{"id":229411,"date":"2024-05-12T07:20:45","date_gmt":"2024-05-12T05:20:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=229411"},"modified":"2024-05-12T07:29:26","modified_gmt":"2024-05-12T05:29:26","slug":"lavoro-stagionale-mancano-239mila-lavoratori-perdita-entrate-erariale-per-un-miliardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/lavoro-stagionale-mancano-239mila-lavoratori-perdita-entrate-erariale-per-un-miliardo\/","title":{"rendered":"Lavoro stagionale: \u00abmancano 239mila lavoratori, perdita entrate erariale per un miliardo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>FIRENZE &#8211; La stagione estiva \u00e8 alle porte e, nonostante i <strong>151mila ingressi<\/strong> che saranno autorizzati dal Decreto Flussi, mancheranno <strong>239mila lavoratori stagionali<\/strong> per coprire il <strong>fabbisogno delle aziende<\/strong>. Si rischia una <strong>perdita di valore aggiunto di 32 miliardi di euro<\/strong> nell&#8217;anno, pari all&#8217;1,4% del PIL prodotto nel 2023, e un danno per le casse erariali dello Stato di quasi 1 miliardo di euro fra tasse e contributi. Sono le stime di Susini Group S.t.P., studio di Firenze leader nella consulenza del lavoro.<\/p>\n<p>Secondo lo studio saranno oltre <strong>1,1 milioni i lavoratori stagionali<\/strong> di cui <strong>avranno bisogno le aziende italiane<\/strong>, complici anche le condizioni climatiche favorevoli che negli ultimi anni hanno allungato la stagione estiva, e<strong> il 93% saranno concentrati nel periodo che va dal mese di marzo a quello di ottobre.<\/strong><\/p>\n<h4><strong>Le professionalit\u00e0 maggiormente richieste<\/strong><\/h4>\n<p>Sono <strong>cameriere<\/strong> (41%), <strong>cuoco<\/strong> (40%), <strong>barman<\/strong> (38%), <strong>addetto alle pulizie<\/strong> (34%), <strong>commessi<\/strong> (28%), <strong>manutentori<\/strong> (22%), <strong>muratori<\/strong> (19%) e <strong>lavoratori agricoli<\/strong> (14%). Attivit\u00e0 che richiedono una grande disponibilit\u00e0 da parte dei lavoratori, poich\u00e9 prevedono orari di lavoro prestati nelle giornate di sabato, domenica, festivi e anche in orari notturni oppure in condizioni climatiche difficili, e spesso anche una esperienza professionale tecnica che non tutti dispongono. <strong>Per i motivi sopra indicati, non tutti gli 1,9 milioni di disoccupati italiani saranno disponibili o idonei ad andare a coprire le offerte di lavoro mancanti.<\/strong><\/p>\n<p>Si stima che <strong>accetteranno le proposte di lavoro stagionali<\/strong> circa<strong> 710mila disoccupati<\/strong> (poco pi\u00f9 del 37,3%) e, se a questi si aggiungono gli ulteriori 151mila ingressi che saranno autorizzati dal governo per i flussi 2024, mancheranno quasi 239mila lavoratori.<\/p>\n<p>La <strong>mancanza di manodopera<\/strong> causer\u00e0, inevitabilmente, difficolt\u00e0 per le aziende a livello organizzativo che costringer\u00e0 i locali ad aperture con turni di lavoro ridotti rispetto al passato, abbassamento degli standard qualitativi dei servizi e conseguente impatto negativo sulla produttivit\u00e0. Si rischia una perdita di valore aggiunto di 32 miliardi di euro nell&#8217;anno, pari all&#8217;1,4% del PIL prodotto nel 2023, e un danno per le casse erariali dello Stato di quasi 1 miliardo di euro fra tasse e contributi.<\/p>\n<p>&#8220;Occorre individuare misure che vadano ad attenuare il mismatch fra la domanda e l&#8217;offerta di lavoro. In primis &#8211; commenta Sandro Susini, consulente del lavoro e fondatore di Susini Group &#8211; occorre comprendere che il mercato sta richiedendo sempre pi\u00f9 figure professionali scientifiche e tecniche, mentre la maggior parte dei nostri giovani frequenta scuole con indirizzi liceali e umanistici. Quindi, <strong>indirizzare correttamente i propri figli a percorsi di studio in linea con le richieste del mercato del lavoro<\/strong> potrebbe essere un primo passo. Un&#8217;altra soluzione potrebbe essere quella di incrementare l&#8217;accesso dei lavoratori stagionali o a tempo determinato non comunitari attraverso un ampliamento delle quote del decreto flussi. Tenuto conto della provvisoriet\u00e0 della tipologia del lavoro stagionale, sarebbe opportuno prevedere delle misure che lo incentivino come ad esempio agevolazioni contributive o fiscali a favore del datore di lavoro che consentano di corrispondere una retribuzione netta maggiore a favore del lavoratore&#8221;, conclude Susini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FIRENZE &#8211; La stagione estiva \u00e8 alle porte e, nonostante i 151mila ingressi che saranno autorizzati dal Decreto Flussi, mancheranno 239mila lavoratori stagionali per coprire il fabbisogno delle aziende. 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