{"id":22884,"date":"2013-05-29T14:52:48","date_gmt":"2013-05-29T12:52:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=22884"},"modified":"2023-01-17T13:20:30","modified_gmt":"2023-01-17T12:20:30","slug":"9026-i-giampa-decidono-chi-lavora-e-chi-muore-l-antimafia-sgomina-la-cosca-lametina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/9026-i-giampa-decidono-chi-lavora-e-chi-muore-l-antimafia-sgomina-la-cosca-lametina\/","title":{"rendered":"I Giamp\u00e0 decidono chi lavora e chi muore, l\u2019antimafia spoglia la &#8216;ndrina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">LAMEZIA TERME \u2013 Duro colpo ai danni della \u2018ndrangheta tirrenica.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019Operazione della Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro scattata con gli arresti eseguiti stamane per associazione a delinquere di stampo mafioso ha affossato la \u2018ndrina pi\u00f9 potente del lametino. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere hanno coinvolto quattro imprenditori originari di Lamezia Terme ritenuti organici alla famiglia dei Giamp\u00e0 cosca egemone nel comprensorio di Nicastro. Si tratta di: Davide Orlando, 31enne; Roberto Piacente, 43 anni, Francesco Cianflonte classe \u201955 e Antonio Gallo del \u201873. L&#8217;operazione, denominata &#8220;Piana&#8221;, ha permesso di fare piena luce sugli interessi economici che legano certa imprenditoria, attiva nel comparto edile, alle consorterie mafiose. E&#8217; stato inoltre disposto il sequestro di sei imprese il cui valore ammonta a 25 milioni di euro. Gli imprenditori avrebbero messo a disposizione della cosca le aziende a loro riconducibili prevalentemente operanti nel settore del calcestruzzo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Dalle indagini \u00e8 emerso che la cosca Giamp\u00e0, a Lamezia Terme, decideva &#8220;chi doveva lavorare e non doveva lavorare&#8221;. A dichiararlo \u00e8 stato il capo della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Antonio Vincenzo Lombardo. Il clan, ha detto il capo della procura catanzarese, muoveva &#8220;le fila di chi deve lavorare nell&#8217;edilizia privata e anche nell&#8217;edilizia pubblica attraverso i subappalti&#8221;. Dati ed aspetti, ha sottolineato il capo dell&#8217;antimafia del distretto di Catanzaro, che &#8220;emergono dai contributi dichiarativi che hanno fatto luce su questo sistema&#8221;. Le dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia, soprattutto quelle di Giuseppe Giampa&#8217;, figlio del capoclan Francesco, detto il professore, comprovate da riscontri documentali hanno permesso di delineare il sistema affaristico criminale che stava dietro alcune attivit\u00e0 imprenditoriali lametine, in particolare nel campo dell&#8217;edilizia: l&#8217;imprenditore si rivolgeva a un referente mafioso operante su un determinato territorio per sbaragliare i concorrenti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u201cQuesto sistema &#8211; ha spiegato Lombardo &#8211; delinea una situazione particolare, perch\u00e8 mentre nella maggior parte dei casi gli imprenditori sono accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, qui siamo molto al di la&#8217;; questi imprenditori con le loro aziende rappresentavano l&#8217;aspetto economico dell&#8217;attivit\u00e0 della cosca&#8221;. Comunque, ha sottolineato il procuratore Lombardo, &#8220;non dobbiamo illuderci che queste operazioni smantellino definitivamente le organizzazioni criminali, perche&#8217; c&#8217;e&#8217; sempre qualcuno che vuole emergere per riempire i vuoti creati dagli arresti&#8221;. L&#8217;attenzione della Dda non si allenta su Lamezia, ma al contrario, ha detto il procuratore aggiunto, proseguir\u00e0 in quanto ha spiegato il procuratore aggiunto &#8220;abbiamo individuato chi sono i nuovi gruppi che mirano a prendere il posto di quelli che sono stati scompaginati o di quelli che potranno esserlo nei prossimi tempi&#8221;. Per Borrelli &#8220;le indagini sulla cosca Giampa&#8217; sono a meta&#8217; e contiamo &#8211; ha aggiunto &#8211; entro fine anno di concludere il nostro lavoro sul territorio di Lamezia&#8221; e proprio in questa fase &#8220;abbiamo accellerato su questa parte dell&#8217;indagine relativa agli imprenditori del calcestruzzo per dare un segno tangibile che le cose non possono ricominciare come prima&#8221;. \u201cA Lamezia Terme ci sono nuovi gruppi, delle gang metropolitane che vogliono approfittare di questo vuoto di potere &#8211; ha concluso Borrelli &#8211; la strategia della Dda dopo i frequenti arresti degli ultimi anni \u00e8 quella di agire in via preventiva, per impedire a queste gang metropolitane di diventare &#8216;ndranghetiste&#8221;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Appalti e omicidi per mantenere il predominio. Si e&#8217; aperto con la drammatica confessione di uno degli imputati il processo di secondo grado per l&#8217;omicidio pluriaggravato di Roberto Amendola, il giovane di 23 anni ucciso il 13 novembre del 2008 a Lamezia Terme, il cui corpo venne trovato bruciato all&#8217;interno di un&#8217;auto data alle fiamme. Un delitto atroce, che ha portato alla morte del giovane Amendola, contro il quale la sera di quel 13 novembre, furono sparati due colpi di pistola che lo raggiunsero alla testa ma senza ucciderlo tanto che, secondo le accuse, egli sarebbe stato ancora in vita quando i suoi killer gli diedero fuoco all&#8217;interno di una Lancia Y. Non a caso le aggravanti della premeditazione, della crudelta&#8217; e delle sevizie compaiono nel capo d&#8217;accusa di omicidio volontario contestato ai tre imputati, che finirono in manette circa nove mesi dopo il delitto, a seguito delle indagini dei carabinieri che giunsero a loro soprattutto grazie ad alcune intercettazioni effettuate nell&#8217;auto di Amendola, il quale era a sua volta sotto controllo per via del suo ipotizzato coinvolgimento in una serie di rapine. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L&#8217;omicidio di Amendola, secondo la tesi degli inquirenti, sarebbe stata la risposta della sua ambizione di entrare da &#8220;autonomo&#8221; nel racket delle estorsioni, motivo per cui il giovane aveva deciso di munirsi di una pistola, chiedendo proprio agli imputati di aiutarlo a trovarla. Davanti ai giudici della Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Catanzaro, Aldo Notarianni, 45 anni, gi\u00e0 condannato all&#8217;ergastolo per il brutale assassinio, ha rilasciato dichiarazioni spontanee assumendosi la responsabilit\u00e0 dell&#8217;omicidio e chiedendo perdono alla famiglia della giovane vittima. Il processo \u00e8 stato rinviato al 10 luglio per la requisitoria del sostituto procuratore generale. Il giudizio di secondo grado si sta svolgendo anche per altri due imputati: Domenico Giamp\u00e0, 30 anni, pure condannato all&#8217;ergastolo e, come Aldo Notarianni, all&#8217;isolamento diurno per un anno, nonch\u00e8 Aurelio Notarianni, 47 anni, che in primo grado \u00e8 stato assolto e per il quale \u00e8 stato l&#8217;Ufficio di procura a proporre appello, a differenza che per gli altri due per i quali l&#8217;impugnazione \u00e8 stata proposta dalla difesa.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LAMEZIA TERME \u2013 Duro colpo ai danni della \u2018ndrangheta tirrenica.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":22885,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-22884","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22884","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22884"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22884\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22885"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22884"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22884"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22884"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}