{"id":22691,"date":"2013-05-23T12:43:35","date_gmt":"2013-05-23T10:43:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=22691"},"modified":"2023-01-17T13:20:19","modified_gmt":"2023-01-17T12:20:19","slug":"8926-ignorarono-il-cliente-collassato-per-overdose-il-racconto-dell-amico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8926-ignorarono-il-cliente-collassato-per-overdose-il-racconto-dell-amico\/","title":{"rendered":"Ignorarono il &#8216;cliente&#8217; collassato per overdose, il racconto dell&#8217;amico"},"content":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; Abbandonato in un palazzo, privo di vita, stroncato dall&#8217;eroina.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si e&#8217; concluso con due condanne il nuovo processo di secondo grado a carico dei due uomini finiti sotto inchiesta a seguito della morte di Aldo Cantafio, 41enne catanzarese, ritrovato cadavere giorno 25 maggio 2010 su un pianerottolo di uno stabile in via Teano, a Catanzaro. La Corte d&#8217;appello di Catanzaro ha condannato a sei anni e due mesi di reclusione Franco Simone Bevilacqua, rom catanzarese di 30 anni, accusato di spaccio di stupefacenti e morte come conseguenza di altro delitto &#8211; accogliendo cosi&#8217; in pieno la richiesta del sostituto procuratore generale, Marisa Manzini -, e ad un anno di reclusione Fabio Critelli, di 35 anni, accusato del favoreggiamento del primo imputato &#8211; il pg aveva chiesto due anni -. I giudici di secondo grado si sono pronunciati nuovamente, oggi, dopo che la Corte di cassazione, lo scorso 12 dicembre, ha annullato la precedente pronuncia d&#8217;appello. Questa risale al 19 settembre del 2011, quando la Corte confermo&#8217; la pena inflitta in primo grado a Bevilacqua, condannato a sei anni, sei mesi e venti giorni di reclusione e 30.000 euro di multa, mentre decise di assolvere Critelli, che in primo grado era stato condannato a tre anni di reclusione e 12.000 euro di multa previo riconoscimento di un vizio parziale di mente. La sentenza di primo grado per i due imputati arrivo&#8217; il 25 gennaio 2011, al termine dei giudizi abbreviati (che valsero loro lo sconto di un terzo sulla pena che avrebbero dovuto avere). Secondo le accuse, mosse ai due uomini sulla base delle indagini dei carabinieri, sarebbe stato proprio Bevilacqua a vendere a Cantafio, suo &#8220;cliente abituale&#8221; per stessa ammissione dell&#8217;imputato, la dose di eroina che questi ha assunto a casa del primo, il pomeriggio del 25 maggio, e che lo ha ucciso nel giro di pochissimo. I due, poi, di fronte alla crisi per overdose di Cantafio non si sarebbero minimamente preoccupati di lui, ma piuttosto solo di occultare le prove di quanto era accaduto. In base a quest&#8217;assunto, in esecuzione di un provvedimento cautelare del gip di Catanzaro, Bevilacqua fini&#8217; in carcere (il provvedimento di custodia fu poi confermato dal Riesame), e Critelli ai domiciliari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il blog Terramara ricorda il giovane Aldo con un racconto che immortala gli ultimi suoi giorni di vita scritto da un compagno di ventura: &#8220;Nove del mattino, inaspettatamente squilla il citofono. Mi alzo a piedi nudi dal letto, acchiappo la cornetta e rispondo. Chi \u00e8? Sono Aldo Maria Cantafio. Ahahahahahah\u2026!!! scoppio in una fragorosa risata. Non ci volevo credere! Era una vita che non sentivo quella voce inconfondibile, almeno 3 anni. Non sapevo neppure come avesse fatto a trovare subito l\u2019indirizzo di quella casa ma ero felice una pasqua. Sali, ald\u00f9, Sali.&nbsp;Venti secondi e me lo ritrovo dietro la porta di casa.