{"id":232933,"date":"2024-06-18T20:00:13","date_gmt":"2024-06-18T18:00:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=232933"},"modified":"2024-06-18T18:13:19","modified_gmt":"2024-06-18T16:13:19","slug":"naufragio-la-storia-di-nalina-la-piu-piccola-dei-superstiti-piange-e-cerca-i-genitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/naufragio-la-storia-di-nalina-la-piu-piccola-dei-superstiti-piange-e-cerca-i-genitori\/","title":{"rendered":"Naufragio, la storia di Nalina: la pi\u00f9 piccola dei superstiti piange e cerca i genitori"},"content":{"rendered":"<p>ROCCELLA JONICA &#8211; <strong>Piange, si lamenta per i dolori alle braccia e non fa che chiedere notizie dei genitori e della sorellina, ma non risparmia gesti inequivocabili di ringraziamento a chi si sta prodigando per lei, medici ed infermieri, abbracciando le loro mani e baciandole<\/strong>. Nalina \u00e8 la pi\u00f9 piccola &#8211; solo dieci anni &#8211; dei superstiti dell&#8217;ennesima tragedia in mare, l&#8217;affondamento della barca a vela sulla quale si trovava insieme alla sua famiglia e ad un&#8217;altra settantina di disperati, una sessantina dei quali spariti nelle acque del mare Ionio a circa 120 miglia dalla costa calabrese e tra loro 26 bambini.<strong> Lei, insieme ad altri 10 migranti iracheni ed iraniani, si \u00e8 salvata per essere riuscita ad aggrapparsi alla barca semisommersa, fino a quando \u00e8 stata recuperata dall&#8217;equipaggio di un mercantile ed affidata alla Guardia costiera che ha portato tutti in salvo nel porto di Roccella Ionica. <\/strong><\/p>\n<p>Del gruppo faceva parte anche una donna che per\u00f2 non ce l&#8217;ha fatta ed \u00e8 morta durante il viaggio verso lo scalo calabrese. Adesso Nalina \u00e8 sdraiata su un letto dell&#8217;ospedale di Locri dove il personale si prende cura di lei, non solo dal punto di vista fisico &#8211; le sue condizioni sono notevolmente migliorate &#8211; ma anche morale, manifestandole tutto l&#8217;affetto che \u00e8 possibile in momenti come questi. <strong>&#8220;La bambina non fa altro, anche se a gesti visto che parla solo iracheno, che ringraziarci per quello che finora abbiamo fatto per lei<\/strong>. Quello, per\u00f2, che pi\u00f9 ci rattrista e ci fa sentire impotenti \u00e8 che chiede in continuazione notizie dei suoi familiari e perch\u00e9 ancora i genitori non sono venuti a trovarla e incontrarla&#8221;, raccontano il il primario del reparto di Pediatria dell&#8217;ospedale di Locri Antonio Musolino e il dirigente medico dello stesso reparto Rosanna Lia.<\/p>\n<p>&#8220;Per noi &#8211; spiegano &#8211; \u00e8 davvero difficile affrontare una situazione del genere. E&#8217; chiaro, comunque, che appena Nalina star\u00e0 ancora meglio, chi di competenza, non certo noi medici, dovr\u00e0 cominciare ad affrontare con lei il discorso legato ai suoi familiari&#8221;. La piccola irachena, infatti, ancora non sa che i componenti della sua famiglia sono nell&#8217;elenco dei dispersi in mare e che, salvo miracoli, difficilmente li potr\u00e0 rivedere vivi. Le ricerche vanno avanti ininterrottamente da ieri, da quando \u00e8 scattato l&#8217;allarme, ma come evidenziano i soccorritori, le possibilit\u00e0 di sopravvivere in acqua, in mare aperto, soprattutto senza strumenti di salvataggio, sono ridotte al lumicino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROCCELLA JONICA &#8211; Piange, si lamenta per i dolori alle braccia e non fa che chiedere notizie dei genitori e della sorellina, ma non risparmia gesti inequivocabili di ringraziamento a chi si sta prodigando per lei, medici ed infermieri, abbracciando le loro mani e baciandole. 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