{"id":233941,"date":"2024-07-01T17:01:49","date_gmt":"2024-07-01T15:01:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=233941"},"modified":"2024-07-01T17:01:49","modified_gmt":"2024-07-01T15:01:49","slug":"donna-ridotta-in-schiavitu-con-rito-ju-ju-e-costretta-a-prostituirsi-due-condanne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/donna-ridotta-in-schiavitu-con-rito-ju-ju-e-costretta-a-prostituirsi-due-condanne\/","title":{"rendered":"Donna ridotta in schiavit\u00f9 con rito &#8216;ju-ju&#8217; e costretta a prostituirsi: due condanne"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; La Corte d\u2019Assise di Reggio Calabria <strong>ha condannato a 20 anni di carcere Sonia Osazee, una donna nigeriana di 41 anni accusata di tratta di essere umani, riduzione in schiavit\u00f9, sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale<\/strong>. La sentenza, che \u00e8 stata emessa oggi dalla presidente Natina Prattic\u00f2, ha inflitto 9 anni di reclusione anche a <strong>Sunday Ediorans, di 31 anni, pure lui nigeriano che rispondeva solo del reato di tratta di persone<\/strong>.<\/p>\n<h2>Le indagini<\/h2>\n<p>Il processo nasce un\u2019inchiesta della squadra mobile reggina in seguito alla denuncia della giovane nigeriana che prima \u00e8 stata sottoposta <strong>al \u201crito juju\u201d e poi, una volta arrivata in Italia con il barcone, \u00e8 finita su un marciapiede di Castel Volturno, in provincia di Caserta, dove \u00e8 stata costretta a prostituirsi per ripagare il viaggio<\/strong>. Stando all\u2019inchiesta, infatti, Sonia Osazee \u201creclutava, introduceva nel territorio dello Stato ed ospitava la persona offesa sulla quale \u2013 si legge nel capo di imputazione \u2013 esercitava poteri corrispondenti al diritto di propriet\u00e0, mantenendola in uno stato di soggezione continuativa e <strong>costringendola a prestazioni lavorative di tipo sessuale, con minaccia (di uccidere la sua famiglia d\u2019origine e di farla tornare in Nigeria), inganno (avendole rappresentato che sarebbe venuta per intraprendere degli studi), abuso di autorit\u00e0<\/strong> (per essere di et\u00e0 superiore), approfittando di una situazione di vulnerabilit\u00e0, di inferiorit\u00e0 fisica e psichica e di una situazione di necessit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Denunciati nel 2020, i fatti si riferiscono al 2016 quando, con l\u2019illusione di farle intraprendere gli studi, la vittima era sbarcata a Reggio Calabria. Resasi conto di essere stata ingannata, la ragazza ha tentato pi\u00f9 volte di scappare e, quando ha manifestato <strong>l\u2019intenzione di rivolgersi alla polizia, Sonia Osazee \u201cla faceva traferire in Germania, precisamente a Karlsruhe, \u2013 si legge sempre nelle carte dell\u2019inchiesta \u2013 facendola accompagnare in treno dal fratello Sunday Ediorans presso una non meglio identificata sorella, a nome Juliet<\/strong>, anch\u2019essa \u2018madame\u2019, con l\u2019intento di farle continuare l\u2019attivit\u00e0 di prostituzione\u201d. Una storia ricostruita nel corso della requisitoria dal pm Sara Amerio e che, nei mesi scorsi, \u00e8 stata raccontata in aula dalla stessa vittima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; La Corte d\u2019Assise di Reggio Calabria ha condannato a 20 anni di carcere Sonia Osazee, una donna nigeriana di 41 anni accusata di tratta di essere umani, riduzione in schiavit\u00f9, sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale. 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