{"id":227766,"date":"2024-04-21T06:30:32","date_gmt":"2024-04-21T04:30:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=227766"},"modified":"2024-04-19T14:09:52","modified_gmt":"2024-04-19T12:09:52","slug":"cinghiali-e-lupi-danni-nel-parco-del-pollino-la-ricerca-del-cassanese-papasso-agricoltori-e-sindaci-si-sentono-soli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cinghiali-e-lupi-danni-nel-parco-del-pollino-la-ricerca-del-cassanese-papasso-agricoltori-e-sindaci-si-sentono-soli\/","title":{"rendered":"Cinghiali e lupi, danni nel Parco del Pollino. La ricerca del cassanese Papasso: \u00abagricoltori e sindaci si sentono soli\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>COSENZA &#8211; Valutare l\u2019efficacia delle misure messe in campo dalle istituzioni nel mitigare o ridurre il conflitto uomo-fauna selvatica nel Parco nazionale del Pollino. <\/strong>\u00c8 stato questo l\u2019obiettivo della ricerca condotta dal <strong>giovane ricercatore cassanese Davide Papasso<\/strong> nell\u2019ambito del Master in Conservazione delle foreste e della natura organizzato dall\u2019Universit\u00e0 di Wageningen, nei Paesi Bassi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il suo lavoro \u00e8 stato quello di catalogare tutte le strategie messe in atto dalle istituzioni per mitigare\/ridurre questo conflitto uomo- fauna selvatica. \u00abLe opinioni degli stakeholder \u2013 ha spiegato \u2013 in relazione a queste strategie e l&#8217;ottenimento dei loro suggerimenti \u00e8 stata di fondamentale importanza, in quanto questo processo mi ha portato a formulare raccomandazioni istituzionali da presentare alle istituzioni, con l&#8217;aspettativa che queste vengano prese in considerazione durante il processo di elaborazione di suddette politiche con l&#8217;obiettivo finale di creare una conservazione sostenibile, accettabile e duratura\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il Parco nazionale del Pollino si estende per 192.500 ettari e rientra nei confini politici di due regioni, la Basilicata e la Calabria. Un&#8217;area protetta con 56 comuni all&#8217;interno dei quali vivono circa 146mila abitanti con una densit\u00e0 umana media di 28 abitanti a chilometro quadrato. Una riserva naturale \u00e8 costituita da un complesso agglomerato di rilievi montuosi che nasce dalle acque del Mar Ionio e attraversa l&#8217;entroterra per tutta la sua larghezza fino a raggiungere le acque del Mar Tirreno. Dagli ultimi dati disponibili risulta che quasi il 46% della superficie del PNP \u00e8 coperto da foreste, mentre la parte restante \u00e8 caratterizzata principalmente da prati e praterie alpine spesso sfruttate da bestiame vivo. All&#8217;interno del Parco sono presenti circa 2.600 aziende zootecniche.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per scoprire e poi catalogare tutte le strategie utilizzate dalle istituzioni per rispondere ai cittadini e mitigare il rapporto uomo-fauna \u00e8 stata condotta un&#8217;analisi sui documenti forniti dagli informatori qualificati. \u00abIn particolare \u2013 ha spiegato \u2013 i referenti interni del Parco con cui ho interagito durante la ricerca hanno prodotto dei documenti in cui sono elencate tutte le strategie adottate dalla direzione del Parco per mitigare\/ridurre il conflitto uomo-fauna selvatica. Oltre a questi dati, questi documenti hanno fornito anche dettagli sul numero di cinghiali uccisi per comune attraverso la caccia selettiva, nonch\u00e9 ulteriori dettagli sulle tecniche utilizzate dai cacciatori autorizzati per svolgere questa attivit\u00e0, che non vengono qui riportati in quanto non rilevanti. Parallelamente a questi documenti, sempre gli uffici del Parco mi hanno fornito una tabella contenente il numero di richieste di risarcimento totali tra il 2010 e il 2020 (accettate e respinte), i danni stimati, l&#8217;importo totale risarcito, i risarcimenti medi e il rapporto percentuale tra risarcimento e danno, sia per i cinghiali che per