{"id":230220,"date":"2024-05-18T10:00:42","date_gmt":"2024-05-18T08:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=230220"},"modified":"2024-05-17T09:25:32","modified_gmt":"2024-05-17T07:25:32","slug":"rende-errori-carenze-negli-elaborati-progetti-dubbi-e-rischio-contenziosi-cosi-e-stato-revocato-psc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/rende-errori-carenze-negli-elaborati-progetti-dubbi-e-rischio-contenziosi-cosi-e-stato-revocato-psc\/","title":{"rendered":"Rende: errori, carenze negli elaborati, progetti dubbi e rischio contenziosi. Cos\u00ec \u00e8 stato revocato il PSC"},"content":{"rendered":"<p>RENDE &#8211; Quella del <strong>Piano di Strutturale Comunale di Rende (PSC)<\/strong>, la cui delibera approvata dall&#8217;allora Giunta Mamma \u00e8 stata <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/area-urbana\/rende-commissari-revocano-il-psc-approvato-dalla-giunta-manna-in-pochi-minuti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">revocata ufficialmente<\/a> dalla triade di commissari prefettizi, \u00e8 <strong>una vicenda spinosa che si trascina da un anno<\/strong>. E non solo per lo scioglimento del Comune e tutto quello che poi ne \u00e8 conseguito, ma perch\u00e9 la stessa delibera <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/area-urbana\/rende-il-blitz-maggioranza-che-approva-il-psc-minoranza-sul-piede-di-guerra\">approvata<\/a> in fretta e furia dalla Giunta Manna a maggio del 2023, fu <strong>oggetto di critiche furiosi e feroci da parte dell&#8217;opposizione<\/strong>. Con un vero e proprio blitz infatti, la maggioranza raggiunse il numero legale <strong>e senza attendere i consiglieri che componevano la minoranza<\/strong> in Consiglio comunale, <strong>stravolgendo l&#8217;ordine del giorno<\/strong> e procedendo all\u2019approvazione del PSC e del Regolamento Urbanistico ed Edilizio con undici voti a favore, 4 contrari poco prima che il Viminale decidesse per lo scioglimento dell&#8217;Ente.<\/p>\n<h3>L&#8217;esposto in Procura contro la delibera e la sospensione del PSC<\/h3>\n<p>Le opposizioni, che avevano annunciato battaglia e la volont\u00e0 di impugnare la delibera, presentarono un<strong> esposto in Prefettura<\/strong> parlando senza mezzi termini di <em><strong>&#8220;caso unico al mondo e di manovre sottobanco&#8221;<\/strong><\/em>. Quando si insedi\u00f2 la terna commissariale <strong>a luglio del 2023 il PSC venne messo in naftalina<\/strong>. La commissione composta da Santi Giuffr\u00e8, Rosa Correale e Michele Albertini, infatti, <strong>sospese la delibera del consiglio comunale<\/strong>. Per i commissari prefettizi \u201coccorreva <em>valutare con particolare attenzione la correttezza della procedura seguita e la legittimit\u00e0 della deliberazione<\/em>\u201d e perch\u00e9 l\u2019iter di approvazione del Piano strutturale <strong><em>&#8220;poteva presentare anomalie&#8221;<\/em><\/strong> visto che era avvenuto proprio con una modifica dell\u2019ordine di trattazione dei punti e &#8220;<strong><em>disposta in corso di seduta prima ancora che buona parte dei consiglieri comunali sopraggiungessero presso la sala consiliare<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<h3>&#8220;Carenze ed errori&#8221;: i Commissari revocano la delibera del PSC<\/h3>\n<p>Sulla legittimit\u00e0 del PSC i Commissari avevano incaricato <strong>un collegio dei propri sovraordinati\/tecnici <\/strong>a una valutazione peculiare del Piano Strutturale Comunale e del Regolamento Edilizio Urbanistico adottato, <strong>sulla scorta degli elaborati pubblicati sul sito internet del comune<\/strong> e successivamente chiesto anche <strong>un parere anche ad alcuni docenti dell&#8217;UNICAL<\/strong> che a gennaio hanno inoltrato un documento di &#8220;Valutazione del rispetto e della conformit\u00e0 dell&#8217;adottando PSC di Rende alle superiori norme regolatorie regionali di pianificazione territoriale&#8221;.<\/p>\n<h3>Incremento degli indici di edificabilit\u00e0<\/h3>\n<p>Ma se da una parte il PSC non presentava criticit\u00e0 sulle superiori norme regolatorie regionali di pianificazione territoriale, con riferimento invece all\u2019<strong>aspetto pi\u00f9 propriamente tecnico-sostanziale<\/strong>, ha evidenziato alcune criticit\u00e0 del PSC tra cui la necessit\u00e0 di \u201c<strong>informazioni pi\u00f9 dettagliate sulle potenzialit\u00e0 edificatorie del PSC<\/strong>&#8220;, oltre a<br \/>\nevidenziare &#8220;un&#8217;azione di densificazione che riguarda buona parte del tessuto consolidato anche con un <strong>significativo passaggio a nuove zonizzazioni con incremento di indici di edificabilit\u00e0&#8221;.