{"id":22663,"date":"2013-05-23T08:19:45","date_gmt":"2013-05-23T06:19:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=22663"},"modified":"2023-01-17T13:20:18","modified_gmt":"2023-01-17T12:20:18","slug":"8912-istat-la-calabria-soffre-piu-degli-altri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8912-istat-la-calabria-soffre-piu-degli-altri\/","title":{"rendered":"ISTAT: la Calabria soffre pi\u00f9 degli altri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 12px; background-image: initial; background-attachment: initial; background-color: transparent; color: #000000; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px;\"><strong style=\"border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 12px; background-image: initial; background-attachment: initial; background-color: transparent; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px;\">IL RAPPORTO FOTOGRAFA LA SOFFERENZA DEL SUD&nbsp;<\/strong><\/span><br \/><span style=\"border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 12px; background-image: initial; background-attachment: initial; background-color: transparent; color: #000000; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px;\">Roma &#8211; &#8220;Il rapporto annuale dell&#8217;Istat rappresenta la fotografia di quanto il Mezzogiorno soffra in un Paese che soffre&#8221;. Cosi&#8217;, in una nota, il ministro per la Coesione territoriale, Carlo Trigilia, commenta i dati diffusi oggi dall&#8217;Istituto nazionale di Statistica.<\/span><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 12px; background-image: initial; background-attachment: initial; background-color: transparent; color: #000000; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px;\">&nbsp;<\/span><span style=\"border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 12px; background-image: initial; background-attachment: initial; background-color: transparent; color: #000000; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px;\">&#8220;L&#8217;aspetto piu&#8217; preoccupante &#8211; continua il ministro &#8211; oltre ovviamente a quello occupazionale, e&#8217; il forte disagio sociale che e&#8217; cresciuto vistosamente nel Sud Italia, come mostra l&#8217;Istat&#8221;. &#8220;Assistiamo, infatti&#8221;, prosegue il ministro, &#8220;all&#8217;aggravarsi di situazioni di grave deprivazione che si traduce nell&#8217;impossibilita&#8217; di larga parte degli abitanti del Mezzogiorno di riuscire a far fronte alle piu&#8217; elementari necessita&#8217;: garantirsi un pasto sicuro, pagare mutui o bollette, offrire un&#8217;adeguata istruzione ai propri figli&#8221;. Per Carlo Trigilia &#8220;altro dato allarmante del rapporto e&#8217; quello che emerge dalla valutazione soggettiva e cioe&#8217; da come le persone giudicano la propria vita: due cittadini meridionali su tre si dicono insoddisfatti delle proprie condizioni, mentre crolla la fiducia nelle istituzioni.&#8221; &#8220;Occorre, dunque &#8211; conclude il ministro &#8211; affrontare con misure rapide e incisive questa situazione. Per questo il governo si propone di avviare al piu&#8217; presto misure antirecessive significative per ridurre la disoccupazione giovanile e il disagio sociale, ma anche di rilanciare il tema del Mezzogiorno al centro dell&#8217;Agenda politica nell&#8217;interesse di tutto Paese&#8221;.<\/span><\/p>\n<p> <!--nextpage--> <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"Apple-style-span\" style=\"line-height: normal; -webkit-border-horizontal-spacing: 1px; -webkit-border-vertical-spacing: 1px; color: #000000;\"><strong>OLTRE 2 MLN GIOVANI NON STUDIANO NE&#8217; LAVORANO, MOLTE MAMME&nbsp;<\/strong><br \/>Roma &#8211; Sono oltre due milioni (2.250.000) i Neet in Italia, cioe&#8217; i giovani tra i 25 e i 29 anni che non lavorano e non studiano, e in molti casi si tratta di mamme. Lo rileva il rapporto annuale dell&#8217;Istat secondo l&#8217;occupazione e&#8217; in calo soprattutto per i ragazzi under 30. L&#8217;Italia ha la quota di Neet piu&#8217; alta d&#8217;Europa (23,9%). Nel solo 2012 il numero di Neet e&#8217; ulteriormente aumentato di 95 mila unita&#8217; (4,4%) mentre dal 2008 l&#8217;incremento e&#8217; stato del 21,1% (+391mila giovani). I Neet sono piu&#8217; diffusi tra le donne, lo sono molte casalinghe italiane con figli nelle regioni del Sud e le straniere con figli al Centro-Nord, soprattutto marocchine e albanesi. Tra i giovani che vivono ancora in famiglia, l&#8217;incidenza e&#8217; piu&#8217; alta tra gli uomini.