i lupi, oltre che la somma\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019analisi ha previsto l\u2019intervista di quarantuno persone tra cui personale della direzione e dipendenti del Parco, Carabinieri Forestale, sindaci e responsabili comunali dei comuni pi\u00f9 colpiti, dipendenti regionali coinvolti nel settore ambientale-forestale-faunistico, associazioni o sindacati di agricoltori e allevatori e proprietari di aziende agricole che hanno subito danni (in particolare per il dissodamento dei terreni da parte dei cinghiali e la predazione del lupo) e di aziende agricole che non hanno subito danni e il referente di zona del WWF.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In termini percentuali, \u00e8 emerso che il grado di soddisfazione \u00e8 nella maggior parte dei casi negativo: 47,5%, seguito da coloro che considerano la gestione dei conflitti positiva con il 27,5% del totale, e infine dai neutrali, che sono il 25%. <strong>I cinghiali, nel 2020 (ultima stima disponibile) hanno creato danni per oltre 80mila euro mentre i lupi 120mila euro.<\/strong> <strong>Le misure messe in campo dalle istituzioni per mitigare-ridurre il conflitto uomo-fauna sono:<\/strong> compensazione economica, caccia selettiva \u2013 selecontrollo, recinti, cani da guardia, segnalatori acustici e supporto veterinario.<\/p>\n<h3><strong>Danni nel Parco del Pollino: &#8220;strategie poco incisive&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sebbene <strong>l&#8217;opinione dei soggetti coinvolti e incontrati sia piuttosto negativa quando si riferisce alla gestione del Parco<\/strong> in generale e in particolare al metodo utilizzato per effettuare il risarcimento dei danni e alla formulazione delle recinzioni, i risultati ottenuti sembrano suggerire che al momento la capacit\u00e0 delle <strong>strategie utilizzate per ridurre il numero di capi di bestiame uccisi dai lupi non stia avendo un impatto particolarmente forte,<\/strong> anche se non \u00e8 possibile sapere quale sarebbe stato il numero di animali uccisi se le misure non fossero state implementate. Per quanto riguarda le perdite economiche causate dalla presenza della fauna selvatica nel Parco, i risultati indicano che mentre i danni da lupo continuano ad aumentare, i dati relativi ai cinghiali hanno mostrato un andamento stabile e\/o decrescente negli ultimi anni, suggerendo che la caccia selettiva e\/o le recinzioni si stanno dimostrando efficaci nel ridurre i danni causati da questo ungulato. Inoltre, le strategie sembrano aver contribuito a non far diminuire pesantemente il livello di tolleranza nei confronti della fauna selvatica e della conservazione della natura; infatti, nonostante alcuni si definiscano <strong>meno tolleranti<\/strong> nei confronti della fauna selvatica,<strong> lo fanno solo nei confronti deg<\/strong>li <strong>animali selvatici che causano i danni maggiori, in particolare i cinghiali.<\/strong> Allo stesso tempo, per\u00f2, una parte degli intervistati si considera ancora pi\u00f9 tollerante.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Molte opinioni, infine, convergono sulla necessit\u00e0 di rafforzare il rapporto tra il Parco e i soggetti interessati dai danneggiamenti poich\u00e9<strong> la sensazione di esclusione e di lontananza che pervade coloro che si trovano pi\u00f9 in basso nella scala gerarchica <\/strong>\u00e8 un motivo di insoddisfazione per la gestione del conflitto tra uomo e fauna selvatica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Valutare l\u2019efficacia delle misure messe in campo dalle istituzioni nel mitigare o ridurre il conflitto uomo-fauna selvatica nel Parco nazionale del Pollino. \u00c8 stato questo l\u2019obiettivo della ricerca condotta dal giovane ricercatore cassanese Davide Papasso nell\u2019ambito del Master in Conservazione delle foreste e della natura organizzato dall\u2019Universit\u00e0 di Wageningen, nei Paesi Bassi. 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