{"id":234798,"date":"2024-07-11T12:20:57","date_gmt":"2024-07-11T10:20:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=234798"},"modified":"2024-07-11T12:25:03","modified_gmt":"2024-07-11T10:25:03","slug":"ecomafia-in-calabria-aumentano-i-crimini-ambientali-e-tra-le-4-regioni-con-piu-illeciti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/ecomafia-in-calabria-aumentano-i-crimini-ambientali-e-tra-le-4-regioni-con-piu-illeciti\/","title":{"rendered":"Ecomafia, in Calabria aumentano i crimini ambientali: \u00e8 tra le 4 regioni con pi\u00f9 illeciti"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; In Italia le Ecomafie premono sempre di pi\u00f9 sull\u2019acceleratore e fanno affari d\u2019oro. A dimostrarlo \u00e8 l\u2019aumento dei reati ambientali che nel 2023 salgono a 35.487, registrando +15,6% rispetto al 2022, con una media di 97,2 reati al giorno, 4 ogni ora. Illeciti che si concentrano soprattutto nel Mezzogiorno <strong>e in particolare nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa \u2013 Campania, Puglia, Sicilia e Calabria \u2013 dove si concentra il 43,5% deli illeciti penali, +3,8% rispetto al 2022.<\/strong><br \/>\nTutto il mercato illegale nella Penisola \u00e8 valso agli ecomafiosi nel 2023 ben 8,8 miliardi. A tracciare\u00a0<strong>un quadro di sintesi \u00e8 il nuovo report di Legambiente \u201cEcomafia 2024.\u00a0<\/strong>Le storie e i numeri della criminalit\u00e0 ambientale in Italia\u201d (edito da Edizioni Ambiente), nel 30esimo anno dalla sua prima pubblicazione, e i cui dati sono stati presentati oggi a Roma.<\/p>\n<h3>Dati italiani<\/h3>\n<p>Dati, commenta Legambiente, \u00abnel complesso preoccupanti: nel 2023 in Italia aumenta anche il numero delle persone denunciate (34.481, +30,6%), cos\u00ec come quello degli arresti (319, +43% rispetto al 2022) e quello dei sequestri (7.152, +19%).<strong>\u00a0Tra gli illeciti, nella Penisola continua a salire la pressione del ciclo illegale del cemento (13.008 reati, +6,5%)<\/strong>, che si conferma sempre al primo posto tra i reati ambientali;\u00a0<strong>ma a preoccupare \u00e8 soprattutto l\u2019impennata degli illeciti penali nel ciclo dei rifiuti, 9.309, + 66,1% che salgono al secondo posto<\/strong>. Al terzo posto con 6.581 reati la filiera degli illeciti contro gli animali (dal bracconaggio alla pesca illegale, dai traffici di specie protette a quelli di animali da affezione fino agli allevamenti); seguita dagli incendi dolosi, colposi e generici con 3.691 illeciti. Crescono anche i numeri dell\u2019aggressione al patrimonio culturale (642 i furti alle opere d\u2019arte, +58,9% rispetto al 2022) e degli illeciti nelle filiere agroalimentari (45.067 illeciti amministrativi, + 9,1% rispetto al 2022), a cominciare dal caporalato. Sono inoltre 378 i clan mafiosi censiti.<\/p>\n<h3><span style=\"color: var(--td_text_color, #111111); font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 27px; text-align: center;\">In Calabria 2.912 reati<\/span><\/h3>\n<p>A livello regionale, spiega ancora il<strong>\u00a0Rapporto Ecomafie di Legambiente,<\/strong>\u00a0la Campania si conferma al primo posto della classifica con pi\u00f9 illeciti ambientali, 4.952 reati, pari al 14% del totale nazionale, seguita da Sicilia (che sale di una posizione rispetto al 2022, con 3.922 reati, +35% rispetto al 2022), Puglia (scesa al terzo posto, con 3.643 illeciti penali, +19,2%)\u00a0<strong>e Calabria (2.912 reati, +31,4%).<\/strong>\u00a0La Toscana sale dal settimo al quinto posto, seguita dal Lazio. Balza dal quindicesimo al settimo posto la Sardegna.\u00a0<strong>Tra le regioni del Nord, la Lombardia \u00e8 sempre prima<\/strong>. A livello provinciale, Napoli torna al primo posto, a quota con 1.494 reati, seguita da Avellino (in forte crescita con 1.203 reati, pari al +72,9%) e Bari.