{"id":228420,"date":"2024-05-01T07:00:57","date_gmt":"2024-05-01T05:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=228420"},"modified":"2024-04-30T20:30:14","modified_gmt":"2024-04-30T18:30:14","slug":"accessi-nei-pronto-soccorso-nel-2023-sono-stati-18-milioni-4-milioni-impropri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/accessi-nei-pronto-soccorso-nel-2023-sono-stati-18-milioni-4-milioni-impropri\/","title":{"rendered":"Accessi nei Pronto Soccorso: nel 2023 sono stati 18 milioni, 4 milioni impropri"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Nel 2023 si sono registrati<strong> 18,27 milioni di accessi negli ospedali sede di Pronto Soccorso<\/strong> (PS) e di Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione di primo e secondo livello (Dea I e Dea II) con un incremento, rispetto al 2022, del 6%. La prevalenza degli accessi \u00e8 caratterizzata da codici triage &#8211; dopo valutazione medica &#8211; bianchi e verdi (68% dei casi). Di questi, <strong>circa 4 milioni<\/strong>, si possono <strong>ritenere impropri<\/strong>: si tratta cio\u00e8 di accessi in <strong>codice bianco<\/strong> e <strong>verde<\/strong> alla visita medica, con l&#8217;esclusione di traumi, e giunti in PS in modo autonomo o inviati dal medico di famiglia, nei giorni feriali e festivi e in orari diurni, con dimissione al domicilio o a strutture ambulatoriali.<\/p>\n<p>Sono alcuni dei principali dati presentati <strong>dall&#8217;Agenas<\/strong> (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) in occasione dell&#8217;evento<strong> &#8216;Accessi in Pronto Soccorso e Implementazione DM 77\/2022 per una migliore presa in carico dei pazienti&#8217;<\/strong>.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito del disegno di riassetto della medicina territoriale, hanno inoltre osservato gli esperti, il <strong>numero 116117<\/strong>, ovvero il recapito a valenza europea (numero unico europeo) per le cure sanitarie non urgenti e altri servizi sanitari, diventer\u00e0 il riferimento per il cittadino per la presa in carico non urgente per le problematiche sociosanitarie.<\/p>\n<h4><strong>Arrivo al Pronto soccorso entro 30 minuti nel 94% casi<\/strong><\/h4>\n<p>L&#8217;arrivo al Pronto soccorso avviene entro 30 minuti nel 94% dei casi mentre <strong>sull&#8217;accessibilit\u00e0<\/strong> della Rete di <strong>emergenza-urgenza<\/strong>, la rilevazione evidenzia anche come la copertura del servizio <strong>entro 45 minuti sia invece pari al 99%.<\/strong> Lo studio indica come la popolazione non in grado di raggiungere le strutture di PS entro 30 minuti (3,4 milioni pari al 5,8% della popolazione) potrebbe essere decisamente ridotta con la corretta implementazione del <strong>Decreto ministeriale 77\/2022.<\/strong><\/p>\n<p>Il decreto 77, spiega Agenas, individua infatti la <strong>definizione di modelli e standard<\/strong> per lo sviluppo dell&#8217;assistenza territoriale nel servizio sanitario nazionale attraverso la presa in carico dei pazienti all&#8217;interno delle <strong>nuove strutture previste dal Pnrr<\/strong>. Nelle Regioni in cui tale decreto \u00e8 stato implementato, rileva lo studio, si denota &#8220;un miglioramento della presa in carico dei pazienti e un efficientamento del personale sanitario&#8221;. Dalla rilevazione emerge anche che circa il 75% delle strutture di Ps registrano un numero di accessi al di sotto degli standard. In particolare, nel 29% dei casi si individuano meno di 15.000 accessi annui. I Dea (Dipartimenti di emergenza e accettazione) di primo livello registrano una performance migliore. L&#8217;afflusso maggiore di accessi in Ps si riscontra il luned\u00ec nella fascia oraria dalle 8.00 alle 12.00.