&nbsp;Che sorpresa, ald\u00f9, come stai? Quella mattina c\u2019era il sole e lui aveva la solita capigliatura tirata all\u2019indietro, \u201cbagnata\u201d, tipica anni Ottanta. Stessa fisionomia, stessa&nbsp;sagoma, sguardo intenso, tutto un programma. \u201cBene, tot\u00f2, bene e tu? Io niente male, ero ancora a letto, ma non fa niente, mi alzo. \u201cTi ho portato due paste, vedi un po\u2019 se ti piacciono, sono al cioccolato\u201d. Allora no! cos\u00ec vado a cacare \u2013 ribatto, sghignazzando \u2013 e comunque sei sempre il solito signorone!!! Non era tempo di vacche grasse quello, e neppure di grandi risate, quindi la presenza di Aldo era come un toccasana. Allora, amico mio, che mi racconti? Mah, tutto vecchio, ora sono a Crotone e sono ritornato a lavorare al Consorzio di bonifica, sto abbastanza bene. Passano pochi secondi e irrompe all\u2019improvviso quel vecchio boato: \u201ca tremilaaaaaaaaa!!!\u201d. Ridiamo come pazzi scambiandoci manate affettuose e facendo ping pong di ricordi, a dir poco trash! \u201cE il monco \u2013 mi chiese pi\u00f9 volte \u2013 dov\u2019\u00e8? Come sta? Beccaccia, Luciano, Ermanno. E Taliano? \u2013 mimando il suo tono di voce \u2013 . E e gli altri dei tipsy cchi fina ficiaru? E Matteo?\u201d Indimenticabili le scene del suo&nbsp;matrimonio\u2026 Era troppo simpatica la sua naturalezza nel dire le cose, senza considerare affatto che era stato lui a sparire dalla circolazione per un bel pezzo. Ma era bello per questo, perch\u00e9 faceva sentire gli altri in imbarazzo anche quando era lui in una posizione di netta difficolt\u00e0. Sembrava non fosse passato neppure un giorno da quando mi salut\u00f2 per andare in comunit\u00e0. Voleva combattere a tutti i costi la sua \u201cdipendenza\u201d ed aveva capito che una soluzione poteva essere rappresentata proprio da quell\u2019insopportabile terapia intensiva a cui non tutti intendono sottoporsi. Ma lui con umilt\u00e0 lo fece e dopo tre anni, rieccolo l\u00ec, nuovamente tra noi, sulla strada, con la stessa verve di sempre, tra birre ed aneddoti,&nbsp;con l\u2019immutata ironia tagliente e sincera che lo ha reso fantastico ed originale. Vabb\u00f2, ald\u00f9, fai un caff\u00e8 alla tua maniera, intanto mi d\u00f2 una sciacquata e indosso qualcosa. \u201cCome no, comp\u00e0, ma c\u2019\u00e8 tutto?\u201d Si, si, almeno il caff\u00e8 c\u2019\u00e8. Movimenti ordinati e minuziosi, inizia a montare la macchinetta a vite. Lui era cos\u00ec, preciso e pignolo, molto riflessivo, attento ai suoi gesti e a quelli degli altri. Di tanto in tanto,&nbsp;riesumava nomi di calciatori sbiaditi dal tempo e faceva a gara con Mariano e Raffaele, anche loro&nbsp;fanatici di queste cose, sulla memoria del calcio perduto. A me piaceva molto come tipo, a volte era inquietante, \u00e8 vero, ma era senza dubbio un personaggio interessante, non ti scocciava mai, uno di quelli che il tempo non scalfisce neppure un po\u2019. Un ultras vecchia maniera, assolutamente fuori dalle righe, non inquadrato, libero, un amico a cui piaceva discutere ore ed ore della vita, che si poneva molti perch\u00e9, che non si tirava indietro, e poi era sveglio, brillante nei ragionamenti e quando doveva dire una cosa, anche un p\u00f2 spiacevole, lo faceva con un senso di lealt\u00e0 invidiabile. Sregolato, un po\u2019 come tutti noi. Uno di quelle persone che non incontri pi\u00f9 facilmente. Profondamente anticonformista. Dedito alla lettura e amante della narrativa. Sensibile alla vita e non indifferente a ci\u00f2 che ci circonda. Forse questo fu l\u2019unico suo \u201cdifetto\u201d che lo port\u00f2 alle tenebre prima del previsto: la non indifferenza verso una societ\u00e0 non sempre bella che ha il potere si indebolire le coscienze pi\u00f9 delicate fino al totale deperimento e ad una fine maledettamente drammatica. 5 minuti dopo, il caff\u00e8 \u00e8 pronto. La tazzina \u00e8 gi\u00e0 sul tavolo. Ottimo Ald\u00f9, non ti smentisci mai, un vero maestro! Altre risate grasse e fragorose! Era una coglionetta continua, tra tutti di noi. \u201cOk \u2013 esordisce ad un certo punto, dal nulla \u2013 allora a Castellammare andiamo insieme? Io, tu e Francesco?