{"id":23475,"date":"2013-06-14T14:32:33","date_gmt":"2013-06-14T12:32:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=23475"},"modified":"2023-01-17T13:21:03","modified_gmt":"2023-01-17T12:21:03","slug":"9333-guagliardi-la-sanita-a-cosenza-deve-cambiare-volto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/9333-guagliardi-la-sanita-a-cosenza-deve-cambiare-volto\/","title":{"rendered":"Guagliardi: la sanit\u00e0 a Cosenza deve cambiare volto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">CATANZARO &#8211; &#8220;Di recente ho promosso un incontro con alcuni medici ospedalieri di Castrovillari e altri operatori della sanita&#8217; del comprensorio del Pollino. Mi e&#8217; sembrata una modalita&#8217; corretta per capire il <strong>disagio reale<\/strong><\/span><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"> di quanti hanno bisogno <strong>di assistenza medica<\/strong>, nonche&#8217; un atto reale proteso a intessere un dialogo proficuo tra la politica e gli operatori della sanita&#8217; da cui costruire ipotesi di iniziative istituzionali concrete che individuino il merito delle questioni, senza concentrarsi unicamente sulle vicende di carattere generale&#8221;. E&#8217; quanto afferma <strong>Damiano Guagliardi<\/strong>, consigliere regionale di Federazione della Sinistra. &#8220;In un clima sobrio &#8211; prosegue Guagliardi &#8211; non velleitario e non contaminato da <strong>sigle nominalistiche o colluse<\/strong>, <em><strong>i medici, in particolare,<\/strong><\/em> hanno snocciolato alcuni dati poco attenzionati della loro attivita&#8217; professionale, riflessioni interessanti, per non dire <strong>drammatiche sullo stato dell&#8217;assistenza all&#8217;ammalato<\/strong>. In quel territorio l&#8217;ospedale di <strong>Castrovillari e&#8217; stato qualificato come ospedale SPOKE<\/strong>, cioe&#8217; una sede DEA (Dipartimento di emergenza e di accettazione) di primo livello, dove sono attribuite le specialita&#8217; di media diffusione e di media complessita&#8217; nel trattamento delle patologie. Gli operatori mi hanno raccontato che qui, invece, lo stato della salute comincia a diventare allarmante. Si rischia la chiusura dei reparti di ortopedia e oncologia e del servizio di trasfusione, mancano le unita&#8217; operative per i malati terminali, i punti di pronto soccorso sono sempre affollatissimi per effetto conseguente alla chiusura degli ospedali circostanti, in gran parte e&#8217; carente l&#8217;assistenza domiciliare integrata, si risparmia addirittura sui farmaci di emergenza, mentre si sperpera denaro per aspetti secondari. Ma il dato piu&#8217; drammatico e&#8217; il venire a conoscenza che in tutto il territorio cosentino esistono solo 10 posti letto di nefrologia da spartire tra le centinaia di ammalati dell&#8217;intera provincia&#8221;. &#8220;Ma, ahime&#8217; &#8211; continua l&#8217;esponente di FdS &#8211; ci troviamo nella parte alta della Calabria, per cui (lontano dagli occhi lontano dal cuore) <strong>il Presidente Scopelliti non puo&#8217; sapere.<\/strong> Al contrario i suoi proconsoli della provincia, come le tre note scimmiette non vedono, non sentono, non parlano rispetto a questi problemi. Anzi cercano di intervenire perpetuando sistemi clientelari consolidati nel modello Reggio, con l&#8217;innovazione del sistema degli imbrogli e le clientele discriminatorie, con l&#8217;inserimento nei centri nevralgici della sanita&#8217; di personale di cooperative nate ad hoc e di dubbia provenienza. Il direttore Scarpelli, per esempio, dovrebbe spiegare come mai, a fronte delle limitazioni del tavolo Massicci, si fanno corsi professionali fantasma (secretati ai miracolati bisognosi di area Pdl e Udc) per OS, oppure nel campo dell&#8217;Assistenza domiciliare, sembra che venga aumentata l&#8217;esternalizzazione dei servizi con l&#8217;affidamento a cooperative (anch&#8217;esse di neo costituzione) legate a eccellenti uomini politici della provincia cosentina. Le conclusioni non possono che essere drammaticamente amare: se da una parte e&#8217; stato smantellato un sistema ospedaliero, forse superato e dispendioso per la degenerazione del controllo politico sulla sanita&#8217; e la cui esistenza non si poteva piu&#8217; permettere, dall&#8217;altra non si e&#8217; fatto assolutamente nulla per rafforzare la sanita&#8217; territoriale che invece andrebbe potenziata&#8221;. Credo, per concludere, che oggi sia importante discutere sugli effetti del Tavolo Massicci e sulle sue ricadute arbitrarie dei direttori generali e del Commissario. La recente polemica sulla ripartizione delle risorse nelle varie provincie e la distruzione della sanita&#8217; cosentina sono un esempio dell&#8217;uso dei diritti del malato in ottica di speculazioni economiche, di intrallazzi e affari sporchi. Sostenere la concorrenzialita&#8217; tra sanita&#8217; privata e quella pubblica, che in un regime di economia consolidata aprirebbe una discussione seria e credibile, allo stato e&#8217; solo fumo negli occhi della galassia sanitaria, tesa a nascondere i problemi reali e le cause dello smantellamento della sanita&#8217; pubblica; cosi&#8217; come e&#8217; demagogia paventare i fantasmi della ricaduta negativa in ordine allo stato dell&#8217;occupazione della sanita&#8217; privata. <strong>Serve invece, una riforma concreta che metta in discussione lo stato esistente, ma si concentri sui problemi reali del territorio.<\/strong> Un semplice esempio: cosa puo&#8217; accadere, se non una morte inutile, in un villaggio a mille metri di altitudine, con un presidio sanitario lontano sessanta chilometri, senza un medico di base residente in loco, senza una guardia medica? Dunque una riforma che indaghi, potenzi e valorizzi la medicina di base, colpendo duramente gli interessi speculativi che da qui si generano; una riforma che rimetta ordine ai criteri di accreditamento delle risorse, che crei il giusto equilibrio tra strutture, salute e territorio, che sappia programmare la lunga degenza per una regione che invecchia sempre piu&#8217;, le emergenze e la patologia specialistica in grado di bloccare la mobilita&#8217; passiva. Credo che continuero&#8217; in questa opera di ascolto dei professionisti e dei lavoratori della sanita&#8217; perche&#8217; e&#8217; importante costruire in ogni territorio presi&#8217;di di base (<strong>composti da malati, cittadini, operatori sanitar<\/strong>i) che continuino a fare contrinformazione e a denunciare i disagi dei cittadini, degli ammalati e dei lavoratori di questo importante settore della societa&#8217; calabrese. Lo faro&#8217; perche&#8217; ritengo sia ormai giunto il tempo che attorno alla sanita&#8217; si formi una coscienza collettiva senza il cui protagonismo attivo non e&#8217; possibile uscire dalle sabbie mobili in cui e&#8217; piombata&#8221;.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; &#8220;Di recente ho promosso un incontro con alcuni medici ospedalieri di Castrovillari e altri operatori della sanita&#8217; del comprensorio del Pollino. 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