{"id":228089,"date":"2024-04-21T13:30:39","date_gmt":"2024-04-21T11:30:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=228089"},"modified":"2024-04-21T12:35:19","modified_gmt":"2024-04-21T10:35:19","slug":"libera-il-50-dei-comuni-in-calabria-non-pubblica-lelenco-dei-beni-confiscati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/libera-il-50-dei-comuni-in-calabria-non-pubblica-lelenco-dei-beni-confiscati\/","title":{"rendered":"Libera: il 50% dei comuni in Calabria non pubblica l&#8217;elenco dei beni confiscati"},"content":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; In Calabria, su <strong>133 comuni monitorati<\/strong> <strong>destinatari<\/strong> di beni immobili confiscati (in totale sono <strong>1.870<\/strong> i beni destinati), nonostante la domanda di accesso civico di Libera, il<strong> 50% non pubblicano l&#8217;elenco sul loro sito internet<\/strong>. Il <strong>comune di Reggio Calabria, la Provincia di Crotone e la Regione Calabria<\/strong> sono &#8220;<strong>totalmente inadempienti<\/strong>: nessuna informazione e nessun elenco sui loro siti istituzionali&#8221;.<\/p>\n<p>E&#8217; quanto emerge dalla terza edizione di &#8220;<strong>RimanDATI<\/strong>&#8220;, il Report nazionale di Libera che indaga lo stato della trasparenza degli enti territoriali in materia di beni confiscati, promosso in collaborazione con il Gruppo Abele e il dipartimento di Culture, Politica e Societ\u00e0 dell&#8217;Universit\u00e0 di Torino e, quest&#8217;anno, anche con un contributo di Istat.<\/p>\n<p>Il Report \u00e8 stato realizzato grazie ad oltre <strong>100 volontari in tutta Italia<\/strong>, che hanno partecipato a un percorso di formazione e di confronto al termine del quale si \u00e8 creata una squadra di 41 persone, tutte attive a rilevare il livello di trasparenza degli enti locali.<\/p>\n<h4><strong>In Calabria<\/strong><\/h4>\n<p>Sono <strong>133<\/strong> i comuni destinatari di beni immobili confiscati, di questi <strong>67 quelli che non pubblicano<\/strong> l&#8217;elenco sul loro sito internet, cos\u00ec come previsto dalla legge, pari al 50% del totale, mentre sono 66 quelli che pubblicano le informazioni sui patrimoni confiscati loro destinati. Il <strong>primato negativo<\/strong>, \u00e8 scritto in una nota di Libera, &#8220;spetta ai comuni della Provincia di <strong>Vibo Valentia<\/strong> dove su 20 comuni destinatari di beni confiscati, ben <strong>13<\/strong> non pubblicano l&#8217;elenco; non meglio la fotografia per i comuni della <strong>Provincia di Crotone<\/strong> dove su 11 comuni sono 6 quelli non pubblicano elenco.<\/p>\n<p><strong>Segue la Provincia di Cosenza con 7 comuni<\/strong> che non pubblicano sui 19 complessivi e la Provincia di Reggio Calabria con 33 comuni che non pubblicano sui 67 destinatari di beni confiscati. Per i comuni della Provincia di Catanzaro su 16 comuni, la met\u00e0 sono inadempienti&#8221;.<\/p>\n<p>La regione <strong>Calabria<\/strong> con un ranking regionale pari a <strong>65.9 \u00e8 al di sotto della media insieme ad altre 8 regioni<\/strong>: Abruzzo, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Molise, Puglia, Sardegna, Toscana e Veneto. Tra i comuni capoluoghi di provincia, pubblicano l&#8217;elenco il Comune di Cosenza, Vibo, Catanzaro e Crotone, mentre il comune di Reggio Calabria (32 beni assegnati) utilizza un portale web dedicato ma non pubblica alcun dato nella sezione Amministrazione trasparente, motivo per cui \u00e8 considerato inadempiente<\/p>\n<h4><strong>Borrello: &#8220;la pubblicazione \u00e8 fondamentale&#8221;<\/strong><\/h4>\n<p>&#8220;Deve essere chiaro &#8211; afferma Giuseppe Borrello, referente regionale di Libera Calabria &#8211; che la lotta alla &#8216;ndrangheta passa, anche, dal rispetto, da parte delle amministrazioni territoriali, dell&#8217;obbligo della trasparenza sui beni confiscati. Infatti, la pubblicazione di tali dati diventa presupposto fondamentale per consentire il concreto riutilizzo pubblico e sociale dei beni <strong>sottratti alla criminalit\u00e0 organizzata<\/strong> e la <strong>restituzione di essi alla collettivit\u00e0&#8221;.<\/strong> E&#8217; proprio attraverso queste azioni che si va a completare l&#8217;importante lavoro delle forze dell&#8217;ordine e della magistratura che inizia con il sequestro di tali beni. Dispiace, purtroppo, constatare che le amministrazioni locali di territori, interessati ultimamente da importanti operazioni di polizia, non abbiano acquisito un&#8217;adeguata sensibilit\u00e0 che li abbia portati ad ottemperare tale <strong>obbligo di trasparenza previsto dal Codice Antimafia<\/strong>, e ci\u00f2 nonostante la nostra domanda di accesso civico&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Il nostro auspicio \u00e8 che <strong>l&#8217;evidenza di questi dati<\/strong>, che, comunque, hanno registrato un sensibile miglioramento rispetto alla precedente edizione, <strong>possa portare gli enti territoriali calabresi a fare un ulteriore passo in avanti<\/strong> per essere all&#8217;altezza del momento storico che la nostra regione sta vivendo&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; In Calabria, su 133 comuni monitorati destinatari di beni immobili confiscati (in totale sono 1.870 i beni destinati), nonostante la domanda di accesso civico di Libera, il 50% non pubblicano l&#8217;elenco sul loro sito internet. 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