<\/strong><\/p>\n<h3>Errori nel Regolamento Edilizio ed Urbanistico<\/h3>\n<p>Sono stati rilevati <strong>errori nel Regolamento Edilizio ed Urbanistico (REU) che esporrebbero il comune a contenziosi<\/strong> in considerazione degli effetti delle norme di<br \/>\nsalvaguardia a seguito dell&#8217;adozione. Si fa riferimento ad alcune &#8220;destinazioni&#8221; con rinvio all&#8217;art. 35 che in realt\u00e0 disciplina l&#8217;<strong>annullamento del Permesso di Costruire<\/strong>; vi \u00e8 un rinvio a<strong> una tavola del PSC individuata con gli estremi &#8220;XXXXX&#8221; che di fatto \u00e8<\/strong><br \/>\n<strong>inesistente<\/strong>; gli standard urbanistici dell&#8217;ATU (sigla di identificazione cartografica) &#8220;Quattromiglia&#8221; vengono quantificati in 158.237 mq all&#8217;art. 196 del REU, mentre nell&#8217;elaborato &#8220;P4a&#8221; gli stessi standard vengono quantificati in 175.780 mq con un <strong>evidente errore di quantificazione<\/strong>.<\/p>\n<h3>Carenze negli elaborati e negli standard urbanistici rendono &#8220;poco controllabile il PSC&#8221;<\/h3>\n<p>Ci sono <strong>carenze negli elaborati del Piano della dimostrazione analitica delle volumetrie <\/strong>di progetto e dei <strong>relativi standard urbanistici<\/strong>, che rende poco &#8220;controllabile&#8221; il PSC da parte dei cittadini e da tutti gli stakeholder; in particolare \u00e8 necessario:\u00a0determinare, attraverso prospetti analitici dettagliati, <strong>la volumetria complessiva insediabile nel PSC<\/strong> con riferimento alla popolazione prevista a pag 122 della relazione, determinata dall\u2019applicazione degli indici fondiari\/territoriali previsti per le varie superfici. Occorre esplicitare, attraverso prospetti analitici dettagliati e relativi grafici, <strong>la quantit\u00e0 degli spazi per le attrezzature pubbliche di interesse generale<\/strong>, il dato sintetico della Relazione Generale riferito alle <strong>dotazioni per spazi pubblici o riservati alle attivit\u00e0 collettive, a verde pubblico o a parcheggio<\/strong><\/p>\n<p>Dalla p<strong>oche informazioni riportate negli elaborati<\/strong> scrittografici del PSC e REU con riferimento alla determinazione degli standard urbanistici si rileva l&#8217;errore, gi\u00e0 richiamato precedentemente, nella quantificazione degli standard dell&#8217;ATU 8.1 &#8220;Quattromiglia&#8221;<br \/>\nche nel REU all&#8217;art.196 viene riportato in 158.237 mq, mentre nell&#8217;elaborato &#8220;P4a&#8221; viene riportato in 175.780 mq. C&#8217;\u00e8 un&#8217;a<strong>nomala esclusione dal computo totale degli standard urbanistici del PSC e REU<\/strong> dell&#8217;ATU 1a, b, c, d &#8220;<strong>Centro storico e Nogiano<\/strong>&#8221; per una superficie di standard omessa pari a 39.133 mq. C&#8217;\u00e8\u00a0<strong>l&#8217;omessa determinazione degli standard corrispondenti alla popolazione teorica da insediare negli Ambiti<\/strong><br \/>\n<strong>Territoriali Unitari<\/strong> per i quali \u00e8 previsto genericamente uno standard procapite di 26 mq\/ab. In particolare si evidenzia che gli errori e le anomalie rendono non corretta la<br \/>\nquantificazione degli standard procapite stimata in 39,08 mq\/ab (su 62.510 abitanti teorici) e in in 2.443.150 mq quale valore assoluto (cfr pag 123 Relazione generale e tav. P4a);<\/p>\n<h3>Scelte progettuali impattanti sotto il profilo urbanistico<\/h3>\n<p>Ancora, s<strong>i rilevano scelte progettuali impattanti sotto il profilo urbanistico<\/strong> che, come puntualmente annotato nella valutazione della UNICAL, comportano &#8220;<strong>un&#8217;azione di densificazione che riguarda buona parte del tessuto consolidato.<\/strong><\/p>\n<h3>Cambio di destinazione d&#8217;uso a Quattromiglia e Viale Principe<\/h3>\n<p>Nella delibera che annulla il PSC i commissari scrivono che \u00e8 stato <strong>condotto un approfondimento proprio con riferimento alle zone F ed in particolare per le zone<\/strong><br \/>\n<strong>Quattromiglia e viale Principe<\/strong>.