<\/p>\n<h4><strong>Le Case di comunit\u00e0 riducono gli accessi impropri a Pronto soccorso<\/strong><\/h4>\n<p>Nel 2023 si registrano in Italia 3,9 milioni (22%) di accessi impropri al Pronto soccorso (Ps), ma laddove sono presenti sul territorio le <strong>Case di comunit\u00e0<\/strong> per la presa in carico di pazienti, la cui situazione non \u00e8 di emergenza, il <strong>quadro migliora<\/strong> notevolmente con una riduzione del numero di accessi impropri e anche dei tempi di permanenza in Ps. Lo ha sottolineato <strong>Maria Pia Randazzo<\/strong> dell&#8217;Agenas: &#8220;solo in Basilicata e Val d&#8217;Aosta, ricche di aree interne, sottolinea Randazzo, c&#8217;\u00e8 una quota che non riesce a raggiungere il Ps entro 60 minuti. Con le Case di comunit\u00e0 dislocate sul territorio, previste anche dal Pnrr &#8211; la situazione per\u00f2 migliora molto: in Basilicata la quota che non raggiunge il Ps entro 30 minuti \u00e8 normalmente del 32% ma laddove c&#8217;\u00e8 la Casa di comunit\u00e0 si passa all&#8217;8%, e cosi anche in Val d&#8217;Aosta c&#8217;\u00e8 una forte riduzione di tale percentuale. Cos\u00ec in Liguria, dove ci sono 32 Case di comunit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-156164 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/pronto-soccorso-generico.jpg\" alt=\"\" width=\"535\" height=\"331\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/pronto-soccorso-generico.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/pronto-soccorso-generico-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/pronto-soccorso-generico-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 535px) 100vw, 535px\" \/><\/p>\n<p>Ed ancora: anche in Abruzzo ci sono ospedali con molti accessi impropri, ad esempio a Sulmona con 34% di accessi impropri in Ps, ma con le Case della comunit\u00e0 si registra una riduzione al 10% degli accessi impropri, e sul territorio regionale sono presenti 40 Case della comunit\u00e0. Quanto all&#8217;identikit del paziente che arriva in Ps non in condizioni di urgenza, dunque con un accesso improprio, si tratta in genere di maschi in et\u00e0 lavorativa (25-64 anni) che presentano sintomi generici, oppure di <strong>bambini<\/strong> tra 0-14 anni : il 10% denuncia sintomi oculistici e dolori aspecifici, il 6,6% dolore all&#8217;addome e il 3,6% febbre.<\/p>\n<h5><strong>Ricoverato il 12% del totale dei pazienti al Pronto soccorso<\/strong><\/h5>\n<p>Sul totale degli accessi al Pronto soccorso (Ps) nel 2023, pari a 18 milioni, i ricoveri sono solo il 12% (di questi, solo il 2% tra i codici bianchi e il 5% tra i codici verdi). Rispetto poi al tempo di permanenza in Ps a livello nazionale, questo si attesta, in media, a 164 minuti per i codici bianchi e 229 minuti per i codici verdi. Per tempo di permanenza si intende il numero di minuti intercorsi tra l&#8217;arrivo e la dimissione dal Ps.<\/p>\n<p>&#8220;Per i codici bianchi &#8211; rileva Maria Pia Randazzo &#8211; i tempi di attesa maggiori si hanno in Friuli Venezia Giulia, ed i tempi minori in Umbria e P.A. Bolzano. Per il codice verde, i tempi maggiori si registrano sempre in Friuli, seguita da Val d&#8217;Aosta e Liguria; i tempi minori in Toscana e P.A. Bolzano. Per i codici gialli il tempo media di attesa \u00e8 di 416 minuti (il tempo maggiore in Sicilia con 540 minuti di permanenza. A Bolzano e Trento i tempi minori). In generale, nel <strong>2019 gli accessi al Ps<\/strong> erano <strong>21 milioni, durante la pandemia<\/strong>. La P.A. Bolzano \u00e8 l&#8217;unica che registra un innalzamento del tasso nell&#8217;accesso al Ps rispetto al 2019, insieme all&#8217;Emilia Romagna, mentre tutte le altre regioni registrano meno accessi rispetto al 2019. Rispetto al dato per cui molte strutture di Ps non raggiungono il numero minimo di accessi previsti per standard, nonostante il gran numero di accessi impropri, ci\u00f2 si spiega, rilevano gli esperti, con il fatto che sul territorio ci sono spesso tanti punti di accesso per l&#8217;emergenza e questo frammenta molto l&#8217;offerta&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Nel 2023 si sono registrati 18,27 milioni di accessi negli ospedali sede di Pronto Soccorso (PS) e di Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione di primo e secondo livello (Dea I e Dea II) con un incremento, rispetto al 2022, del 6%. 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