\u201d Forse c\u2019\u00e8 pure Gioman \u2013 aggiungo \u2013 . \u201cPoi basta, vero? Quattro \u00e8 il numero perfetto\u201d. Emb\u00e8, certamente \u2013 confermo \u2013 . Siamo stati sempre un po\u2019 fissati sulla selezione, forse troppo, ma questo principio ci faceva vivere le cose in maniera pi\u00f9 audace coltivando quello spirito d\u2019avventura che non guasta mai. Era una vita che non si andava in trasferta insieme, sembrava fossero tornati i tempi di Nard\u00f2, fine anni Novanta, del travaso del vino dalla damigiana alle bottiglie, i periodi in cui si partiva solo poche macchine all\u2019avventura. Anni bui del calcio che tuttavia videro fiorire un gruppo di amici molto allegro e compatto che si fece rispettare dovunque. Ma ad Aldo lo conobbi molto prima, ai tempi del Classico, fine anni Ottanta, inizi anni Novanta, stagione Brigata. All\u2019epoca stava con una ragazza molto carina che successivamente divent\u00f2 mia compagna di classe. Anche allora era inconfondibile. Fisico asciutto e snello. Giocava in porta ma ogni tanto si staccava come un pazzo per fare le sue sortite in mezzo al campo. Molto pi\u00f9 in l\u00e0 fu ribattezzato l\u2019angelo bianco, una sera in cui, al mitico campetto dell\u2019Aldisio, andava su e gi\u00f9 da una porta all\u2019altra facendo planare al vento&nbsp;come un airone la sua&nbsp;camicia sbottonata&nbsp;di cotone bianco e segnando gol improbabili, seguiti da esultanze alla Mamm\u00ec. Ovviamente, quando c\u2019era lui le risate erano assicurate. Qualche tempo dopo ci ritrovammo, sempre a casa mia, pronti per la trasferta pi\u00f9 importante del campionato: lo scontro al vertice con la Juve Stabia che fin\u00ec con una immeritata sconfitta. Fu una serata particolare, dal sapore antico, che riportava in vita l\u2019atmosfera del passato. Lo spirito fanciullesco in fondo non era mutato ma l\u2019et\u00e0 si faceva sentire. La mattina, prima di partire, Aldo prepar\u00f2 un altro buon caff\u00e8 che addirittura mi port\u00f2 a letto per smorzare i miei bruschi risvegli. Fu l\u2019ultimo che ebbi il piacere di gustare da lui, cos\u00ec come la delicatezza che dipingeva il suo stile. Ma di quella domenica bestiale ricordo le sue invettive contro di me nel settore ospiti: \u201cdevi cantaaaaare!\u201d L\u2019avr\u00e0 ripetuto tante di quelle volte che&nbsp;mi costrinse ad ingaggiare&nbsp;una&nbsp;energica&nbsp;ma&nbsp;necessaria colluttazione&nbsp;per liberarmi da quel tormentone! Durante la partita lo persi di vista, poi, verso la fine, lo rintracciai nuovamente appollaiato sulle scalette dell\u2019ingresso, immobile, impassibile, sembrava una statua di gesso mentre trascorrevano gli ultimi minuti di una gara dall\u2019esito quasi scritto ma non certo per la qualit\u00e0 del gioco. Lo chiamai: Ald\u00f9, ma dove cazzo eri finito? \u201cMa tu dov\u2019eri finito?\u201d \u2013 ribatt\u00e8 subito, rilanciandomi al volo la palla \u2013 . Ovviamente rido, e lui fa qualche passo e si appoggia alla balaustra adiacente al terreno gioco. Qualche minuto dopo arriva il triplice fischio. All\u2019uscita, bombarda Paolino, avvelenato dalla solita sconfitta campana e gli urla a ripetizione: \u201cmetti tensioooneee\u201d. Glielo avr\u00e0 ripetuto decine di volte. Che personaggio! Molti anni prima, capitava spesso di rivederlo, in Curva, dopo intere settimane di assenza, a cantare nel gruppo. Spuntava e andava via di nuovo. E fu per questo suo modo di intendere la vita che venne fuori quella simpatica canzoncina: \u201cAldo C., l\u2019han visto la domenica cantare con gli Uc\u2026\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; Abbandonato in un palazzo, privo di vita, stroncato dall&#8217;eroina.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":22692,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,18],"tags":[],"class_list":["post-22691","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-dai-comuni"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22691","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22691"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22691\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22692"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22691"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22691"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22691"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}