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"Apple-style-span\" style=\"line-height: normal; -webkit-border-horizontal-spacing: 1px; -webkit-border-vertical-spacing: 1px; color: #000000;\">&nbsp;<\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"color: #000000;\">Nel complesso, negli ultimi quattro anni sono stati gli uomini a mostrare una crescita maggiore. La quota di essi rappresentata dai disoccupati e&#8217; particolarmente elevata tra gli uomini (49% contro il 33,1% delle donne), mentre le donne sono piu&#8217; presenti nella componente dell&#8217;inattivita&#8217; e in particolare in quella distante dalla partecipazione. Il 40% dei Neet e&#8217; alla ricerca attiva di lavoro (49% tra gli uomini, 33,1% tra le donne), circa un terzo appartiene alle forze di lavoro potenziali, il restante 29,4% sono inattivi che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare. La situazione nel Mezzogiorno rimane quella piu&#8217; critica: in questa area e&#8217; Neet un giovane su tre (contro uno su sei nel Nord e uno su cinque nel Centro) e sono anche meno numerosi i Neet alla ricerca attiva di lavoro (36% contro il 46% circa del Centro-Nord). L&#8217;incidenza dei Neet tra i giovani stranieri e&#8217; pari al 33%, con una forte differenza di genere (21,4% gli uomini e 43,6% le donne). Tuttavia il fenomeno assume caratteristiche diverse per le straniere. Infatti, il 58% delle Neet e&#8217; madre (8,9% tra i maschi stranieri) e si tratta soprattutto di marocchine e albanesi.<\/span><\/p>\n<p> <!--nextpage--> <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>2 FAMIGLIE SU 3 RIDUCONO LA &#8216;SPESA&#8217;, SOPRATTUTTO AL SUD&nbsp;<\/strong><\/span><br \/><span style=\"color: #000000;\">(AGI) &#8211; Roma, 22 mag. &#8211; Quasi due famiglie su tre, l&#8217;anno scorso, hanno ridotto la spesa di prodotti alimentari. E&#8217; quanto emerge dal rapporto annuale dell&#8217;Istat in cui si sottolinea che &#8220;nel 2012 aumenta al 62,3% il numero delle famiglie che hanno adottato strategie di riduzione della quantita&#8217; e\/o qualita&#8217; dei prodotti alimentari acquistati (quasi nove punti percentuali in piu&#8217; rispetto all&#8217;anno recedente).&nbsp;<\/span><br \/><span style=\"color: #000000;\">La punta massima del fenomeno, spiega l&#8217;Istituto, &#8220;si e&#8217; verificata nel Mezzogiorno (al 73%), ma in termini incrementali si sono avute variazioni anche piu&#8217; ampie al Nord, dove il salto e&#8217; stato di quasi 10 punti percentuali, e al Centro. Aumenta, inoltre, di circa due punti percentuali la quota di famiglie che acquistano generi alimentari presso gli hard discount, soprattutto nel Nord&#8221;. Le tipologie familiari che nel 2012 hanno modificato maggiormente i comportamenti di consumo alimentare in senso restrittivo sono le coppie con figli, le famiglie di monogenitori e le famiglie con membri aggregati (piu&#8217; del 64% di tali famiglie).<\/span><\/p>\n<p> <!--nextpage--> <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><br \/><\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\">&nbsp;<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL RAPPORTO FOTOGRAFA LA SOFFERENZA DEL SUD&nbsp;Roma &#8211; &#8220;Il rapporto annuale dell&#8217;Istat rappresenta la fotografia di quanto il Mezzogiorno soffra in un Paese che soffre&#8221;. 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