il rispetto delle garanzie procedimentali e gi\u00e0 questo appare ragione sufficiente di radicale illegittimit\u00e0 del recesso del rapporto di lavoro\u2019. Ancora una volta, quindi, il Tribunale di Reggio Calabria ha rilevato come Calabria Ora abbia licenziato Musolino non rispettando l\u2019articolo 7 della legge 300\/70 secondo cui \u2018il datore di lavoro che intenda sanzionare condotte indisciplinate, debba preventivamente contestarle all\u2019incolpato\u2019. Nelle sedici pagine della sentenza vengono ripercorse le tappe fondamentali del rapporto di lavoro di Lucio Musolino con Calabria Ora, dal 2006 al giorno del licenziamento, con particolare riferimento all\u2019intento, \u2018manifestato con nota del 24 settembre 2010, di trasferire l\u2019istante dalla <strong>Redazione di Reggio Calabria a quella di Lamezia Terme, non attuato per mancato consenso del destinatario e del parere negativo del Comitato di Redazione; cui aveva fatto seguito l\u2019intenzione, manifestata con missiva dell\u20198 ottobre 2010, del trasferimento a Catanzaro, decisione immotivata ed evidentemente d\u2019intento punitivo<\/strong>\u2019.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Il giornalista: \u201cho smascherato i rapporti tra \u2018ndrangheta e politica. 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