{"id":228833,"date":"2024-04-28T12:00:29","date_gmt":"2024-04-28T10:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=228833"},"modified":"2024-04-28T11:34:21","modified_gmt":"2024-04-28T09:34:21","slug":"il-dipendente-non-lavora-bene-il-tribunale-condanna-il-ministero-a-rivalutarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/il-dipendente-non-lavora-bene-il-tribunale-condanna-il-ministero-a-rivalutarlo\/","title":{"rendered":"Il dipendente non lavora bene: il Tribunale condanna il Ministero a rivalutarlo"},"content":{"rendered":"<p>CATANZARO<strong><b> \u2013 <\/b><\/strong>\u00a0\u201cDopo una lunga battaglia giudiziaria il Tribunale di Catanzaro ha posto fine ad una lunga ingiustizia perpetrata per oltre 4 anni nei confronti di <strong>un dipendente inquadrato nei ruoli civili del Ministero della Difesa.<\/strong> Per ben 4 anni consecutivi il Ministero<strong> aveva valutato negativamente la performance del dipendente<\/strong> che, per tale ragione, oltre a non poter usufruire dei premi incentivanti, rischiava il licenziamento. Il dipendente, per\u00f2, aveva ribadito pi\u00f9 volte che non avrebbe potuto essere valutato per obiettivi impossibili da raggiungere a causa dell\u2019assenza di formazione. Il Ministero, infatti, non aveva mai fornito al lavoratore la formazione adeguata per svolgere i compiti assegnatigli, impedendogli di svolgerli adeguatamente\u201d. A darne notizia \u00e8 la <strong><b>Fp Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo<\/b><\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cLe valutazioni negative, quindi, erano la stretta conseguenza non di una propria scarsa diligenza, ma di<strong> un inadempimento del Ministero<\/strong> \u2013 spiega ancora la nota del sindacato -. Dopo aver inutilmente richiesto pi\u00f9 volte una rivalutazione della propria performance ai propri superiori, il dipendente, difeso dall\u2019avv. Danilo Colabraro e supportato dalla Fp Cgil, si \u00e8 dovuto rivolgere al Tribunale del Lavoro di Catanzaro che con sentenza del 23 aprile, ha rilevato che il comportamento del Ministero non \u00e8 stato conforme a criteri di buona fede e correttezza, <strong>non avendo fornito al dipendente non solo la necessaria formazione<\/strong>, peraltro imposta dalla contrattazione collettiva, <strong>ma addirittura gli strumenti tecnici<\/strong> per svolgere le proprie mansioni\u201d.<\/p>\n<p>Il Tribunale di Catanzaro ha quindi annullato le schede di valutazione per gli anni 2017, 2018, 2019 e 2020, condannando il Ministero a ripetere l\u2019intero processo di valutazione \u201cavuto riguardo all\u2019effettiva formazione del dipendente ed alle competenze da questi effettivamente possedute. Ha inoltre condannato il Ministero a garantire al lavoratore i prescritti percorsi formativi\u201d. La Fp Cgil Area vasta esprime \u201cla propria soddisfazione per questa sentenza, non solo per il caso concreto, ma perch\u00e9 ribadisce in maniera chiara e puntuale che il datore di lavoro pubblico \u00e8 tenuto a fornire ai propri dipendenti una formazione adeguata, indispensabile per svolgere le mansioni affidate loro. In buona sostanza gli enti pubblici non possono richiedere ai dipendenti attivit\u00e0 per le quali non \u00e8 stata fornita la relativa formazione\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANZARO \u2013 \u00a0\u201cDopo una lunga battaglia giudiziaria il Tribunale di Catanzaro ha posto fine ad una lunga ingiustizia perpetrata per oltre 4 anni nei confronti di un dipendente inquadrato nei ruoli civili del Ministero della Difesa. 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