<strong>\u00a0Roma scende al quarto posto, con 867 illeciti penali, seguita da Salerno, Palermo, Foggia e Cosenza<\/strong>. La prima provincia del Nord \u00e8 quella di Venezia, con 662 reati, che si colloca al nono posto ed entra nella classifica delle prime venti province per illegalit\u00e0 ambientale. Continua l\u2019applicazione della legge 68\/2015 sugli ecoreati che nel 2023 ha superato la quota 600, anche se registra un lieve calo rispetto all\u2019anno precedente quando era stata contestata 637 volte. Un calo dovuto al calo dei controlli, passati da 1.559 a 1.405. Il delitto di inquinamento ambientale resta nel 2023 quello pi\u00f9 contestato, 111 volte, portando a ben 210 denunce e 21 arresti. Altro dato riguarda i comuni commissariati che sono attualmente 19.<\/p>\n<h3>Ciafani: \u00abC\u2019\u00e8 ancora molto da fare nel nostro Paese\u00bb<\/h3>\n<p>\u00abIn questi tre decenni il Rapporto Ecomafia \u2013 dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 un\u2019operaomnia per analizzare i fenomeni criminali legati al business ambientale, grazie anche a contributi istituzionali di rilievo, come dimostra l\u2019edizione 2024.\u00a0<strong>Dalla nostra analisi, emerge per\u00f2 che c\u2019\u00e8 ancora molto da fare nel nostro Paese, dove continuano a mancare norme importanti,<\/strong>\u00a0come quelle che dovrebbero semplificare gli abbattimenti degli ecomostri \u2013 assegnando ad esempio ai Prefetti l\u2019esecuzione delle ordinanze di demolizione mai eseguite nei decenni passati -, l\u2019inserimento nel Codice penale dei delitti commessi dalle agromafie oppure l\u2019approvazione dei decreti attuativi della legge istitutiva del SNPA per rendere pi\u00f9 efficaci i controlli pubblici delle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell\u2019ambiente. Dal Governo Meloni ci aspettiamo un segnale di discontinuit\u00e0. Serve approvare quanto prima le riforme necessarie per rafforzare le attivit\u00e0 di prevenzione e di controllo. Ne gioverebbero molto la salute delle persone, degli ecosistemi,\u00a0<strong>della biodiversit\u00e0 e quella delle imprese sane che continuano ad essere minacciate dalla concorrenza sleale praticata da ecofurbi, ecocriminali ed ecomafiosi<\/strong>\u00bb. \u00abLa voce pi\u00f9 pesante dell\u2019illegalit\u00e0 legata al ciclo del cemento, come denunciamo ogni anno con forza, e quella dovuta alla miriade di abusi edilizi che viene realizzata nel nostro Paese. Con il decreto Salva casa\u201d \u2013 aggiunge Enrico Fontana, responsabile Osservatorio Ambiente e legalit\u00e0 \u2013 a cui Legambiente ha presentato una serie di emendamenti, si corre il rischio di alimentare nuovi abusi. Ma deve preoccupare molto anche la crescita dei reati nella gestione dei rifiuti, con pratiche illegali che minacciano l\u2019economia circolare. Cos\u00ec come seguiremo con attenzione quanto sta accadendo nella raccolta dei Raee (i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), dove diminuisce la quantit\u00e0 di quelli avviati al riciclo e aumentano le esportazioni illegali, verso Asia e Africa. E manterremo sotto osservazione il mercato illecito degli F-gas, i gas refrigeranti, che vede l\u2019Italia tra i paesi pi\u00f9 esposti\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; In Italia le Ecomafie premono sempre di pi\u00f9 sull\u2019acceleratore e fanno affari d\u2019oro. A dimostrarlo \u00e8 l\u2019aumento dei reati ambientali che nel 2023 salgono a 35.487, registrando +15,6% rispetto al 2022, con una media di 97,2 reati al giorno, 4 ogni ora. 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