\u00a0Nella\u00a0zona Quattromiglia si registra che, per un&#8217;ampia area con estensione di alcuni ettari &#8211; di cui la quota maggioritaria \u00e8 di propriet\u00e0 del comune &#8211; vi \u00e8 un <strong>rilevante cambio di destinazione d&#8217;uso da &#8220;zona per servizi e attrezzature&#8221; a zona a carattere &#8220;prevalentemente residenziale<\/strong>&#8220;. Infatti tale area \u00e8 destinata nel PRG a zona &#8220;F zone per servizi e attrezzature&#8221; e, pi\u00f9 dettagliatamente: in parte a zona destinata a &#8220;<strong>verde pubblico&#8221;<\/strong> (tra l&#8217;altro contabilizzata al fine del soddisfacimento degli standard urbanistici minimi di legge nel PRG), in parte a zona destinata ad &#8220;<strong>attrezzature di carattere sociale, sanitario, commerciale, artigianale&#8230;.&#8221;.<\/strong> Nel PSC viene <strong>ripianificata in TDU &#8220;Tessuti di margine a densit\u00e0 medio alta Quattromiglia<\/strong> (Sottoambiti di nuova espansione prevalentemente residenziale&#8221; con destinazione residenziale, produttiva e direzionale, commerciale, servizi e attrezzature.<\/p>\n<h3>Vasta area di verde pubblico destinata ad Edilizia privata<\/h3>\n<p>&#8220;Tale scelta di pianificazione urbanistica appare poco coerente e necessaria di approfondimenti, atteso che \u2013 di fatto &#8211; <strong>si determina una significativa riduzione di aree per servizi e attrezzature a favore della espansione residenziale in un contesto urbanistico gi\u00e0 densamente costruito<\/strong> con depauperamento della dotazione di standard urbanistici di quartiere che invece sono correttamente previsti nel vigente PRG. Si registra altres\u00ec &#8220;un&#8217;alterazione delle funzioni pubbliche dell\u2019Ente, considerato che una vasta area ricompresa nella ex zona F1 verde pubblico del PRG (nel PSC edificabile per edilizia residenziale) \u00e8 di propriet\u00e0 del Comune il quale dovrebbe avere il pieno interesse a mantenere la destinazione a verde pubblico, atteso che, tra l\u2019altro,<strong> non ha tra le proprie finalit\u00e0 istituzionali quella di realizzare edilizia residenziale privata. <\/strong>In altri termini, in tali aree &#8211; gi\u00e0 significativamente urbanizzate &#8211; si passa dalla pianificazione in PRG di<br \/>\nrealizzazione di verde pubblico e attrezzature sanitarie, commerciali ecc. alla pianificazione in PSC di realizzazione di altre centinaia di alloggi, anche (potenzialmente) sulla vasta area di propriet\u00e0 comunale.<\/p>\n<h3>Su viale Principe la realizzazione di centinaia di alloggi<\/h3>\n<p>Lungo il viale<strong> Francesco e Carolina Principe<\/strong>, anche qui, scrivono i commissari &#8220;si registra che, per alcuni importanti comprensori con estensione di diversi ettari, v<strong>i \u00e8 un rilevante cambio di destinazione d&#8217;uso da &#8220;zona per servizi e attrezzature&#8221; a zona a carattere &#8220;prevalentemente residenziale&#8221;<\/strong>. Infatti, tale area nel PRG \u00e8 destinata a zona &#8220;F zone per servizi e attrezzature&#8221; e, pi\u00f9 dettagliatamente a zona destinata ad &#8220;attrezzature di carattere sociale, sanitario, commerciale, artigianale&#8230;.&#8221; mentre nel PSC viene ripianificata in TDU &#8220;Tessuti di margine a densit\u00e0 medio alta&#8221; (Sottoambiti di nuova<br \/>\nespansione prevalentemente residenziale&#8221; con destinazione residenziale, produttiva e direzionale, commerciale, servizi e attrezzature.<\/p>\n<p>&#8220;Oltre al rilevante cambio della destinazione d&#8217;uso si registra un significativo incremento dell&#8217;indice fondiario che passa da 1,0 mc\/mq a 3,5 mc\/mq. In altri termini, in tali aree, si passa dalla previsione di realizzazione di attrezzature sanitarie, commerciali ecc&#8230; <strong>alla programmazione, anche qui, di realizzare centinaia di alloggi<\/strong>. <strong>Tale scelta progettuale meriterebbe un serio approfondimento<\/strong> con riferimento, in particolare, alla contemporanea c<strong>onferma nel PSC delle previsioni dei PAU scaduti nelle zone di espansione<\/strong> (senza modifiche dei relativi indici di edificabilit\u00e0) con ulteriore discriminazione e danno per i proprietari di dette aree (che, di fatto, rimarrebbero poco attraenti e convenienti per gli investimenti privati).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RENDE &#8211; Quella del Piano di Strutturale Comunale di Rende (PSC), la cui delibera approvata dall&#8217;allora Giunta Mamma \u00e8 stata revocata ufficialmente dalla triade di commissari prefettizi, \u00e8 una vicenda spinosa che si trascina da un anno. 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