{"id":229976,"date":"2024-05-13T15:57:08","date_gmt":"2024-05-13T13:57:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=229976"},"modified":"2024-05-13T15:59:13","modified_gmt":"2024-05-13T13:59:13","slug":"un-buco-da-oltre-3-milioni-con-il-comune-e-un-piano-industriale-inattendibile-ecco-i-retroscena-del-caso-amaco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/un-buco-da-oltre-3-milioni-con-il-comune-e-un-piano-industriale-inattendibile-ecco-i-retroscena-del-caso-amaco\/","title":{"rendered":"Un buco da oltre 3 milioni con il Comune e un piano industriale &#8216;inattendibile&#8217;: ecco i retroscena del caso Amaco"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il Sindaco Franz Caruso, nel ricevere e condividere la nota che l&#8217;ex Assessore al bilancio e alla Programmazione economico-finanziaria di Palazzo dei Bruzi, Francesco Giordano, ha inviato al Comune, in quanto <strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/area-urbana\/cosenza\/amaco-la-minoranza-basta-scaricabarile-caruso-si-attivi-per-salvare-i-posti-di-lavoro-e-garantire-il-servizio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">chiamato in causa dall&#8217;opposizione<\/a><\/strong> sulla <strong>vicenda Amaco<\/strong>, ha ritenuto di doverla diffondere agli organi di stampa.<\/p>\n<p><strong>Questo il testo della nota dell&#8217;ex Assessore Francesco Giordano:<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Quella di Amaco \u00e8 una triste vicenda di gestioni operative e contabili non in linea con quella che nel linguaggio aziendale si definisce efficienza di impresa. L&#8217;Amministrazione guidata dal Sindaco Franz Caruso ha provato in ogni modo a entrare nei meandri contabili ed amministrativi della sua partecipata e, da subito, ha avviato la procedura imposta dalla legge e mai rispettata, di allineare la propria contabilit\u00e0 con quella della partecipata AMACO. All&#8217;esito delle prime verifiche, emergeva la<strong> presenza nei bilanci di AMACO di crediti verso il Comune di Cosenza,<\/strong> socio unico, per circa<strong> 3 milioni di euro<\/strong> derivanti da presunti servizi resi in assenza di qualsivoglia supporto contrattuale e sempre disconosciuti dall&#8217;Ente al punto da arrivare al contenzioso. Attesa la vetust\u00e0 di tali crediti e la presenza di contenzioso con<strong> elevato rischio di soccombenza per la partecipata,<\/strong> quest&#8217;ultima avrebbe dovuto, in applicazione delle stringenti norme di contabilit\u00e0 aziendale, svalutare tali crediti fino ad azzerarli (basta chiedere, in merito, ai precedenti collegi sindacali).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 premesso, l&#8217;Ente, socio unico, per evitare alla partecipata UN BUCO DI 3 MILIONI DI EURO, raggiungeva un accordo transattivo con l&#8217;amministrazione di Amaco per il riconoscimento e la liquidazione di una parte di quei crediti che venivano ammessi per un milione e 800 mila euro e pagati dall&#8217;OSL per 900 mila euro, assicurando alla partecipata un&#8217;iniezione di liquidit\u00e0 quanto mai necessaria a fine 2022 per il pagamento di stipendi e servizi essenziali. Inoltre, l&#8217;Ente chiedeva alla sua partecipata la predisposizione di un Piano Industriale utile a programmare una riorganizzazione dell&#8217;attivit\u00e0 aziendale con un ritorno ad utili reali di gestione. Il Piano industriale, laddove sostenibile, sarebbe stato sottoposto al Consiglio comunale dell&#8217;Ente che avrebbe, come da impegni assunti, provveduto a ricapitalizzare in beni la partecipata, consentendole di restituire al proprio patrimonio netto il valore richiesto per lo svolgimento dell&#8217;attivit\u00e0 di trasporto pubblico locale. Inoltre, in caso di approvazione del Piano industriale prodotto dall&#8217;azienda, si sarebbe valutata anche la possibilit\u00e0 di successive iniezioni di liquidit\u00e0 compatibilmente con le casse di un Comune in dissesto, disastrato da anni di mala gestio e chiamato a rispondere di debiti insoluti per quasi 300 milioni di euro.<\/p>\n<p>Per motivi che ancora oggi si ignorano, <strong>il Piano industriale richiesto, dapprima non veniva elaborato dall&#8217;azienda e<\/strong>,<strong> successivamente, dopo diversi solleciti, venivano prodotti degli schemi di Piano del tutto inattendibili che mai avrebbero potuto ottenere il placet del Consiglio Comunale<\/strong>. Nel frattempo interveniva la richiesta giudiziaria di<strong> fallimento dell&#8217;Azienda per evidenti e gravissime problematiche finanziarie.<\/strong> Di fronte a questa ulteriore, quanto inaspettata evenienza, <strong>l&#8217;Amministrazione guidata da Franz Caruso ha tentato con ogni mezzo di prevenire il fallimento,<\/strong> sostituendolo con un piano concordatario che avrebbe dovuto abbattere l&#8217;esposizione debitoria dell&#8217;azienda consentendole di continuare nella sua attivit\u00e0 e di assicurare il mantenimento dei posti di lavoro.<\/p>\n<p>Tuttavia,<strong> i competenti organi giudiziari, di fronte a voragini finanziarie di gran lunga pi\u00f9 gravi rispetto ai 3 milioni transatti dal Socio Unico<\/strong> (si tratta di numeri a pi\u00f9 cifre) e, di certo, non ascrivibili all&#8217;Amministrazione Caruso,<strong> ha decretato il fallimento di Amaco<\/strong>. Di fronte ai numeri emersi nel procedimento giudiziario e, purtroppo, conseguenza non di sfortunate e temporanee congiunture economiche, bens\u00ec di molti anni di errori di gestione e programmazione, l&#8217;Amministrazione Caruso poco avrebbe potuto ai fini del risanamento e, con ogni probabilit\u00e0, <strong>anche il perfezionamento di eventuali operazioni di ricapitalizzazione si sarebbe rivelato ampiamente insufficiente<\/strong>, atteso il<strong> grave quadro che la Procura ha fatto emergere sulla vicenda Amaco.<\/strong> In questo contesto, le parti politiche coinvolte sarebbero chiamate ad assumere un atteggiamento responsabile e collaborativo a tutela dei lavoratori e del TPL. Invece, ogni occasione \u00e8 buona per deresponsabilizzarsi, disconoscendo il lavoro svolto dall&#8217;Amministrazione guidata da Franz Caruso e arrivando, per biechi motivi elettorali, ad attribuire all&#8217;Amministrazione in carica responsabilit\u00e0 nel fallimento di un&#8217;azienda le cui condizioni erano irreversibilmente drammatiche e non certo per le poche scelte oculate e di buon senso, poste in essere dalla Giunta Caruso. Piuttosto che criticare a mezzo stampa, sarebbe opportuno che la minoranza contribuisse a<strong> sollecitare un intervento dell&#8217;Amministrazione regionale<\/strong>, <strong>unica, all&#8217;attualit\u00e0, in grado di garantire il mantenimento dei posti di lavoro<\/strong> delle famiglie che traggono il loro sostentamento dall&#8217;impiego in Amaco&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il Sindaco Franz Caruso, nel ricevere e condividere la nota che l&#8217;ex Assessore al bilancio e alla Programmazione economico-finanziaria di Palazzo dei Bruzi, Francesco Giordano, ha inviato al Comune, in quanto chiamato in causa dall&#8217;opposizione sulla vicenda Amaco, ha ritenuto di doverla diffondere agli organi di stampa. 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