{"id":232737,"date":"2024-06-15T13:00:12","date_gmt":"2024-06-15T11:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=232737"},"modified":"2024-06-15T12:52:36","modified_gmt":"2024-06-15T10:52:36","slug":"in-onda-sulla-rai-il-documentario-cosenza-cosangeles-tra-mito-presente-e-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/in-onda-sulla-rai-il-documentario-cosenza-cosangeles-tra-mito-presente-e-futuro\/","title":{"rendered":"In onda sulla Rai il documentario &#8216;Cosenza Cosangeles, tra mito, presente e futuro&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; C&#8217;\u00e8 Lavinia, attivista per i diritti civili e neomamma, ci sono Marina e Mario, che dopo tanti anni al nord sono tornati a casa, c&#8217;\u00e8 John, che ci vive da 40 anni e c&#8217;\u00e8 Karina, che studia all&#8217;universit\u00e0. Chi resta, chi torna, chi arriva. Tutti perseguitati dalla stessa domanda: &#8220;Perch\u00e9 in Calabria?&#8221;. Una scelta non scontata, spiegata con queste parole dall&#8217;antropologo Vito Teti: &#8220;Non si resta del tutto, non si parte mai del tutto. La vita \u00e8 sempre altrove&#8221;. Ma di vita, in questa citt\u00e0 del &#8220;nord del sud&#8221; ce n&#8217;\u00e8 molta. Lo racconta il <strong>cosentino Alessandro Nucci, autore del doc &#8220;Cosenza, Cosangeles&#8221;, in onda domenica 16 giugno alle 22.10 su Rai 5.<\/strong> I suoi abitanti amano chiamarla Cosangeles. Una<strong> crasi coniata<\/strong>, secondo il giornalista Paride Leporace,<strong> dall&#8217;attore Peppino Picciotto<\/strong> mentre parla con Ornella Muti e Paolo Villaggio, che chiacchierano dei loro gran viaggi: &#8220;Io sono di Cosangeles, vicino a San Francisco de Paola&#8221;.<\/p>\n<p>Nella rivendicazione di questa provincialit\u00e0 c&#8217;\u00e8 tutto lo spirito cosmopolita della citt\u00e0. Un luogo dove il centro storico sta a fianco e non nel mezzo del centro urbano, dando vita a una dicotomia e all&#8217;abbandono della citt\u00e0 vecchia, dove nemmeno i cosentini passeggiano pi\u00f9. Ormai, l\u00ec ci si ritrova solo il 12 febbraio per celebrare la <strong>Madonna del Pilerio<\/strong>, protettrice di Cosenza. In <strong>corso Telesio,<\/strong> l&#8217;antica via dei mercanti che prende il nome dal filosofo cosentino, le attivit\u00e0 commerciali continuano a chiudere. Chi resta nel centro storico \u00e8 come a&#8217; ficuzza, l&#8217;albero simbolo dei cosentini, incastonato nel muro della citt\u00e0 vecchia. Una citt\u00e0 aperta, ma sempre legata alle sue tradizioni, anche quelle bizzarre come quella degli auguri di Natale alle 21 della vigilia.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 unica anche nella sua lingua<\/strong>, diversa dagli altri dialetti calabresi, che i<strong>l linguista storico John Trumper<\/strong> <strong>studia da quando \u00e8 arrivato all&#8217;universit\u00e0 della Calabria<\/strong> appena fondata, 40 anni fa: &#8220;Era un ambiente nuovo con gente da tutta Italia e anche da fuori. Ci sono almeno cinque Calabrie linguistiche, era necessario un soggiorno a lungo termine per studiarle&#8221;. Se Cosenza \u00e8 Cosangeles, Unical \u00e8 l&#8217;Universit\u00e0 della Calabria, non della California. Ma qui nascono eccellenze anche nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale, come racconta il professore Gianluigi Greco, a capo della associazione italiana per l&#8217;intelligenza artificiale: &#8220;La Calabria \u00e8 una terra d&#8217;innovazione che punta al digitale, con uno dei distretti Ict pi\u00f9 grandi d&#8217;Italia. Si viaggia, s&#8217;impara e poi si restituisce alla propria terra&#8221;. E chi non torna, sente sempre la nostalgia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; C&#8217;\u00e8 Lavinia, attivista per i diritti civili e neomamma, ci sono Marina e Mario, che dopo tanti anni al nord sono tornati a casa, c&#8217;\u00e8 John, che ci vive da 40 anni e c&#8217;\u00e8 Karina, che studia all&#8217;universit\u00e0. Chi resta, chi torna, chi arriva. Tutti perseguitati dalla stessa domanda: &#8220;Perch\u00e9 in Calabria?&#8221;. 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