{"id":232569,"date":"2024-06-12T20:25:10","date_gmt":"2024-06-12T18:25:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=232569"},"modified":"2024-06-12T20:25:10","modified_gmt":"2024-06-12T18:25:10","slug":"cellulari-nel-carcere-di-cosenza-ecco-come-la-polizia-penitenziaria-ha-smascherato-i-detenuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cellulari-nel-carcere-di-cosenza-ecco-come-la-polizia-penitenziaria-ha-smascherato-i-detenuti\/","title":{"rendered":"Cellulari nel carcere di Cosenza: ecco come la Polizia Penitenziaria ha smascherato i detenuti"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; <strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/area-urbana\/cosenza\/telefonini-e-sim-nel-carcere-cosmai-di-cosenza-indagate-50-persone\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cellulari utilizzati nel carcere di Cosenza<\/a><\/strong> per comunicare con l&#8217;esterno. Il <strong>Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria per la Calabria<\/strong>, capitanato dal comandante <strong>Leonardo Gagliardi,<\/strong> ha condotto a termine, dopo laboriosi e accurati accertamenti, le indagini nei confronti di<strong> 50 soggetti<\/strong> (di cui 49 all&#8217;epoca dei fatti detenuti presso la Casa Circondariale di Cosenza) ed <strong>un familiare di un detenuto<\/strong>, che devono rispondere a vario titolo del reato di cui all&#8217;art. 391 del codice penale che punisce l&#8217;accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.<\/p>\n<p>&#8220;Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo della Polizia Penitenziaria di Catanzaro e dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza, sono state avviate in seguito al rinvenimento,<strong> nell&#8217;anno 2022,<\/strong> a carico di detenuti, di un <strong>micro telefono cellulare<\/strong> all&#8217;interno dell&#8217;istituto cosentino e di una scheda clandestinamente in uso&#8221;, dichiara Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria per la Calabria.<\/p>\n<p>&#8220;Le operazioni successivamente esperite, anche mediante lo sviluppo dei dati derivanti dal <strong>traffico telefonico<\/strong>, hanno consentito di ricostruire l&#8217;intera rete dei contatti telefonici tenuti indebitamente dai detenuti, anche in periodo successivo al rinvenimento del telefono ( fino a giugno 2023) per mantenere i contatti con l&#8217;esterno, appurando, altres\u00ec, il coinvolgimento di numerosi ristretti, non inizialmente indagati e la complicit\u00e0 di un familiare di detenuto responsabile di aver procurato e consegnato un dispositivo telefonico.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;esame dei tabulati da parte del personale del Nucleo Investigativo<\/strong> e l&#8217;utilizzo delle pi\u00f9 recenti tecniche investigative in materia da parte del NIC anche supportate dal patrimonio informativo del Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria, ha consentito di <strong>pervenire pi\u00f9 efficacemente all&#8217;individuazione dei detenuti r<\/strong>esponsabili e accertare contestualmente, le modalit\u00e0 e gli espedienti utilizzati per l&#8217;introduzione di materiale illecito tesi a garantire ai ristretti il mantenimento di contatti illeciti con la realt\u00e0 esterna&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Cellulari utilizzati nel carcere di Cosenza per comunicare con l&#8217;esterno. Il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria per la Calabria, capitanato dal comandante Leonardo Gagliardi, ha condotto a termine, dopo laboriosi e accurati accertamenti, le indagini nei confronti di 50 soggetti (di cui 49 all&#8217;epoca dei fatti detenuti presso la Casa Circondariale di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":145653,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42],"tags":[19],"class_list":["post-232569","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/232569","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=232569"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/232569\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/145653"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=232569"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=232569"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=232569"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}